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Wrestling all'italiana
Nota - Fiorenzine rappresenta il pensiero di Francesco Orlando e
non necessariamente quello dello Staff di WrestlingWorld.it
Il
Wrestling in Italia è un fenomeno diffuso, proposto nei modi più
disparati dinanzi al nostro tubo catodico e come consueto anche in
questo numero del Fiorenzine andremo ad analizzare la sua
proposizione, ovviamente impossibile non menzionare i veri
protagonisti di quest’ultima, la categoria dei commentatori.
Inoltre dopo la performance di Caronte della ICW alla “Pupa e il
Secchione” ci tengo a dire la mia in proposito, dato che la
questione ha come sempre spezzato in due i commenti dei fan tra
entusiasti e scandalizzati.
L’analisi stavolta non vorrà colpire determinati personaggi avendo
voluto chiudere le precedenti questioni nell’altro numero del
Fiorenzine, ma segnalerà semplicemente, colpendo un po’ tutti, quali
sono le pecche maggiori dal punto di vista professionale.
Sono
sicuro che si tratti comunque di una critica istruttiva, nella
speranza che gli interessati una volta tanto, invece di inveire nei
miei confronti, prendano la cosa per quella che è, la mia semplice
opinione su delle mancanze, sempre a mio giudizio, evidenti.
Cosa
più importante stavolta vorrei offrire quanto di più costruttivo mi
viene in mente da consigliare ai vari protagonisti.
I
WANT TO BE OVER
Cosa
differenzia principalmente i commentatori italiani da quelli
americani ?
La
non appartenenza allo spettacolo.
Una
differenza fondamentale che si ripercuote pesantemente sulle
performance di chiunque di loro, ognuno ovviando alla cosa in modo
diverso, dalle soluzioni più ridicole fino a quelle meno fastidiose.
Si
tratta però di una differenza sostanziale che manca completamente
nel panorama professionale italiano di chi lavora come speaker e
che, nel caso del Wrestling, è profondamente deleteria.
Purtroppo, il Wrestling non è il calcio o qualsiasi altro sport,
dove il commentatore può tranquillamente sfoggiare la propria
cultura sull’argomento senza intaccarlo o comunque senza influire su
quello che lo spettatore si aspetta.
Si
tratta di un annotazione, la mia, molto sottile, che cercherò di
spiegarvi al meglio in modo che possiate tutti capire cosa intendo
dire.
Prendiamo il Wrestling come lo spettacolo che, proprio come un film
ha il suo svolgimento, a differenza di quanto può avvenire mentre
guardi uno di questi sei affiancato da un commentatore che ti spiega
cosa accade, ti racconta aneddoti sui protagonisti, sottolinea
l’importanza o meno di taluni episodi e cosa più importante ti deve
comunicare quando quello che avviene è un qualcosa di eccezionale
spingendoti all’entusiasmo.
Se
guardate bene l’elenco da me fatto vi renderete conto di quanto sia
effettivamente MOLTO più difficile commentare il Wrestling rispetto
ad altri Sport, trattandosi di un qualcosa di completamente diverso,
oltre alle solite caratteristiche tecniche e conoscenze storiche
diventa fondamentale proprio saper gestire se stessi in funzione
dello spettacolo offerto.
Vi
faccio degli esempi rifacendomi al duo Posa & Franchini di Sky,
prendiamo un Match di Foley contro Flair, il primo va a rovistare
sotto il Ring e il commentatore dovrebbe creare un’aspettativa e non
disilluderla come solitamente avviene, Michele infatti inizia con
“Che andrà a prendere Foley ? prenderà il fuoco come sempre, vedrai
che prende il fuoco” , Foley esce con
la Barbie
e lo spettatore rimane in parte deluso.
Oppure ogni volta che Booker T sale sul paletto il duo di Sky si
lancia immediatamente nell’anticipare la mossa, nel caso la Harlem
Hangover, una mossa spettacolare che il lottatore riserva solamente
per le grandi occasioni, puntualmente quindi accade che questa non
viene eseguita, magari sostituita da un qualcosa di più scadente che
comunque delude, oppure se questa arriva, averla in un certo senso
annunciata, può ridimensionare il fattore sorpresa.
