Diario da Trieste

Torna sulla strada (no, non come avete capito… e che diamine !) il collaboratore di Wrestling World e torna dunque anche il diario semiserio delle sue avventure e/o disavventure nella galassia italica del wrestling nostrano. Questa volta, vista che la tappa è una sola, il diario sarà più specifico ed avrà una pagina per ogni giornata di questa nuova avventura nella bella Trieste, in altre parole l’antica Tergeste (per spararci dentro subito una citazione colta).

 

Venerdì 10 Novembre 2006

Dopo una mattina spesa dietro la scrivania a fare finta di lavorare, quando in realtà avevo già in mente Batista & company e la prima cosa che ho fatto è stato vedere i risultati dell’house show di Torino, parto alla volta del capoluogo giuliano con l’Eurostar delle 16.55 da Milano Centrale. Il viaggio si apre già sotto i peggiori auspici:

  • Ho dimenticato la mia chiavetta USB dove avevo salvato gli scheletri da usare per gli articoli del prossimo speciale commissionatomi da Wrestlingworld. Indi non ci potrò mettere mano come promesso al boss Francesco Orlando, che nel frattempo immagino a Pesaro a fare i suoi numeri da avanspettacolo coi vari utenti del forum trovati al BPA Palace.

  • Sto per scendere in garage a mettere in macchina gli zaini che porterò con me, e ne succedono due in un colpo solo: prima mia mamma si offre di accompagnarmi lei in modo da farmi risparmiare i costi del parcheggio a Milano, e poi mi chiamano pure per lavoro. Perché la prima dovrebbe essere un cattivo auspicio? Semplice, il treno (come detto) è alle 16.55: ma, grazie alla mia buona ma troppo premurosa genitrice, arrivo in stazione un’ora prima della partenza. Vabbè!

  • Salgo in treno e, dato che mi aspettano circa quattro ore e mezzo di strada, mi lancio sul mio lettore MP3. Orrore! No, non esce Boogeyman sul display (quello è riservato a quando mi arrivano degli SMS sul cellulare, anzi qualcuno si spaventa anche quando succede) … le pile sono scariche!

Come fare a passare il tempo? Da Milano a Mestre ci pensano i miei vicini di posto: mi sembrava di essere sul “Money Express”. Per bocca dei miei tre compagni di viaggio, girano milionate di Euro in pochi minuti: fidi, bonifici, fideiussioni. Ci manca giusto di vedermi apparire Ted Di Biase e Irwin R. Shyster e mi sembrerebbe di essere nel bel mezzo di una riunione di Bankitalia! E poi dicono che il ricco ed opulento nord è solo uno stereotipo! Arrivato a Mestre, però, il treno si svuota magicamente e piombo nella più cupa desolazione. Come fare per le prossime due ore, o poco meno? Esce in me l’indole del pensatore: in questo viaggio sono solo, al seguito di una passione ma in ogni modo senza di nessuno accanto. La mia mente va così ai wrestler, tutto l’anno in giro per arene per allietare le nostre serate rischiando l’osso del collo. C’è chi, come Booker T. e Sharmell, sono già abbastanza fortunati da avere vicino un affetto con cui condividere questo snervante logorio. Altra gente, come Undertaker, ha deciso di diminuire di molto la propria presenza “on the road”. Penso però ad esempio ad un Paul London, ad un Brian Kendrick o ad un CM Punk: sono ragazzi giovani, a detta delle utenti femminile del forum anche dei “bei maschietti”. Se uno di loro trovasse una fidanzata e volesse mettere su famiglia, come farebbe? Alla fine, l’ebbrezza iniziale dell’essere in giro da soli e potersi così muovere coi propri tempi lascia il posto ad un senso di vuoto. Questo è il mio pensiero: avvolto nei meandri di questo ragionamento, non mi rendo conti che alla fine sono arrivato a Trieste Centrale. Meno di cinque minuti e sono già in Hotel, che del resto dista pochi passi dalla stazione. Il primo giorno è finito ed è inutile che mi metta a raccontarvi di cosa ho fatto in camera (ben poco a dire il vero, ma in ogni caso è di wrestling che dobbiamo parlare!)

