Jimmy Snuka

Vero Nome: James Reiher.

Altezza: 6’0’’ = circa 1,83 m.

Peso: 250 libbre = circa 114 kg.

Nato il 18 maggio 1943.

Provenienza: Isole Figi.

Debutto nel wrestling: 1969.

Altre Identità:

Tami Snuka, Jimmy Kealoha, Lani Kealoha, The Great Snuka, Big Snuka, “Superfly” Jimmy Snuka.

Principali “feud”:

Jesse Ventura (1976-78), Ric Flair (1979-80), Bob Backlund (1982), Don Muraco (1983), Roddy Piper (1984-85).

Mosse preferite:

Knife-Edge Chop.

Mossa finale:

Superfly Splash.

Titoli vinti:

NWA Pacific Northwest Tag Team Title (6 volte, w/Dutch Savage:  27/10/1973-01/02/1974, 22/03/1974-27/02/1975, 25/12/1975-10/04/1976, 03/08/1976-25/10/1976, 05/11/1976-15/01/1977, 10/06/1978-09/09/1978).

NWA Pacific Northwest Heavyweight Title (6 volte:  16/11/1973-1974, 23/02/1974-13/04/1974, 04/06/1974-10/08/1974, 07/10/1974-11/11/1974, 09/08/1975-17/01/1976, 13/03/1977-23/04/1977).

NWA Canadian Tag Team Title (w/Don Leo Jonathan, 12/04/1976-17/05/1976).

NWA Texas Heavyweight Title (05/1977-1977).

NWA Texas Tag Team Title (w/Gino Hernandez, 08/1977-1977).

NWA World Tag Team Title (2 volte:  w/Paul Orndorff, 12/1978-28/04/1979;  w/Ray Stevens, 22/06/1980-27/11/1980).

NWA Mid-Atlantic United States Heavyweight Title (01/09/1979-19/04/1980).

NWA National Tag Team Title (w/Terry Gordy, 06/07/1981-27/09/1981).

CWA International Tag Team Title (w/J.T. Southern, 02/03/1987-20/04/1987).

ECW Heavyweight Title (2 volte:  25/04/1992-26/04/1992, 14/07/1992-30/09/1992).

ECW Television Title (12/03/1993-01/10/1993).

NWA Tri-State Heavyweight Title (27/05/2000-06/2000).

 

Introduzione:

    

Jimmy “Superfly” Snuka è stato certamente uno dei lottatori più influenti nella storia moderna del wrestling americano: le sue mosse aeree ad alto rischio infatti hanno costituito la base su cui, negli anni ‘90, si è sviluppata la componente “high flying” dello stile hardcore.

Nel corso della sua carriera, l’atleta delle isole Figi si è imposto come uno dei lottatori più rispettati sulla scena mondiale, guadagnandosi una enorme considerazione, palpabile ancora al giorno d’oggi: questo soprattutto grazie ad un personaggio curatissimo e perfetto sotto tutti gli aspetti, da quello scenografico a quello tecnico.

L’abbigliamento da tipico selvaggio delle isole del Pacifico (costume tigrato e piedi nudi) si accompagnava infatti ad uno stile di lotta molto personale e azzeccato, tutto basato su tecniche basilari delle arti marziali e su mosse aeree estremamente innovative e coraggiose per la sua epoca, che lo hanno reso protagonista di tanti celeberrimi “spot” entrati nella storia di questa disciplina.

A tutto questo aggiungiamo una grande capacità espressiva e comunicativa, che gli consentiva di essere ugualmente efficace sia nei panni di “heel” che in quelli di “face”.

A Jimmy Snuka, dunque, non mancava davvero niente per scrivere il proprio nome nell’albo d’oro di un titolo mondiale ed infatti il lottatore delle Figi ci è andato molto vicino, soprattutto in WWF ai tempi del suo strepitoso “feud” con Bob Backlund.

Ciononostante, la soddisfazione estrema del massimo alloro gli è sempre stata negata; questo aspetto è certamente legato ai problemi personali avuti da Jimmy nel corso della sua carriera: non sapremmo dire, però, quale dei due fatti sia in realtà la causa e quale l’effetto.

Ad ogni modo, l’importanza di Jimmy Snuka nel wrestling americano è testimoniata dall’immenso entusiasmo che ancora oggi le sue apparizioni riescono a scatenare e dalla devozione che per lui esprimono fans e colleghi.