Se
infatti in questi casi vi capiterà di ascoltare il commento
americano loro si limiteranno a dire cose di questo tipo “Oh mio Dio
che farà adesso ??” “Oddio ha connesso con la Harlem Hangover !! una
mossa micidiale che non usa mai !!!”
Sono
sicuro che molti di voi vedranno questa mia annotazione come una
cosa molto futile o comunque ininfluente, anche io personalmente ho
avuto bisogno di tempo per focalizzarla e nel particolare caso posso
dire che mi è stata “segnalata”, ma facendo mente locale nei
ricordi, spero assieme a voi, ci renderemo tutti conto dell’enorme
numero di volte che questo avviene. Avete mai provato delusione dopo
una mossa dato che il commentatore vi aveva fatto credere altro? Beh
io credo di si, è sottile ma fa parte proprio del background del
commentatore americano e non vedo perché non dovrebbe fare parte
anche dei nostri.
Il
peccato sta proprio nel fatto che il commentatore italiano ha la
fortissima tendenza a mettere Over se stesso in più modi, questa è
una caratteristica propria della categoria come detto all’inizio, ma
rappresenterebbe se affrontata e tentata dai nostri commentatori, un
modo per giovare alla proposizione che del Wrestling viene fatta,
essendo questo un caso a parte rispetto al resto.
In
fondo ci ritroviamo a guardare un qualcosa dove il commentatore sta
tutto il tempo a cercare di azzeccare il finale per dirlo prima che
avvenga, a più riprese da anche fastidio non trovate ?
Questo che può essere un semplice peccato veniale tende però ad
aumentare di tono essendo fortemente legato alla forti
“particolarità” che hanno i nostri commentatori, ma anche a quello
che in video viene proposto.
Nel
panorama generale a pagare dazio alla cosa sono in particolare
Franchini/Posa, Ponciroli/Chiarello e Recalcati/Valenti, ne escono
indenni invece Stefano Benzi e Paolo Lanati che propongono un format
completamente diverso, il primo più da corrispondente e il secondo
più distaccato e serio da non necessitare la loro appartenenza allo
Show stesso.
Nel
caso Recalcati/Valenti è ovviamente un limite estremo, lì non si
tratta di mettere Over se stessi come commentatori di Wrestling ma
proprio di esporre dei cartelli con scritto “Lavoro Cercasi”, “Visto
come siamo bravi, dateci qualcos’altro oltre a questo”, inutile
quindi andare a sottilizzare nei dettagli, certo va detto anche che
Valenti si stupisce al naturale certe volte non sapendo un bel
niente sul Wrestling.
Ponciroli/Chiarello invece fanno un uso di questa pecca assai
risonante, non tanto perché continuo o altro, ma proprio per lo
spettacolo che commentano,
la TNA vive al 90% di colpi di scena, annunciarli o
disilludere è assai dannoso, non avviene tra l’altro in modo
frequente e di questo gliene viene dato atto, il problema è che
capita solitamente nei momenti più entusiasmanti che di fatto
vengono in parte fiaccati.
Franchini/Posa invece ne fanno uso continuo, in particolare Michele,
e questo ovviamente avviene anche perché c’è un ottima cultura
sull’argomento, ma fa pensare anche ad un comportamento “voluto”.
Sono sicuro infatti, che il duo conosce a menadito le performance
dei loro colleghi americani e credo abbia proprio scelto di
percorrere questa strada di dimostrazione della propria cultura a
scapito di quello che commentano.
Credo
personalmente che è necessario un percorso evolutivo dei nostri
commentatori, fra tutte le pecche che gli si possono additare questa
è necessariamente la meno grave e si può semplicemente considerare
un dettaglio tecnico, la mia speranza è che quindi questa mia
critica possa considerarsi costruttiva e, a mio parere, un passo in
questa direzione potrebbe rendere lo spettacolo decisamente più
godibile, nonché avvierebbe una costruzione di commentatore di
Wrestling italiano modello per il futuro, dato che chiunque si
cimenterà dovrà comunque seguire questa linea professionale.
