Tiger Mask I (Satoru Sayama) 1981-1984

 

Vero Nome: Satoru Sayama.

Altezza: circa m.1,73.

Peso: circa 95 kg.

Nato il 27 novembre 1957.

Luogo di Nascita: Shimonoseki, Yamaguchi, Giappone.

Debutto nel wrestling: 1976 (1981 come Tiger Mask).

Federazioni e Identità:

Satoru Sayama (1976-81), Sammy Lee (Inghilterra, primi anni ’80), Tiger Mask (1981-83), The Tiger (UWF, 1984), Super Tiger (UWF, 1984-85); Satoru Sayama (NJPW, 1994-?), Original Tiger Mask (NJPW, 1994-?), Tiger King (NJPW, 1997-?).

Principali “feud”:

vs. Dynamite Kid, vs. Black Tiger.

Mosse tipiche: Tiger Spin, Cross Body Block, Bow and Arrow, Tiger Suplex.

Titoli vinti:

NWA World Middleweight Title (09/09/1979 – 23/03/1980).

WWF World Jr. Heavyweight Title (3 volte:  01/01/1982 – 04/1982,  26/05/1982 – 03/04/1983,  13/06/1983 – 12/08/1983).

NWA World Jr. Heavyweight Title (2 volte:  25/05/1982 – 03/04/1983, 02/06/1983 – 12/08/1983).

TWA Tag Team Titles (w/Yoji Anjo, 25/08/1996 – fine 1996).

 

Introduzione:

    

Un personaggio di culto, un autentico mito del wrestling che ha completamente rivoluzionato lo stile in voga nella categoria dei pesi leggeri.  Se a Satoru Sayama la popolarità fu offerta su un piatto d’argento con la Maschera di Tigre, trasportata sul ring direttamente dal mondo dei cartoni animati, il prestigio e l’alone mitico che questa Maschera oggi rappresenta è totalmente farina del sacco di questo straordinario atleta.

Il primo Tiger Mask, in appena due anni di carriera come tale, ha completamente cambiato il mondo del wrestling sotto i 100 kg di peso: con la sua eccezionale agilità, ha posto le basi dello stile “high flying” che oggi è sfoggiato in spettacolari incontri dai pesi leggeri di tutto il mondo; e soprattutto, grazie alla sua grande fama, alla sue qualità incredibili e al richiamo della sua maschera, ha “legittimato”, in qualche modo, l’esistenza della categoria agli occhi del pubblico.

Uno dei lottatori più importanti di sempre, un innovatore oltre i confini del wrestling stesso: si deve infatti proprio a Sayama la nascita di quella corrente di pensiero che ha spinto il wrestling verso il maggiore realismo delle tecniche dello “shoot fighting”; purtroppo l’ostracismo verso questa nuova concezione di wrestling costrinse il grandissimo campione a ritirarsi in giovane età.

Gli Esordi:

   

Satoru Sayama coltivò la sua passione per il wrestling durante l’infanzia, eleggendo a propri idoli l’eroe nazionale Antonio Inoki e il funambolico messicano Mil Mascaras.

Dopo buoni trascorsi nel judo e nel wrestling amatoriale a livello di High School, appena diciottenne Satoru decise di diventare un wrestler professionista ed entrò a far parte della palestra della New Japan; il suo debutto, lottando con il proprio vero nome, avvenne il 28 maggio 1976 quando venne sconfitto da Shouji Kai.

Nei primi anni di carriera, pur dovendo subire numerose sconfitte, il giovane Sayama mostrò a tutto il Giappone il suo grande talento e, parallelamente, approfittava dell’esperienza dei suoi avversari per apprendere nuove tecniche di combattimento: da segnalare, il 14 novembre 1977 l’incontro di “mixed martial arts” del Budokan Hall che lo vide soccombere contro l’esperto Mark Costero; in seguito a questa rovinosa disfatta, Sayama iniziò ad interessarsi e divenire un buon praticante delle varie arti marziali, come il muay-thai e la kick boxing, tutte discipline che in futuro avrebbero ispirato il suo concetto di “shoot fighting”.