 

Gli Esordi e i successi nella PNW:

    

L’esordio di James Reiher come lottatore risale al 1969, quando iniziò a lottare nel circuito hawaiano con il nome di Jimmy Kealoha.

Dopo alcuni anni passati a fare esperienza nelle Hawaii, la svolta della sua carriera fu il passaggio al circuito Pacific Northwest della NWA, che aveva sede nell’Oregon ed era condotto da Don Owen.

Qui il suo stile spettacolare lo rese un grande beniamino del pubblico e gli permise di collezionare, fra il 1973 e il 1978, sei titoli singoli ed altrettanti di coppia, tutti assieme a Dutch Savage.

I principali avversari a cui Snuka contese queste cinture rispondono ai nomi di Bull Ramos, Ripper Collins, Black Angus Campbell, Dale Lewis, Buddy Rose e Jesse Ventura; proprio la rivalità con Ventura fu particolarmente intensa sia sul fronte singolo che su quello “tag”.

Da sottolineare che lo stesso Ventura recentemente si sia espresso in commenti estremamente lusinghieri nei riguardi di Snuka, elogiandolo come un professionista impeccabile e riconoscendo che il grande amore dei fans nei confronti di Jimmy è stato un fattore determinante per costruire il suo credito come “heel”.

 

Anni da girovago:

    

I successi ottenuti nella PNW furono per Jimmy un grande trampolino di lancio che gli permise di estendere il suo raggio d’azione a molte altre promotion. Nella primavera del 1976, ad esempio, trascorse un breve periodo in Canada, laureandosi campione di coppia della NWA Canadian assieme a Don Leo Jonathan ai danni di Gene Kiniski & Seigfried Steinke, per poi perdere il titolo contro John Quinn & Kinji Shibuya.

Nell’anno seguente Jimmy dimostrò le sue qualità anche in Texas, dove conquistò prima il titolo singolo (vinto da Scott Casey e poi perso contro Ox Baker) e poi quello di coppia, assieme a Gino Hernandez: queste cinture furono conquistate nell’agosto del ’77 ai danni di Bruiser Brody & Mike York e mantenute per pochi mesi, fino alla sconfitta contro Bill Ramons & Captain USA (alias Big John Studd).

La fama di Jimmy si espandeva dunque a macchia d’olio e ne faceva un “performer” ambitissimo per gli organizzatori di tutta America, fra i quali molti decidevano di aumentare l’altezza dei paletti agli angoli del ring, di modo che il suo Superfly Splash fosse ogni volta più spettacolare. Ormai era uno dei wrestlers più popolari d’America e così gli si aprirono le porte del circuito più ricco: quello della Mid-Atlantic.

 

I successi da “heel” nella Mid-Atlantic:

    

Nella promotion georgiana, Jimmy cambiò per la prima volta il suo modo di porsi con il pubblico: mentre fin lì era sempre stato un acclamatissimo “face”, Snuka cominciò a comportarsi scorrettamente, adeguandosi ad un nuovo ruolo di “heel” che lo avrebbe portato vicino alla vetta del wrestling americano.

Appena arrivato, nell’autunno del ’78 formò subito un “tag team” dalle grandi potenzialità assieme a Paul Orndorff: i due scalarono velocemente le graduatorie della divisione di coppia NWA e nel mese di dicembre del 1978 riuscirono a conquistare il titolo mondiale, sconfiggendo Baron Von Raschke & Greg Valentine.

I due riuscirono a mantenere il titolo per cinque mesi; fra le varie difese, segnaliamo quella avvenuta nella WWWF (in quegli anni la federazione di McMahon era tornata a collaborare con la NWA come un territorio) vittoriosa su Ken Patera & Big John Studd; le cinture vennero infine perse il 28 aprile 1979, contro Baron Von Raschke & Paul Jones.

Nei mesi seguenti, Jimmy abbandonò il team con Orndorff per concentrarsi sulla carriera da singolo, avvalendosi di un manager d’eccezione: il leggendario “Nature Boy” Buddy Rogers. L’inizio fu folgorante: il 1° settembre 1979 infatti Jimmy si aggiudicò il vacante titolo degli USA, grazie alla vittoria in un apposito torneo nel quale superò in successione “Mr. Wrestling” Tim Woods, Jim Brunzell e, in finale, Ricky Steamboat.