D’altra parte ci deve essere anche la volontà di voler “apparire”
meno oppure di farlo in modo più complice.
LA RIVINCITA DEI
NERDS

Il
titolo si ispira ovviamente al famoso Film.
Ma
chi sono i Nerds in Italia ? Beh diciamoci la verità, lo siamo un
po’ tutti.
Viviamo in una società e come è normale che sia, ogni giorno, ci
riempiamo le scarpe di sassolini che noi tutti alla prima occasione
non possiamo che levarci.
Io ad
esempio, durante la presentazione del libro “Wrestling, 100 anni di
storia e retroscena” benché lontanissimo da un contesto mediatico,
una volta preso il microfono in mano mi sono immediatamente lanciato
in un Fiorenzine Live, dicendo la mia sulla proposta del Wrestling
in Italia e sui commentatori.
Chiunque di noi, infatti, più si trova in contesti ampi più ha la
forte tentazione di approfittare immediatamente per vivere le nostre
“vendette personali”.
Se da
una parte questo è un modo di fare umano e quindi di conseguenza
comprensibile, se ne viene fatto un uso smodato può rappresentare
una reale problematica, se poi questo modo di fare smodato lo deve
subire uno spettatore allora torniamo nuovamente nella sfera del
“cattivo gusto”.
Purtroppo, due commentatori italiani di Wrestling a differenza dei
loro colleghi in tutti gli altri Sport hanno fatto di questo uso
smodato un loro trademark, talvolta accettabile e altre volte molto
meno.
Sto
parlando ovviamente di Luca Franchini e Michele Posa, che usufruendo
di una larga libertà nel commento possono tranquillamente
approfittare per vivere le proprie rivalse.
Ora
il problema in questo caso è che non stiamo parlando di sassolini,
dopo tanti anni di commento possiamo tranquillamente definirli delle
“valanghe”.
Trovo
davvero inconcepibile la libertà che godono in tal senso,
specialmente se unita a chi caratterialmente ha questa fortissima
tendenza ad avercela un po’ con tutti, ce l’hanno da sempre con i
colleghi di Italia Uno, non ultima la questione degli Spoiler e
fanno bene, ce l’hanno con me perché li critico in modo aperto anche
se nel bene e nel male, e in questo caso ovviamente dal mio punto di
vista fanno meno bene, ma la cosa più grave che si evince da decine
di loro comportamenti ce l’hanno proprio con la tipologia di vita
avuta prima di diventare due personaggi televisivi.
Ora
non mi voglio soffermare su elenchi che già in passato ho fatto
nella mia rubrica per dire quali sono le ragioni per arrivare a
questa conclusione, ma vi porto semplicemente un esempio
recentissimo a supporto della mia tesi che di fatto è identico a
quelli passati.
Come
dissi nella mia rubrica precedente il commento ai PPV fu impeccabile
ad Unforgiven, cosa che è avvenuto anche a No Mercy (un plauso
maggiore dato che gli eventi di SD! per farli bene serve vera
tenacia per più di due ore), rimane il fatto che tutto il resto
della settimana presenta le solite pecche, certo in un contesto meno
grave dato che rientrano in un abbonamento all’interno di Sky Sport
invece dei 10 Euro sonanti del PPV.
Nelle
puntate settimanali abbiamo due fattori negativi importanti, prima
di tutto sembrano annoiati, anzi personalmente credo proprio che lo
siano, dato che hanno migliaia di ore di commento sulla schiena ed è
largamente comprensibile, di fatto poi il lato comico da quando è
iniziata la loro trasmissione “Franchini e Posa ………….. cazzate a
iosa” si è smussato di molto, rimane quindi in modo evidente quello
che è l’argomento che io sto trattando.