 

Sabato 11 Novembre 2006 – 1a parte

Uno dei miei compagni di viaggio sul treno Eurostar, riponendo male la sua borsa nelle apposite scaffalature poste sopra le teste dei passeggeri, per poco non mi uccide un’arzilla nonnina che si vede piombare il pesante bagaglio a pochi metri dal suo sedile. Bell’immagine per aprire la giornata, vero? Eppure è quello cui penso appena apro gli occhi all’indomani. Fortuna che un’abbondante colazione e la vista delle bellezze di Trieste fanno venire pensieri più seri e migliori: interessante, rispetto alle tappe che ho avuto l’occasione di vedere in altri capoluoghi italiani come Milano – Bologna e Firenze, è che la città ha affisso più o meno ovunque manifesti dell’avvenimento che tra poche ore mi recherò a vedere al Palasport di Trieste. Su di essi, con i colori blu tipici del circuito di Smackdown, fa bella mostra di sé Batista - nella sua tipica posa “truce” che tanto timore incute agli avversari. Non starò qui a parlarvi delle varie bellezze del capoluogo giuliano che valgono da sole il prezzo di questo week-end fuori porta. Vi dico solo che, anche come atmosfera e dimensione metropolitana, Trieste è una città che si fa amare e che merita davvero le belle parole che ho sentito spendere nei suoi confronti. Mentre sono a caccia delle varie bellezze artistiche, decido però di fermarmi ad un’edicola per fare il pieno di “cultura”: compro Gazzetta dello Sport (soprattutto per l’allegato SportWeek che questa settimana parla di Rafael Nadal, il tennista che apprezzo più di tutti assieme ad Andy Roddick), una rivista di Wrestling di lungo corso di cui però non faccio il nome per motivi di “concorrenza” ed il Piccolo – il quotidiano locale. Su quest’ultimo soprattutto mi aspetto un articolo o quantomeno un cenno alla tappa di stasera del Survivor Series Tour. Vengo accontentato? Al di là di ogni più rosea attesa! Siamo a pagina 32 del Piccolo, nella sezione Sport, dove appare un articolo “ Al Palatrieste Batista “The Animal” sfida King Booker” che ovviamente vado a leggere con curiosità. Come foto di accompagnamento abbiamo quelle di Lashley e Batista, ma soprattutto apprezzo il modo in cui il giornalista Francesco Cardella descrive l’avvenimento. Ok, nessuno è perfetto e ci scappano un Chavez Guerrero ed una descrizione del Six Men Tag Match quantomeno “particolare”. Ma destano davvero in me positivi riscontri gli accenni ai precedenti dei vari wrestler, con la citazione di Undertaker “a suo tempo conosciuto come Master of Pain” e di Benoit “che abbandonati i nomi degli inizi come Pegasus Kid, Wild Pegasus” è ora divenuto un beniamino degli italiani. I miei complimenti al giornalista del Piccolo, che non si nasconde neanche all’inizio ed ammette che la precedente avventura del wrestling a Trieste (forse perché non targata WWE) ha avuto solo “tiepidi riscontri”. Ma torniamo a noi: grazie alla connessione Wireless presente all’hotel dove alloggio, mi connetto e vedo alcune foto di Torino dal sito wwe.com oltre ai risultati di Pesaro della sera prima. Spiace vedere come le due tappe paiano essere la fotocopia l’una dell’altra, ma aspetto con ansia la mia di stasera per vari motivi. La card innanzitutto è un po’ diversa, ed oltretutto (negli show trasmessi da Sky nei 10-15 giorni precedenti a questa data) la WWE pubblicizzava il suo tour facendo riferimento solo alla tappa di Trieste. Che per questa sera ci sia in serbo qualche grossa sorpresa ? Ovvio che non mi aspetto cambi di titolo o che altro, ma trovo questa pubblicità rivolta solo verso Trieste molto curiosa. Tra poche ore capirò se si tratta solo di una coincidenza o c’è sotto qualcosa ! Nel frattempo preparo tutto il necessario per foto – riprese e compagnia bella e decido che (vista l’arietta fredda che spazza la città) al Palazzetto andrò e tornerò in taxi. Spero solo non finisca come a Bologna ad Aprile, ma pensiamo positivo – facciamoci una doccia e vestiamoci verso l’avventura !

 

Sabato 11 Novembre 2006 – lo show

 

Arrivato al Palazzetto, scopro con piacere che già diverse persone sono davanti alle entrate. Di positivo c’è che d’ingressi ce ne sono due, giacché chi entra in platea entra da un cancello posto su un’altra via rispetto a coloro che (come me) hanno i biglietti per i due anelli. Rispetto al centro, il PalaTrieste è ancora più vicino al confine sloveno ma (evidentemente) le usanze sono e restano prettamente italiane dato che l’apertura dei cancelli avviene alle 19.34 anziché alle 19.00 come comunicato sui biglietti. Prima di portarmi al mio posto, butto un’occhiata verso lo stand delle magliette: niente merchandising di Boogeyman e, a dire il vero, null’altro di eccezionale… o no ? Effettivamente la maglietta di Lashley ed il programma sembrano davvero interessanti. Andrà a finire che, anticipiamo questa succulenta notizia, li prenderò entrambi durante la pausa tra la prima e la seconda parte dello show. L’unica cosa che mi fa senso, ma penso lo sappiate tutti, sono i prezzi: 30 Euro le magliette, 25 quelle per i bambini, e 15 Euro i programmi. Per ripicca penso: “quando esco fotto una delle locandine dell’evento attaccate per tutto il palazzetto”. Peccato che, al momento di andarsene dopo l’ultimo match, qualcun altro deve aver fatto il mio ragionamento poiché sono sparite tutte ! Veniamo però ai match: mediamente, l’evento mi ha lasciato un po’ perplesso. Laddove lo scorso Aprile la tappa di Bologna aveva regalato la perla JBL vs. Chris Benoit, e quella di Firenze uno spettacolo mediamente solido, devo ammettere che (come dicevano Morandi – Ruggeri – Tozzi) si poteva dare di più ! Se infatti il Six Men Tag con Lashley – Benoit e Matt Hardy da una parte, e Finlay – Regal e Chavo Guerrero dall’altra, conquista la palma di incontro più piacevole, degli altri match ricordo volentieri solo Batista vs. Booker T per il titolo assoluto (forse perché mi aspettavo davvero poco ed invece i due hanno messo su un discreto match) e la rincorsa di RVD a Paul Heyman passando attraverso i due brutti ceffi della sua security.

