UNA PROMESSA E' UNA PROMESSA

 

   

Quando hai piacere di vedere un film, è importante tra le altre cose scegliere il momento giusto durante la giornata.

Gustarsi uno splatter di Schnaas alle otto di mattina mentre immergi il cornetto nel caffelatte non è proprio una bella idea, ma lo scenario cambia se sai che la pellicola da affrontare è il tipico panettone natalizio con il governator Schwarzenegger, fino a ieri poliziotto alle elementari, e oggi grande uomo d’affari che a causa del lavoro trascura un po’ troppo la famiglia.

Si arriva così alla vigilia di Natale e tutti i bambini del mondo sotto l’albero di casa hanno il modellino di Turbo Man che li aspetta : l’unico a cui manca è il piccolo Jamie, perché ovviamente il padre se ne è dimenticato, e quindi scatta la caccia al regalo, un’impresa impossibile per buona parte delle persone, un po’ meno per chi ha vestito per ben tre volte i panni di Terminator.

Quando Schwarzy esce di casa il 24 mattina credo siano appena passati 10 minuti dai titoli di testa; gli altri 80 che restano sono tutti un susseguirsi di imprevisti che spesso fanno gridare al grottesco, ma che riescono anche a strappare qualche lieve sorrisetto.

   

Ricordo ad esempio volentieri lo sketch con il grande James Belushi nel centro commerciale, un James che propone al padre disperato una copia del pupazzo Turbo Man, e lo conduce in una specie di casolare dove centinaia di Babbo Natale lavorano senza sosta fabbricando copie neanche ben riuscite dei regali del momento.

Infatti il Turbo Man che finisce nelle mani del buon Howard parla spagnolo e perde i pezzi che è una bellezza: normale che a questo punto scatti la violenza, e molti dei Santa Claus abusivi volano da tutte le parti, tutti tranne uno, uno che sarà alto almeno venti centimetri più del protagonista.

Eccolo lì il motivo di questa recensione, l’enorme Big Show è finalmente entrato sulla scena, senza theme entrance ma con tanta voglia di difendere i colleghi; durata del match circa 2 minuti, ma abbastanza intensi, a un certo punto ho pensato anche che partisse una choke slam.

Dopo di che si torna alla normalità, o per meglio dire alla mediocrità, e si procede ad una lentezza disarmante verso la parata finale, con la sfilata dei carri natalizi sulla strada principale, con ovviamente quello di Turbo Man a chiudere il sipario, con la folla letteralmente in delirio.

Il supereroe del momento inoltre sceglierà un bambino a caso, che riceverà il nuovissimo modello (non so se in acciaio Inox 18-10, ma non importa), oltre all’onore di salire sul carro in compagnia del suo beniamino.

Ovviamente il tizio che doveva impersonare Turbo Man ha avuto un contrattempo.

Come direbbe Guido Nicheli, il padre di Sharon della 3° C : “ Taaaaac ! Ecco l’aggancio !”.

Chi meglio di Schwarzy può indossare la tuta rossa del grande Turbo Man, sputare fuori i raggi gamma per tener lontano il nemico e scegliere un bambino a caso per regalargli un robot nuovo di zecca ?

La risposta è troppo facile e troppo scontata, infatti non si vince niente, al massimo un piccolo consiglio : di favole natalizie ai livelli di Willie Wonka ormai non se ne fanno più, per cui o si accettano queste qua senza prendersela più di tanto, o si aspetta il buio e il calare delle tenebre, e si cambia genere di film.  

Siiimo9