Sayama cominciò ad esibirsi in Messico e fu proprio a Guadalajara che, il 9 settembre 1979, conquistò il primo titolo della sua gloriosa carriera: grazie alla vittoria su Ringo Mendoza infatti, Satoru poté fregiarsi della cintura di NWA World Middleweight Champion, alloro che riuscì a mantenere fino al 23 marzo 1980, quando venne battuto da El Satanico.  Questo primo periodo trascorso nella terra della lucha libre fu molto utile al ragazzo per affinare le sue tecniche aeree e anche per ricevere la conferma delle sue qualità: infatti, da straniero, riuscì ad impressionare favorevolmente pubblico ed addetti ai lavori, gettando le basi della grande popolarità di cui Tiger Mask avrebbe goduto anche in Messico negli anni successivi.

Dopo l’avventura messicana, Sayama combatté per alcuni mesi in Inghilterra, sotto il nome di Sammy Lee; in questo periodo ebbe modo di conoscere un’altra giovane promessa, Tom Billington (futuro Dynamite Kid), con cui negli anni successivi avrebbe dato vita ad incontri straordinari.

In seguito, Satoru passò anche un certo periodo in Florida, nella palestra di Karl Gotch, per perfezionare la sua conoscenza delle tecniche di lotta al tappeto e delle prese di sottomissione.

 

Tiger Mask compare sulle scene:

    

I successi in terra americana di Tatsumi Fujinami (divenuto in quegli anni WWF Jr. Heavyweight Champion) aveva acceso nei fans giapponesi l’interesse per la categoria dei pesi leggeri; poiché Fujinami era destinato a salire nei pesi massimi, la NJPW aveva il problema di trovare un suo degno sostituto come “portabandiera” della categoria.

Fu così che Antonio Inoki e il promoter Hiroshi Shinma decisero di ispirarsi al cartone animato di Ikki Kaiwara (“L’Uomo Tigre”, in Italia) per trasformare l’eroe dalla maschera di tigre in un lottatore in carne ed ossa; per l’interpretazione di questo cruciale ruolo venne scelto proprio il giovane e talentuoso Sayama.

Ben prima del debutto di Tiger Mask, alcuni giornali svelarono in anticipo la sua identità, annullando di fatto l’alone di mistero che si voleva creare attorno a quella maschera.

    

Il debutto dell’eroe mascherato avvenne al Kuramae Kokugikan (futuro Sumo Hall) di Tokyo il 23 aprile 1981, quando ebbe la meglio sul formidabile Dynamite Kid (l’inglese Tom Billington) in un incontro splendido ed emozionante, il primo di una memorabile rivalità tra questi due straordinari atleti.

Ovviamente, questo personaggio dei cartoni animati fu accolto con grande scetticismo dai tifosi giapponesi più tradizionalisti e nei primi tempi non mancarono critici che risero di questa idea, considerata bambinesca; ma col tempo l’incredibile abilità di Sayama sul ring ebbe la meglio su qualunque critica.

Ispirandosi allo stile del messicano Mil Mascaras, suo idolo di gioventù, Tiger Mask conquistò in breve tempo il pubblico giapponese, tanto che venne nominato wrestler più popolare del suo anno di debutto: i fans erano stati conquistati dalle straordinarie qualità di questo funambolo dal volto coperto, che mise in mostra una gran quantità di mosse mai viste prima, portando le acrobazie sul ring ad un livello inedito e diventando velocemente la nuova “sensazione” del wrestling nipponico e mondiale.

    

Proprio in concomitanza con il successo di Sayama, la New Japan riuscì a superare la AJPW divenendo la principale federazione del Paese, proprio in un periodo (i primi anni ’80) che fecero registrare un’autentica esplosione della popolarità nazionale del Puroresu.

L’iniziale striscia vincente di Tiger Mask si interruppe nel dicembre dell’81, quando rimediò un pareggio contro il peso massimo messicano El Canek, in un match in cui riportò un infortunio a un piede.

 

Tiger Mask entra nella leggenda:

Il 1° gennaio 1982 Tiger Mask ebbe ancora la meglio su Dynamite Kid, in un altro scontro epico che gli valse la conquista del WWF Jr. Heavyweight Title (lasciato vacante da Fujinami l’estate precedente).

