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GIANT GONZALES
Gli esseri umani spesso decidono di fare cose
che credono interessanti ma che poi si dimostrano distruttive. La
bellezza di un uomo è quella di capire quando bisogna smettere. Non
tutti in verità riescono ma Jorge ci è riuscito e ci ha graziati
tutti con il suo ripensamento.
In effetti abbiamo dovuto aspettare due anni
prima che capisse i suoi errori, ci siamo sorbiti le sue prestazioni
“indecenti”, abbiamo pensato all’inizio che fosse giunto sulla scena
un vero portento, ci siamo accorti che invece era una presenza quasi
incorporea (anche se effettivamente uno alto come lui un po’ di
impressione la fa). Riguardando la sua vita bisogna dire che è stato
davvero sfortunato, si è presentato alle Olimpiadi del 1988 nella
sua nazionale di pallacanestro, l’Argentina, e non ha disputato un
incontro, è stato acquistato dagli Atlanta Hawks (squadra di basket
americano) e non ha mai disputato un incontro, a pensarci bene è
normale che poi una persona, dopo due avvenimenti così sbagliati,
facesse il suo errore. Così Jorge decise di accettare l’offerta di
Ted Turner (che per inciso era il proprietario degli Atlanta Hawks e
soprattutto della WCW) di diventare un wrestler conosciuto con il
nome: El Gigante.
Così il buon Jorge ci fece vedere dal marzo
1991 al gennaio 1992 quanto sapeva fare su un ring, ovvero niente,
se non spaventare i suoi avversari che preferivano andare subito a
fare la doccia (se avevano paura oppure se si erano scocciati di
vedere un giocatore di pallacanestro dondolare sul ring non lo
sapremo mai). Nella WCW quando il match diventava importante,
riusciva a perderlo, sembrava che la sua vita fosse una eterna
sconfitta fino al gennaio 1993 quando venne chiamato nella WWF dove
venne ribattezzato Giant Gonzalez. Ecco il momento giusto. Voleva
essere un wrestler, la più importante Federazione lo stava
ingaggiando, era il suo momento magico
Jorge anche qui però ottenne una sola cosa,
niente. Undertaker lo batté due volte, lui lasciò il suo manager per
passare nella schiera dei “buoni” e poi… il nulla. Qui, Jorge compie
la sua migliore scelta di vita e ad agosto dello stesso anno decide
di chiudere la sua carriera nel mondo del wrestling e tutti noi
dovremmo essergli grati. E per questo sono felice di introdurre
Jorge Gonzalez nella Hall of Shame. Perché anche se il solo vederlo
arrivare faceva addormentare il pubblico, o nei migliori dei casi,
per non svenire, gli gridavano di tornare a casa, è stato in grado
di capire che questo sport non poteva fare per lui. Ha scelto di
darci un aiuto, e io lo ringrazio pubblicamente per aver deciso di
lavorare nel cinema.
Ivan “Ghostmaker” Cavalieri
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