    

A questo punto divampò la rivalità con il grandissimo Ric Flair, precedente detentore del titolo USA e acerrimo nemico di Rogers, a cui “usurpava” l’appellativo di “Nature Boy”. Il primo grande scontro tra i due si svolse il 4 novembre 1979 e Snuka riuscì a mantenere il titolo, vincendo grazie all’aiuto del suo manager.

Nei mesi seguenti la faida si sviluppò anche negli show della WWWF, dove Snuka trovò l’alleanza di Ray Stevens e Flair quella del campione NWA Canadian, Dewey Robertson; nel corso del suo regno da campione USA, Jimmy andò anche all’assalto del titolo di quest’ultimo, venendo però sconfitto.

Infine, il “feud” con Ric Flair si concluse con la vittoria del “Nature Boy” il 19 aprile 1980; perso dunque il titolo USA, Jimmy spostò di nuovo la sua attenzione alle competizioni “tag”. Il suo nuovo partner fu Ray Stevens ed ancora una volta la coppia ebbe immediatamente successo: il 22/06/1980 la vittoria su Ricky Steamboat & Jay Youngblood permise infatti al lottatore delle Figi di fregiarsi del suo secondo titolo mondiale NWA di coppia: il regnò durò cinque mesi, fino alla sconfitta contro Masked Superstar & Paul Jones.

Il 1981 iniziò con una faida in singolo contro il nuovo campione canadese Angelo Mosca, senza che Snuka riuscisse a sottrarre il titolo a quest’ultimo; un mese dopo provò anche a conquistare il Mid-Atlantic TV Title in un torneo, ma anche in questo caso non ebbe successo.

    

Nei mesi seguenti allora Jimmy iniziò a fare coppia con Terry Gordy (in rotta con Michael Hayes, suo compagno nei Fabulous Freebirds): il 06/07/1981 i due si aggiudicarono il titolo di coppia NWA National, battendo Ted DiBiase & Steve Olsonosky, per poi perderlo tre mesi dopo contro Michael Hayes & Otis Sistrunk.

Negli ultimi mesi dell’anno, Jimmy fu anche protagonista di una splendida esperienza in Giappone, nella AJPW: in coppia con il grande Bruiser Brody riuscì a trionfare nella “Real World Tag League” del 1981, superando team composti da stelle di prima grandezza come Baba & Tsuruta, i fratelli Funk, Singh & Ueda, Larry Hennig & Harley Race, Von Raschke & Krupp.

La fase più celebre della carriera di “Superfly” era ormai alle porte: la WWF dei McMahon si era di nuovo dissociata dalla NWA e gli offrì un allettante contratto, avendo per lui progetti estremamente interessanti.

 

WWF, ad un passo dal titolo mondiale:

Nella vasta cornice di pubblico della East Coast, la fama di “Superfly” Jimmy Snuka sarebbe giunta al culmine.

Tutto cominciò nel marzo del 1982, quando Jimmy fece il suo esordio in WWF, sempre nel ruolo di “heel”, accompagnato dal manager “Captain” Lou Albano. Ben presto, il nuovo arrivato prese di mira il titolo mondiale WWF, da quattro anni in possesso di Bob Backlund.

    

Si trattava di una sfida emozionante, tra due atleti ugualmente straordinari ma profondamente diversi: alla suprema integrità e alla perfetta tecnica di “mat wrestler” di Backlund venivano opposte la frizzante personalità ed i voli spettacolari di Snuka; in pratica, il wrestling tradizionale si scontrava con quello del futuro.

Il primo scontro tra i due ebbe luogo al Madison Square Garden il 26/04/1982 e si concluse con la squalifica del campione che, esasperato dalle scorrettezze dell’avversario, si era rifiutato di interrompere una presa di strangolamento, contravvenendo all’ordine dell’arbitro; nel “post match” Snuka riuscì a stendere Backlund al tappeto e ad eseguire su di lui il Superfly Splash, costringendolo ad essere portato via dal ring in barella.

Un mese dopo Jimmy si scontrò contro l’altro grande “face” di quel periodo, il campione intercontinentale Pedro Morales, contro cui ottenne un’altra vittoria per squalifica. Il 05/06/1982 ebbe luogo il secondo capitolo della straordinaria faida con Backlund ed ancora una volta fu Snuka ad uscire vincitore ma per conteggio fuori dal ring; quindi la cintura rimase anche questa volta in mano al grande Bob.