Dopo difese vittoriose del titolo contro lo stesso Dinamite Kid, Steve Wright e il giovane canadese Bret Hart, si presentò sulla scena un nuovo e pericoloso antagonista, Black Tiger (interpretato dall’inglese Mark Rocco); lo scontro tra i due finì in parità per doppio conteggio fuori e poco dopo, in un match di coppia, Sayama riportò un infortunio che lo costrinse a lasciare vacante il suo titolo WWF, che il 6 maggio 1982 Black Tiger si aggiudicò battendo Gran Hamada.

    

Il rientro sul ring di Tiger Mask fu però trionfale: il 25 maggio 1982 infatti fece suo l’NWA World Jr. Heavyweight Title, battendo Les Thornton a Shizuoka, e poi il giorno dopo ad Osaka si prese la rivincita su Black Tiger, riappropriandosi del titolo WWF; fu così che divenne il primo detentore contemporaneo delle due cinture più importanti dei pesi leggeri a quel tempo.

Questo doppio regno creò dei problemi in seno alla NWA, in quanto alcuni promoters pretendevano che il titolo NWA venisse riconosciuto come l’unico legittimo alloro mondiale e volevano quindi che Tiger Mask difendesse solo questa cintura, rinunciando a quella WWF; tutto si risolse però nel giro di pochi mesi, nella riunione annuale dei dirigenti NWA, quando Tiger Mask venne riconosciuto come “NWA & WWF Jr. Heavyweight Champion”.

L’alone di invincibilità che circondava l’eroe mascherato venne in parte scalfito il 23 luglio 1982, quando la quarta sfida contro Dynamite Kid si concluse con vittoria dell’inglese per squalifica (in quanto Sayama aveva rovesciato l’avversario oltre le transenne, manovra proibita); nel mese successivo però Tiger Mask si rifece battendo Billington altre due volte nel giro di otto giorni (tra cui il match del 30 agosto al Madison Square Garden) e poi riaffermò per due volte la sua superiorità anche su Black Tiger.

   

Nell’autunno del 1982 si fece avanti un altro temibile rivale, Kunyaki Kobayashi, contro il quale Tiger Mask rimediò due vittorie per squalifica in seguito ai tentativi del crudele avversario di strappargli la maschera.

Sayama divenne così il dominatore mondiale dei pesi leggeri; se Fujinami aveva praticamente introdotto la categoria al pubblico nipponico, Tiger Mask fu colui che la innalzò ai massimi livelli in tutto il mondo: per il 1982 la Tokyo Sports lo elesse sia “Wrestler dell’anno” che “Miglior wrestler tecnico”.

La fama dell’eroe mascherato fu ulteriormente rafforzata dal trionfale tour americano della NJPW a fine ’82, nel quale riportò vittorie su José Estrada, Perro Aguayo ed Eddie Gilbert; nei mesi successivi Tiger Mask sconfisse per due volte Kobayashi e ottenne invece due doppi conteggi fuori dal ring e una vittoria contro Black Tiger.

Il 1° aprile 1983, mentre erano opposti in un incontro di coppia, Dynamite Kid gli procurò un infortunio che lo costrinse a lasciare vacanti entrambi i titoli; in attesa del suo ritorno, le due cinture furono messe in palio tra l’inglese e Kuniaki Kobayashi, ma il loro incontro finì in no contest; una volta ristabilitosi, Tiger Mask affrontò Dynamite Kid per il titolo NWA, ma anche questo incontro finì con un nulla di fatto, per doppio conteggio fuori.

Il 2 giugno 1983 Sayama tornò in possesso della cintura NWA, grazie alla vittoria su Kunyaki Kobayashi, e undici giorni dopo riconquistò anche il titolo WWF, sconfiggendo Fishman; nel corso dell’estate difese vittoriosamente le sue cinture ai danni di Isamu Teranishi e, ancora una volta, di Kobayashi.