Per questi tre match, vorrei spendere una parola su Matt Hardy: sembrava veramente in uno stato di grazia, mai visto il più anziano dei due fratelli Hardy così in forma ! Sarà l’idea di tornare a far coppia col fratello Jeff a Survivor Series a renderlo così solare ? Venendo agli altri incontri in programma, mi ha profondamente deluso il match Undertaker vs. Ken Kennedy. Forse perché mi aspettavo tanto, ma francamente non vedevo l’ora che finisse: una noia mortale ! E credetemi, lo dico col cuore in gola essendo grande fan del re dell’oltretomba ! A regola, Kennedy regala come al solito divertimento al microfono esordendo con un “Fate salenzio… scccc” che mi spezza in due dal ridere (soprattutto per la storpiatura di silenzio che mi ricorda quella che faceva il mio professore di pedagogia alle superiori) e che è seguito dalla raffica dirompente “Trieste fa schifo e fa anche cagare”, che assemblea i due soliti commenti di Kennedy quando viene in Italia. Preoccupazione ha invece destato in me il match dei miei due pupilli, i campioni di coppia Paul London e Brian Kendrick: i due hanno difeso con successo le cinture in un triple threat match che li vedeva opposti a Tatanka/Gregory Helms e KC James/ Idol Stevens. Se il match potrebbe tranquillamente anch’esso venire messo tra i “piacevoli”, giacchè un membro per ogni team era sempre e contemporaneamente nel ring con i suoi 2 rivali, mi ha profondamente addolorato la totale assenza di Paul London dal match. Al loro ingresso, infatti, i due campioni di coppia sono stati subito attaccati dai rivali con London spedito fuori ring e Kendrick a difendersi disperatamente per tutti i 10 minuti scarsi dell’incontro. Solo alla fine, dove non avere mai messo piede sul quadrato, Paul è entrato nell’azione eseguendo subito il decisivo roll-up appena superate le corde che delimitano il bordo ring. Il mio primo pensiero è andato ad un possibile infortunio dell’ex Cruiserweight Champion, che ha costretto la WWE a scegliere questa soluzione. Però mi è dispiaciuto non vedere i due campioni usare le splendide manovre in coppia che li hanno resi così popolari ! Da dimenticare invece tutto il resto, specie il Diva’s Body Contest che (a mio giudizio) ha rubato troppo tempo ai match. Nelle altre contese, buona prova di CM Punk ma cavare un match buono da Mike Knoxx penso sia impossibile… e soprattutto standing ovation per Kane che demolisce Power Ranger MVP cuccandosi nel mentre uno dei risconti più positivi della serata (altri pop notevoli per Benoit – Undertaker e Batista). Davvero divertente anche The Sandman che riesce ad accattivarsi il pubblico, inizialmente un po’ freddo nei suoi confronti, entrando dalle gradinate a suon di “Beer Bash” (alla fine saranno quattro). Tanto di cappello infine a Batista che, dopo aver vinto per squalifica il suo incontro con King Booker, intrattiene il pubblico per dieci minuti buoni dopo il match – scambia high five con tutte le prime file – si atteggia sul ring in pose plastiche per i fotografi e (soprattutto) ricorda il grande Eddie Guerrero a circa un anno dalla sua scomparsa dedicandogli il suo tipico gesto dello scrollare le spalle. E così anche questa è andata: stavolta, però, il taxi del ritorno c’è e niente camminata al freddo per questo povero vecchietto ! A mezzanotte e mezza sono in hotel, pronto per il rientro a casa l’indomani !