Esempio preciso, HEAT, Jeff Hardy vs Johnny Nitro valido per il
titolo intercontinentale, per chi come me è un fan di Jeff è un
match storico, di quelli che si registrano e si mettono in
videoteca, visto il ritorno della cintura a Jeff.
Un
match bello, appassionante e godibile da far vedere a terzi, peccato
che nella mia videoteca adesso ci sia andato anche a finire un
commento che al 90% ha parlato di tutto tranne che dell’incontro.
Qual’è
stato l’argomento principale trattato durante l’incontro ?
Sale
Vip in discoteca, Posa che si è attirato donne a scapito di
Franchini levandosi di dosso ruggine di anni come Monti nella “Pupa
e il Secchione”, fotografi fuori ad aspettarli ecc….. ecc…….
A
livello umano io sono sicuro che tutti coloro che in passato hanno
condiviso l’adolescenza con Franchini e Posa magari sfottendoli e
facendo i figoni di turno si saranno riempiti di bile per l’invidia,
Michele e Luca hanno come tutti i loro sassolini nelle scarpe da
levarsi (io mica sono Brad Pitt, se mi capitasse di essere
accompagnato da una di quelle tipe a 10 stelle, la prima cosa che farei sarebbe
suonare il campanello a tutti i miei ex-compagni di scuola che mi
prendevano in giro, posso non capire il gusto di queste rivincite?),
ma farlo in modo smodato da anni che senso ha? E a me come
spettatore che me ne frega ?
Non
credo di avere altri commenti da fare riguardo alla questione, ma
non voglio assolutamente che una mia critica costruttiva venga vista
come distruttiva, specialmente dopo aver assistito ai miglioramenti
degli ultimi tempi di Luca e Michele.
Come
prima ho fatto una segnalazione tecnica che può indicare un
miglioramento nel commento anche in questo caso voglio fare lo
stesso, motivo per cui ho messo un solo esempio e non vado a
rivangare il passato e che supporta il termine smodato da me
utilizzato.
La
mia richiesta è semplice, devono SMETTERE DI LEVARSI QUESTI
SASSOLINI DALLE SCARPE.
1)
Hanno il commento della maggior parte della WWE e anche dei PPV che
sono la cosa più appetibile.
2)
Sono personaggi televisivi ormai da molti anni, chiunque mortale è a
conoscenza che è uno status che consente di raccogliere donne a
manciate.
3)
Guadagnano veramente tanto, viste anche le ore di commento che
fanno.
Che
bisogno hanno di lasciarsi andare ancora in queste rivalse ?
Smetterla sarebbe segno di maturità, e comunque credo che si siano
ampiamente vendicati di coloro che in passato possono averli fatti
rimanere male, adesso perché non dedicare il tempo di commento
esclusivamente a quello che lo spettatore vuole sentirsi raccontare
da loro ?
In
fondo è grazie proprio ai telespettatori se queste rivalse se le
sono potute godere …………
IL
PUPO E I SECCHIONI
Partiamo da un presupposto onesto che tutti sappiamo, grazie alle
scorribande di Valenti e Recalcati su Italia Uno, i Wrestler si
giocano la stima del pubblico italiano assieme agli aspiranti
suicidi giapponesi di “Mai Dire Banzai” per chi, anziano come me, se
li ricorda bene o a qualsiasi personaggio interpretato dalla
Premiata Ditta per chi è più giovane.
Questo ovviamente rende qualsiasi programma televisivo italiano, un
reale campo minato per tutti i Wrestler che di fatto si fanno
coinvolgere o vengono coinvolti.
Il
problema di fatto implica due sole soluzioni :
1)
continuare nel cammino di farsi ospitare a proprio rischio e
pericolo, d’altronde non è giusto rendere il Wrestling un qualcosa
di ovattato e avulso da tutto, dato che se inserito nel modo giusto,
può risultare realmente godibile.
2)
Non partecipare a niente fino a quando il danno arrecato da Valenti
e Recalcati non venga in qualche modo risolto.