Nelle settimane seguenti Jimmy collezionò vittorie su SD Jones e Tony Garea,  finché il 28 giugno 1982 al Madison Square Garden ebbe luogo la più celebre sfida tra lui e Backlund, un fantastico “Steel Cage Match”. Dopo quasi un quarto d’ora di battaglia, Snuka riuscì a guadagnare la cima della gabbia, mentre Backlund era esanime al tappeto; soltanto una facile discesa separava ormai Jimmy dal titolo mondiale.

    

Eppure, l’atleta delle Figi volle regalare al pubblico lo spot più pericoloso ed incredibile a cui il mondo del wrestling avesse fin lì assistito: dalla cima della gabbia si lanciò su Backlund con il suo Superfly Splash. Il colpo andò a vuoto poiché Backlund riuscì a scansarsi e poi, mentre il povero Jimmy si contorceva dal dolore, Bob uscì dalla porta della gabbia, sancendo così l’ennesima difesa della sua cintura.

Quel folle volo costò a Jimmy un titolo mondiale, ma gli valse anche l’ingresso di diritto nell’élite delle leggende di questa disciplina. L’incontro fu votato match dell’anno 1982 da Pro Wrestling Illustrated ed andò a costituire una pietra miliare nella storia del wrestling.

Seguirono altre sfide con Backlund in giro per gli Stati Uniti, tra cui una finita in no-contest allo Spectrum di Philadelphia il 31 luglio; tre giorni dopo Jimmy affrontò di nuovo Pedro Morales e ottenne una vittoria ma soltanto per count out.

L’ultimo ed ugualmente memorabile capitolo di una delle più grandi faide nella storia della WWF si svolse allo Spectrum il 18 settembre 1982, quando Backlund riuscì a schienare Snuka rovesciando con successo un tentativo di Piledriver; Jimmy fu contato con un piede fuori dal ring ma ciononostante la fine dell’incontro fu un trionfo della sportività: Jimmy infatti di accettò di stringere la mano al suo grandissimo rivale e ricevette anche in dono l’asciugamano di Backlund, che recava la scritta “WWF Champion”.

Jimmy, insomma, non era riuscito a salire sul tetto del mondo, ma le incredibili prodezze di cui si era reso protagonista in tutte quelle sfide con Backlund gli avrebbero conferito immortale gloria nell’ambito del wrestling, un riconoscimento che, possiamo dire, vale certamente di più della scritta del proprio nome su un albo d’oro.

 

Il passaggio a “face” e la faida con Muraco:

    

Il 5 ottobre 1982 Snuka e il suo manager Albano furono ospiti del Rogers’ Corner, il segmento di interviste condotto da Buddy Rogers: in questa occasione Buddy mostrò a Snuka le prove del fatto che Albano tratteneva dal suo stipendio una parte molto più grande di quanto pattuito e da lì nacque la controversia che portò alla separazione fra Snuka ed Albano e al passaggio di Jimmy nella schiera dei “face”, con al suo fianco Rogers in veste di manager.

Da questo episodio cominciò la faida tra Jimmy ed il suo ex-manager, che ottenne l’appoggio di Freddie Blassie e di Ray Stevens; proprio nel corso di un match di Snuka contro Stevens, l’interferenza di Albano e Blassie costò al lottatore delle Figi un duro pestaggio. Jimmy poté comunque vendicarsi con gli interessi il 12/11/1982, quando affrontò proprio Albano in un confronto decisamente improponibile: dopo quattro minuti di massacro, l’arbitro interruppe la contesa a causa dell’eccessivo sanguinamento del manager.

 “Superfly” era ormai diventato uno dei “face” più popolari della federazione e così il 1983 lo vide più volte opposto (e quasi sempre vittorioso) a “clienti” di Albano come Ray Stevens, Buddy Rose e gli Wild Samoans (Afa e Sika); memorabile, contro questi ultimi, l’incontro del 18/02/1983 al Madison, disputato assieme ad Andre The Giant e chiuso da Jimmy con un Superfly Splash partendo dalle spalle del gigante francese.

Altre vittorie di enorme prestigio arrivarono in singolo contro “Superstar” Billy Graham, Mr. Fuji, Big John Studd e Ivan Koloff; ma a partire dall’estate dell’83 l’obiettivo più importante di Snuka divenne il titolo intercontinentale, detenuto dal possente Don Muraco, altro “cliente” di Lou Albano.

