UNIVERSAL SOLDIERS – THE RETURN

 

 

   

“Romeo, Romeo: perché sei tu Romeo?”. Inutile nascondersi: quando sono venuto a sapere che nel seguito de “I nuovi eroi” di Roland Emmerich del 1992 al posto di Dolph Lundgren subentrava Bill Goldberg, allora ho deciso che valeva la pena dargli un’occhiata.

Già sapevo che non avrei assolutamente visionato una pellicola candidata all’Oscar, ma il regista ed ex stuntman Mic Rodgers, che ha diretto la seconda unità di Braveheart, faceva comunque ben sperare, soprattutto riguardo al punto di vista dello stile, che francamente non fa mai male.

Dal Belgio con furore torna quindi Luc Deveraux, alias Jean Claude Van Damme, occupato oltre che dalla figlia Hilary, rimasta orfana di madre un po’ troppo presto, anche dal progetto governativo che mira alla creazione di cyborg da combattimento con una forza fisica pari a due volte e mezzo quella di un uomo comune.

   

Come lo stesso Deveraux, molti di questi hanno perso la vita in Vietnam, ma grazie al progetto in questione sono resuscitati e addirittura modificati in quanto ad intelligenza e ad agilità.

L’esperimento procede per il meglio, almeno finché S.E.T.H., il computer che comanda gli UNISOL, finisce per sviluppare una volontà autonoma che ha il preciso scopo di modificare il pensiero degli stessi cyborg e scatenare il suo esercito contro il governo.

Il tempo dell’uomo è finito: adesso saranno loro, gli Universal Soldiers, a portare ordine all’interno del caos, e per raggiungere l’obiettivo si affidano principalmente a Romeo (Goldberg), che in battaglia ci appare più in forma che mai.

L’ex campione del mondo di Raw ed ex wrestler WWE devo dire che non se la cava affatto male quando è chiamato in causa; anzi, nei disordini che scoppiano all’interno dell’ospedale dove per un serio problema cerebrale è ricoverata Hilary, affronta senza pietà i pur muscolosi uomini della sicurezza somministrandogli tra le altre cose anche uno spezzaschiena e un superkick degno del miglior HBK.

 

Deveraux nel frattempo cerca con tutti i mezzi a sua disposizione di eliminare S.E.T.H., che ha assunto le più atletiche sembianze di Micheal Jai White, ed è aiutato nella sua impresa al limite delle possibilità umane dall’immancabile giornalista a caccia di scoop, che è in questa occasione la bella Erin (quella Heidi Schanz già apparsa in Seven e in Truman Show anche se in ruoli di seconda importanza).

Non ci vuole molto a capire qual è il finale del film, ci tengo però a precisare una cosa: nella battaglia finale prima dell’esplosione è ancora una volta Goldberg a comparire per ultimo sulla scena, esattamente come nella Royal Rumble di quest’anno, ed anche in questa occasione una distrazione (stavolta la bella Maggie e non Brock Lesnar) lo condanna all’eliminazione.

    

Plagio? Non credo proprio, solo una semplice coincidenza che ci fa sorridere.

Volendo dare un giudizio complessivo sul film, direi che per i fans di Van Damme non mancano certo gli ingredienti per essere felici: discreti effetti speciali e ampio spazio a scene di lotte e sparatorie, che sono un po’ il sale di tutte le sue interpretazioni.

Personalmente parlando, l’ho guardato solo perché tra gli attori c’era anche Romeo: e se Romeo invece del suo nome rinnegasse la sua scelta e tornasse al suo posto a Raw, dove ci ha deliziato per mesi, io non sarei più così triste, non so voi.

 

Siiimo9