Idealmente entrambe le soluzioni sono corrette, la seconda è
ovviamente preservatrice e chi dei fan continua a portare avanti
questa idea non lo fa per motivi di bigottismo, bensì ritiene
solamente il panorama italiano troppo danneggiato e compromesso,
qualsiasi apparizione di fatto è un danno che si somma a danno.
La
prima però ha le sue valide ragioni di esistere, sebbene più
rischiosa può in realtà essere la soluzione per far entrare nel
gergo comune il Wrestling una cosa da rispettare e i Wrestler stessi
delle figure professionali che si prestano a fare il loro lavoro in
modo serio ma non disdegnano anche di scherzare sopra la loro figura
professionale.
Entrambe le soluzioni di fatto derivano da quanto avvenuto in Italia
nel corso delle varie ospitate nei nostri programmi trash, alcuni a
mio giudizio con buone performance e altre estremamente negative.
C’è
una doppia componente che rende il tutto disastroso o funzionale,
naturalmente la persona televisiva che ospita e il lottatore che si
fa ospitare.
Personalmente ho trovato positiva sia la performance di Caronte a “La Pupa e il Secchione” che quella di Kishi e Black
Pearl a “Distraction” cosa che è andata in modo totalmente opposto a
quanto fecero Bulldozzer e Italian Warrior a “Buona Domenica”.
Per
spiegare meglio il concetto voglio citare quanto scritto sul Forum
di Wrestlingworld.it dall’utente MattVince che ha di fatto centrato
il punto di quello che vorrei dire, accumunando però quanto detto su
Caronte a Kishi e Black Pearl
“C'è una differenza enorme tra quel siparietto di Caronte e
degli altri due (Buldozzer e Italian Warrior) ENORME.
Caronte è stato trattato come verrebbe trattato un'atleta nei vari
show di Panariello, Fiorello, Conti e altri... Come poi trattano
anche gli ospiti internazionali (tipo Stallone che ogni volta gli
fan tirare di boxe, Bruce Willis a fare il duro, etcc...).
Caronte ha fatto un siparietto simpatico in cui NON ERA preso in
giro, ma anzi ha messo in mostra una coordinazione e una
preparazione e una prestanza scenica e atletica evidente a CHIUNQUE;
alla fine è stato pure ringraziato ed è stato salutato come si fa
con una persona cui si presta alla buona realizzazione dello
spettacolo, insomma hanno ringraziato e salutato un professionista
che ha partecipato allo show mostrando utilizzando le sue
caratteristiche.
Gli altri due hanno fatto tutt' altra figura per un'infinità di
motivi...
Italian Warrior era pitturato, mascherato con tutti i fronzoli e
recitava la parte urlando e sbraitando manco fosse un aborigeno
appena riportato nel primo mondo con la scusa di rimanere in gimmick...
Ma che urli!? Ma che sbraiti?! Un 40enne che faceva il pagliaccio...
Ecco cosa sembrava... Ma che centrava poi rimanere in gimmick... Ma
che gimmick poi!??!
Caronte invece semplicemente interpretava... Un atleta.
Semplicemente un atleta. Mentre quell' altro sembrava un 40enne
uscito da un manicomio, che urlava, tutto vestito e pitturato come a
carnevale, Caronte era un atleta.
Buldozzer non ha il fisique du role e sinceramente sembrava il
classico ragazzino che gioca a fare il wrestling copiando gli
"americani".
Poi si sono pure "scontrati"..... Cioè un passo a due tra Kledi e
Anbeta!!!!!!! Entrati due tre scambi per mettere in mostra e stop...
Lasciamo stare... Poi vabbè, Costanzo e altri ci hanno messo del
loro, però i due atleti nostrani hanno scavato la loro fossa con le
loro mani.
Ma poi era proprio del tutto diverso il contesto, quei due in
pratica presentavano il wrestling come coreografia tra due che
interpretavano due lottatori troppo fumettistici, Caronte è stato
presentato e ha interagito come avrebbero fatto con un Gianfranco
Rosi o Giovanni Parisi di turno quando sn stati ospiti in
trasmissioni simili... Come atleti che fingevano di tirare pugni e
che danno la classica pacca sulla spalla poderosa!!