I due furono opposti in molteplici scontri, nei quali Muraco riuscì sempre a conservare la cintura in modo sporco, facendosi squalificare o contare fuori; fu così che lo scontro del 17 ottobre 1983 al Madison Square Garden fu uno “Steel Cage Match”.

L’incontro venne letteralmente dominato da Snuka, ma ancora una volta il lottatore delle Figi fu bersagliato dalla sfortuna: una sua violenta testata infatti spedì Muraco fuori dalla porta della gabbia, decretandolo dunque vincitore.

    

Jimmy però non si diede per vinto e regalò al pubblico del Madison il più spettacolare “post match” che la storia ricordi: trascinò Muraco sul ring, si arrampicò in cima alla gabbia e, da lassù, salutò il pubblico con il suo classico gesto (pollice, indice e mignolo alzati, mimando le iniziali di “I Love You”); un attimo dopo l’angelo delle Figi atterrava, oltre quattro metri più in basso, sul corpo di Muraco. Il Superfly Splash dalla cima della gabbia, lo spot fallito che un anno prima gli era costato il tetto del mondo del wrestling, questa volta aveva fatto centro: stavolta non c’era nessun titolo da guadagnare, soltanto l’entusiasmo incredibile della folla del Madison, che gli tributò un’ovazione oceanica.

Un altro momento destinato a rimanere scolpito nella leggenda; è noto l’aneddoto secondo cui il giovane Mick Foley fosse tra gli spettatori di quel match e che quindi la prodezza di Snuka abbia costituito l’ispirazione fondamentale per avviare la carriera della futura “Hardcore Legend”.

 

La famosa faida con Piper:

    

Tra la fine dell’83 e l’inizio dell’84, il lottatore delle Figi fu impegnato in alcuni scontri, per lo più vittoriosi, contro Sgt. Slaughter e poi in vari match di coppia contro Adrian Adonis & Dick Murdoch, avendo come partner ora Andre The Giant, ora Tito Santana.

Nel giugno dell’84 uno dei segmenti più celebri nella storia del wrestling dette origine ad un’altra grandissima rivalità: quella con “Rowdy” Roddy Piper.  Snuka infatti fu ospite del “Piper’s Pit”, il “talk show” condotto dal terribile scozzese, che non perse l’occasione per lanciarsi in insulti contro Snuka e le sue origine isolane.

Quando dalle parole si passò alle vie di fatto, Piper spaccò una noce di cocco sulla testa di Snuka, siglando un momento indimenticabile nella storia della WWF, un autentico capolavoro dello sport-entertainment.

Il funambolico isolano riportò una concussione ed ovviamente quell’episodio fu l’inizio di una sanguinosa guerra senza esclusione di colpi tra lui e Piper, che nei mesi seguenti si affrontarono a più riprese: da segnalare la vittoria di Jimmy in un “Fijian Strap Match” il 20/07/1984 a Philadelphia, oltre a vari altri scontri degenerati in autentiche risse e conclusi con verdetti di squalifica o conteggio fuori per l’uno o per l’altro.

Il punto di svolta del “feud” andò in scena il 25/08/1984 al Madison Square Garden, quando Piper ottenne una vittoria per conteggio fuori dal ring, avendo gettato Snuka oltre le corde durante un tentativo di Cross Body. Snuka urtò duramente il bordo del ring con la schiena e alla fine del match Piper infierì su di lui con tre sediate alla base del collo.

Questi brutali colpi causarono a Snuka un grave infortunio al collo, che lo costrinse ad uno stop di alcuni mesi. In ottobre la faida venne riaccesa dall’arrivo di Tonga Kid, cugino, secondo le “storyline”, di Jimmy, che sfidò Piper per vendicarsi di quanto occorso al suo parente. Il ritorno di Snuka avvenne il 10/11/1984, quando soccorse il “cugino” da un’interferenza dello scozzese.

Fu così che si disputarono vari match che opposero la fazione di Jimmy Snuka e Tonga Kid a quella di Piper, Paul Orndorff e “Cowboy” Bob Orton; per la maggior parte, si trattò di autentiche risse terminate con interferenze esterne. Da ricordare il match di coppia del 28/12/1984 al Madison, che vide Snuka & Tonga Kid opposti a Piper & Orton e terminò in doppia squalifica.