Il ritiro di Tiger Mask:

    

Proprio al top della sua popolarità, il 12 agosto 1983, Tiger Mask annunciò il suo ritiro dal mondo del wrestling e di conseguenza le cinture Jr. Heavyweight della NWA e della WWF furono lasciate vacanti; all’origine di questa scioccante decisione, il contrasto esploso fra Sayama e la NJPW: l’atleta lasciò la compagnia con la motivazione ufficiale di voler combattere con il maggior realismo possibile, senza dare spazio alle finzioni spettacolari.

Pare che i rapporti tra l’atleta mascherato ed Antonio Inoki si fossero ormai rotti in maniera insanabile, anche perché Inoki in quegli anni sprecò molte risorse della federazione in progetti personali; alcuni poi insinuano che il grande Antonio fosse geloso della crescente popolarità di Tiger Mask e preoccupato che potesse rubargli le luci della ribalta.

Ad ogni modo, il divorzio tra Satoru Sayama e la NJPW comportò la fine della carriera del primo Tiger Mask, in quanto i diritti sul nome rimasero di proprietà della promotion e Satoru da lì in poi dovette adottare altre identità.

    

Nel 1984 Sayama debuttò nella UWF (Ultimate Pro-Wrestling Federation), nella quale si presentò col nome di The Tiger e poi adottò quello di Super Tiger.

In questa nuova avventura, Sayama poté mettere in pratica lo “shoot wrestling”, un nuovo stile di lotta basato più strettamente su tecniche tipiche delle arti marziali; questa nuova concezione di wrestling venne però duramente rifiutata dalla grande maggioranza dei suoi colleghi: nel settembre dell’85, la rivalità sul ring tra Super Tiger ed Akira Maeda degenerò in un combattimento reale ed incontrollato, che segnò la fine della UWF e l’allontanamento forzato di Sayama dal pro wrestling.

 

Dieci anni da “reietto”:

Dal 1985 al 1995 l’ex idolo mascherato dei ring di tutto il mondo fu occupato nella sua palestra, ad insegnare e promuovere la sua nuova passione, lo “shoot fighting”, che negli anni ’90 vedrà la nascita di organizzazioni ad esso dedicate.

Nello “Shooto”, nome da lui coniato per questa nuova filosofia di combattimento, Sayama voleva combinare la spettacolarità del wrestling con “l’integrità” delle arti marziali: gli incontri erano composti da tre round di cinque minuti ciascuno, durante i quali si poteva prevalere sull’avversario per ko o per sottomissione.

Nel 1987, Sayama fondò la “Japan Pro Shooting Association”; con l’intenzione di promuovere questo nuovo sport a tutti gli effetti, Sayama scrisse anche un libro: “Kayfabe – Pro Wrestling is a fake. Shoot Fighting No.” (ovvero: “Predeterminazione: il pro wrestling è un trucco, lo shoot fighting no”), nel quale smascherava molti “segreti del mestiere” dei wrestlers. Per questo Sayama divenne un traditore agli occhi di molti ormai ex-colleghi ed addetti ai lavori.

Nel 1990 la sua organizzazione presentò il primo evento ufficiale di “Shooto” professionistico e negli anni successivi avrebbe ospitato l’annuale torneo giapponese di Vale Tudo, competizione a cui avrebbero partecipato vari atleti provenienti da diverse discipline.

Nel frattempo, sia la AJPW che la NJPW tentarono di sfruttare il grande richiamo di quel mitico personaggio, proponendo nuovi “Tiger Mask”; ma sia Mitsuharu Misawa che Koji Kanemoto, pur essendo grandissimi lottatori, nel periodo in cui indossarono la maschera di tigre non riuscirono a conquistare la popolarità e la considerazione delle quali godeva l’originale.

Intanto, il look e lo stile aereo del primo Tiger Mask ispirarono tanti pesi leggeri che divennero grandi nomi del panorama giapponese negli anni ’90, come Jushin “Thunder” Liger, The Great Sasuke e “Ultimo Dragon” Yoshihiro Asai.

Nel 1995 poi un ignoto allievo di Sayama fece la sua comparsa nel mondo del wrestling come il quarto Tiger Mask, che si può considerare il vero e proprio erede del primo, grande maestro.