E poi Caronte ha mostrato una coordinazione e una pulizia di
esecuzione che i due pur cooperando tra loro per la buona riuscita
dello spettacolo non hanno nemmeno sfiorato.”
Quanto detto da MattVince rispecchia di fatto quello che per me è il
concetto di una buona ospitata televisiva e una pessima, con una
differenza, a mio giudizio la non riuscita di IW e Bull è da
attribuire in buona parte a Costanzo, reo di aver architettato il
tutto in modo molto PREDETERMINATO per screditare il Wrestling.
A IW
e Bull va ovviamente il merito di aver fatto il grossolano errore di
aver accettato questa umiliazione in buona parte auspicabile,
umiliazione che
la NWE intravide e rifiutò in tempo dato che furono
loro i primi ad essere contattati per questa parte a Buona Domenica.
Va
detto anche che successivamente lo stesso IW ha rilasciato
comunicati in cui ha spiegato la volontà di Costanzo di fare un uso
improprio delle loro Performance.
Personalmente sono dell’idea che il Wrestler in quanto tale deve
farsi ospitare esclusivamente come hanno fatto Caronte e i due
samoani, evitando quindi tutte quelle trasmissioni “parlate” proprio
perché ancora troppo prevenute nei confronti del Wrestling, sbagliò
di fatto Bull ad andare da Magalli visto alcuni ospiti, sbagliò
la NWE a far intervistare Vampiro per il format su
Mentana visto l’uso che ne venne fatto, venne graziato sempre
Bulldozzer alle “Invasione Barbariche” dato che
la
Bignardi si fece un autogol da sola, sbagliò fortemente la ICW ad
andare ospite a “Cronache Marziane”.
Riguardo a quest’ultima, prima di tutto, una trasmissione urlata e
demenziale non era il momento buono per il Wrestling da
soprassedere, la performance lottata tra Red Devil e Pitbull alla
luce degli ospiti successivi e della discussione poi fatta, fu
oltremodo ridicola.
Infatti come ho detto già in passato era presente il presidente del
Codacons che approfittò subito per sparare a zero di fronte ai
lottatori ICW zittiti anche da un Valenti che sbraitava, risolse
Cecchi Paone.
Infine vorrei ricordare un’altra partecipazione estremamente
positiva, si tratta ovviamente della rubrica che Lucignolo dedicò a
Red Devil che fu davvero ottima e anzi a tratti sarebbe da definire
anche eccessivamente lusinghiera, forse dovevano farsi perdonare un
precedente servizio che vedeva protagonisti lo staff del sito
Wrestlingmania.net in cui la ridicolizzazione del Wrestling assunse
toni incredibilmente roboanti.
In
conclusione a questa analisi di incrocio tra la programmazione
italiana e le ospitate di esponenti di Wrestling vorrei dire quello
che è il mio giudizio generale.
Trovo
che bisogna andare in cerca di un equilibrio.
E'
giusto che il Wrestling raggiunga un suo stato di rispetto da parte
del pubblico che merita, ma è anche vero che uscite come quelle che
in questa rubrica sono state difese diano anche una certa
umanizzazione alla cosa e una risposta a chi lo vede esclusivamente
come violenza.
E' importante che il pubblico italiano raggiunga questo equilibrio
tra i due estremi attuali, tra chi lo concepisce come una buffonata
e chi lo considera iperviolento e diseducativo.
Sarà proprio il raggiungimento di questo equilibrio il momento in
cui potremo parlare di nascita di “cultura sul Wrestling” in Italia.
Concludo ricordandovi che gente come Christopher Daniels, Kazarian e
Samoa Joe hanno fatto le Distrazioni nel Distraction americano,
esempio tra mille di partecipazioni analoghe all’estero, motivo per
cui non è giusto che Italia questa strada ci venga preclusa
dall’ignoranza del nostro mondo televisivo.
E per
questo austero e sobrio numero siamo arrivati alla fine.
Un
saluto a tutti
Francesco Orlando


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