 

Domenica 12 Novembre 2006

Ok ragazzi, è l’ora del rientro. Mi sveglio che sono le 08.10 circa e subito mi metto al mio vecchio ma infaticabile Toshiba 4070 CDT a scrivere il resoconto della sera precedente e che avete letto nella parte dedicata allo show. Del resto, con un webmaster schiavista come Fiorentino – Francesco Orlando non c’è altro da fare. Se già assilla me che sono un semplice collaboratore, figuriamoci i poveri staffer a che soprusi sono abituati ! Dopo una colazione per mantenere la linea (si, quella di Kamala visto che ho mangiato l’impossibile) vado in stazione a ritirare il biglietto mediante le stazioni self-service. Vi dico solo che, non avessi avuto la fortuna di imbattermi in un funzionario Trenitalia più che gentile, sarei ancora adesso a Trieste dato che i dati che mi ha dato Trenitalia per e-mail (stampala e portala con te come promemoria) sono insufficienti a ritirare il biglietto in modalità Self-service. Vabbè ! Dopo il brivido, vado in edicola a caccia del Piccolo: dopo l’articolo di ieri, sono curioso di vedere come il quotidiano triestino tratterà l’evento di ieri sera. Ebbene, la pagina 37 è interamente dedicata a Smackdown, con sei foto di altissima qualità e l’articolo del “solito”  Francesco Cardella. Il tono del pezzo è simile a quello di ieri: a parte qualche nuova imprecisione (quella di ieri non era “la prima delle tre tappe del tour”, bensì l’ultima), la penna del giornalista triestino descrive di nuovo con occhio attento la serata. Qualcuno potrà magari storcere il naso di fronte alla descrizione del fenomeno wrestling data dal Cardella, in realtà (nonostante sia sommaria e un po’ pregiudiziale) va dato atto che mette in luce gli aspetti che magari un tifoso non vorrebbe sentirsi dire ma che alla fine ci sono. Soprattutto, nonostante venga definito ”un teatro che preferisce colorarsi di spettacolo, abbondando di vistose cornici e improbabili fasi di recitazione”, viene riconosciuto comunque allo spettacolo WWE un grande appeal sul pubblico ed un “atletismo veramente eccezionale”. Inoltre, agli interpreti della serata, viene dato atto di “una grande destrezza, una solida preparazione tecnica e la difficoltà nell’imitare le loro gesta”. Personalmente, ritengo che questi siano i pezzi che fanno bene al movimento wrestling in generale: è inutile infatti nascondere alcune palesi teatralità del nostro amato sport-spettacolo, così come è giusto irritarsi quando presunte penne di grande nome spalano quintalate di liquami solo per sentito dire. Andiamo però oltre, se no qui rischio davvero di fare un pezzo che commenta solamente gli articoli del giornalista triestino che sicuramente non avrà certo piacere a sentirsi giudicato da un ragazzo di 29 anni.

Finalmente sono sul primo dei due treni, quello che mi porterà a Mestre dove dovrò agganciare la coincidenza per Milano Centrale. Il dondolio del treno e la musica del mio lettore MP3 mi fanno ripensare ad alcuni fatti dello show di ieri sera che ho tralasciato in prima battuta: nella fretta di scrivere, ho dimenticato ad esempio dell’incredibile tap-out del rude Finlay al Crippler Crossface di Benoit. Sinceramente non ho voglia di andare a spulciare nelle varie puntate di Smackdown!, ma penso sia un evento unico e raro ! E’ inoltre tempo di bilanci: certamente il pubblico triestino è stato il più civile che ho trovato nei palazzetti nelle mie innumerevoli presenze alle tappe della WWE, probabilmente specchio di una città che effettivamente mi ha molto colpito e che viene sicuramente solo dopo Firenze nelle mie preferenze. Sarà stata probabilmente la semplicità della gente anche, dimostrata da una scenetta cui ho assistito mentre attendevo il primo treno: tre signori discutevano del successo della Triestina a Verona di ieri sera, con gol di Piovaccari. Io, nel mentre, sul “Piccolo” leggevo del successo della Fiorentina per 3-1 sull’Atalanta. Simpaticamente, questi tre mi dicono: “Anche lei contento, allora ? E’ toscano ?”. Ovviamente gli rispondo di no, che sono comasco: questi si preoccupano, forse perché a sto punto credono che io tifi Atalanta. Addirittura uno si scusa, ma io lo rassicuro, dicendogli che in realtà ho una simpatia per la Fiorentina nonostante le mie origini. Penso che in una città frenetica come Milano non sarebbe mai successo, così come nella chiusa e cupa Como. Si lo so, può sembrare una stupidata ma sono cose che a me colpiscono molto. Una vecchia canzone diceva “Chissà perché, si gira il mondo per capire un pò di più… sempre di più, tu vai lontano e perdi un po’ di ciò che sei”. Probabilmente, con questo viaggio ho perso un'altra parte del mio “essere Comasco”. Averla però persa in una città come Trieste, mi ha fatto davvero piacere !

 

 

Alberto Rizzi