 

Il ritorno sul ring negli anni ’90:

    

A metà anni ’90 i rapporti tra Inoki e Sayama si riconciliarono e l’intercessione del grande Intonio rese possibile il reintegro dell’ex-Tiger Mask nel wrestling giapponese: il 30 dicembre 1995 fu dato il clamoroso annuncio del ritorno di “Tiger Mask The First”, questo il suo nuovo nome, sulla scena del puroresu.

Oltre che nella NJPW, in questo periodo Sayama combatté anche per varie federazioni “indipendenti”, come la UWFI e la Michinoku Pro-Wrestling, nella quale aveva debuttato il suo successore, Tiger Mask IV; il 30 giugno 1996, al “Rikidozan Memorial Show” di Yokohama, maestro ed allievo furono protagonisti di uno straordinario incontro durato 33 minuti, che si concluse in pareggio.

Nell’estate del ‘96 la Tokyo Pro-Wrestling, altra federazione indipendente, convinse Sayama e il suo vecchio allievo Yoji Anjo a fare coppia nei propri show: il 25 agosto i due conquistarono i titoli di coppia della federazione battendo Abdullah The Butcher & Daikokubo Benkei, per ripetere poi questa affermazione meno di un mese dopo, prima che la federazione chiudesse i battenti.

Nel frattempo, l’11 settembre 1996, Sayama (lottando sempre sotto il nome di “Original Tiger Mask”) presenziò ad uno show della UWFI e qui si tolse la soddisfazione di sconfiggere per conteggio fuori dal ring Cobra, il lottatore che tredici anni prima ne aveva praticamente raccolto il testimone come nome di punta dei pesi leggeri nella NJPW.

Il 1997 vide Sayama protagonista in vari show della NJPW sotto il nome di Tiger King: il 12 aprile al Tokyo Egg Dome si assistette alla storica e inedita sfida tra Sayama ed Antonio Inoki, vinta da quest’ultimo.

Meno di un mese dopo, le due leggende fecero coppia nell’evento “Strong Style Evolution” di Osaka, per sconfiggere Yoshiaki Fujiwara & Jushin Liger; nei mesi successivi Tiger King raccolse altre prestigiose vittorie, sull’antico rivale Kunyaki Kobayashi il 5 giugno al “Budokan Hall” di Tokyo e poi, in coppia con Liger, su Koji Kanemoto e Tasuhito Takaiwa il 2 novembre a Fukuoka, nell’evento “Final Battle Hall”; intanto, il 12 ottobre ’97, nel “Memorial Ikki Kaiwara”, Tiger Mask I & Tiger Mask IV avevano sconfitto Tiger Mask III (Kanemoto) & Tiger Mask II (Yoshinobu Kanemaru, sostituto di Misawa).

Nel 1998 Sayama unì le sue forze a quelle di Inoki nella fondazione della UFO (“Universal Fighting Arts Organization”), nuova federazione di MMA che vide anche Sayama calcare il ring in alcune occasioni.

    

In seguito le strade dei due si separarono di nuovo quando Tiger Mask fondò una sua federazione chiamata Seikendo, dove si svolgevano anche qui incontri in uno stile che univa la kick boxing alle prese di sottomissione; anche qui Sayama disputò alcuni match, presentandosi con il nome di Tiger Mask.

Negli anni seguenti Sayama ha calcato il ring soltanto in occasioni speciali: da segnalare ad esempio la partecipazione al “Rikidozan Memorial Show” svoltosi l’11 marzo 2000 a Yokohama, quando venne sconfitto per sottomissione da Yoshiaki Fujiwara.

Il 16 ottobre 2003, sotto il nome di The Mask Of Tiger, Sayama lottò per la prima volta in carriera in uno show della AJPW ed emerse vittorioso su un altro veterano, Gran Hamada.

Il 14 ottobre 2004 al Korakuen Hall di Tokyo si svolse uno storico show della Michinoku Pro, nel quale Original Tiger Mask (Sayama), Tiger Mask III (Koji Kanemoto) e Tiger Mask IV sconfissero in un 3 vs. 3 The Great Sasuke, Jushin “Thunder” Liger e Ultimo Dragon, nel match di addio di Asai a questa gimmick.

 

Michele Di Francesco