Nel gennaio dell’85 Tonga Kid sparì pian piano dalle scene e così Snuka continuò il “feud” trovandosi nuovi occasionali alleati, ad esempio Tony Atlas e Junkyard Dog; proprio quest’ultimo fu compagno di Jimmy nel “Texas Tornado Match” del 21/01/1985 al Madison Square Garden, che vide la vittoria scorretta di Piper & Orton.

Un mese dopo, all’evento “War To Settle The Score”, Jimmy si prese una bella rivincita, battendo Bob Orton in un match singolo. Nelle settimane seguenti ripresero i vari scontri con Piper, senza che emergesse mai un chiaro vincitore, e nel frattempo lo scozzese ed i suoi alleati erano entrati in conflitto anche con il campione del mondo Hulk Hogan.

    

Fu così che nella prima edizione di Wrestlemania (New York, 31/03/1985) Jimmy fu all’angolo di Hulk Hogan & Mr. T nell’incontro di coppia che li vedeva opposti a Roddy Piper & Paul Orndorff, sostenuti da Bob Orton. La vittoria andò al team dei “face” e fu il sostanziale epilogo della grandiosa faida tra Snuka e Piper, anche se nei mesi seguenti i due si affrontarono in altri incontri singoli dai vari esiti (squalifiche e count out) e in incontri di coppia che spesso videro coinvolti anche Hogan, Muraco, Orndorff e Orton.

A questo punto Snuka stabilì una promettente alleanza con un altro talento straordinario di origini isolane, Ricky Steamboat: la “South Pacific Connection” formata da questi due fenomeni si impose subito come una coppia spettacolare e dalle grandi prospettive, andando anche vicina alla conquista dei titoli di coppia contro Iron Sheik & Nikolay Volkoff.

Purtroppo quest’avventura si interruppe bruscamente, a causa dei problemi sorti da tempo fra Snuka e la WWF: nonostante le sue straordinarie prestazioni ed il grande successo con il pubblico, infatti, Jimmy non aveva conquistato nemmeno un titolo in tre anni nella federazione di Stamford e questo per lui era motivo di grande frustrazione.

Per questo, nella primavera dell’85, Snuka lasciò la compagnia in cui era diventato una star di livello mondiale, tentando altre strade.

 

Nella AWA:

Snuka si trasferì a Nord, nella AWA, federazione che negli anni precedenti aveva vissuto momenti gloriosi ma che stava per venire sopraffatta dall’ascesa di WWF e WCW.

La sua prima apparizione importante avvenne all’evento Wrestlerock (20/04/1986) quando lui e Greg Gagne sconfissero Nord The Barbarian & Bruiser Brody in un cruento “Cage Match”.

Un paio di mesi dopo Snuka si trasferì in Giappone, per partecipare al torneo della NJPW che assegnava il titolo mondiale IWGP, senza però riuscire ad emergere dal girone eliminatorio.

Nei mesi seguenti, Jimmy fu coinvolto in un’aspra rivalità contro Colonel DeBeers, sudafricano razzista che lo disprezzava a causa del colore della sua pelle (ebbene sì, gli “angle” discutibili non li ha inventati McMahon…) e che  giunse ad infortunare seriamente Snuka con un Piledriver sul pavimento dell’arena.

I tanti scontri con DeBeers videro comunque Jimmy uscire il più delle volte vincitore.

L’ultimo evento importante della AWA a cui Jimmy partecipò fu Superclash II (02/05/1987), in cui lui e Russ Francis sconfissero The Terrorist (Brian Knobbs) & The Mercenary (Ron Fuller).

 

Il ritorno in WWF:

    

Dopo un paio d’anni passati lontano dalle scene del wrestling, l’ormai quarantacinquenne “Superfly” stipulò un nuovo accordo con la WWF nel 1989. Il suo ritorno venne largamente pubblicizzato nel marzo dell’89 ed avvenne di fatto a Wrestlemania V (02/04/1989), quando Snuka partecipò per salutare il pubblico.

Questa seconda avventura in WWF mostrò uno Snuka decisamente diverso: dal combattente determinato che era stato in precedenza, Jimmy si trasformò in un personaggio dai lati “comedy” molto più accentuati: cominciò ad esibirsi in “promo” ed interviste dai toni decisamente visionari, infarciti di urla selvagge. Ad ogni modo restava un degnissimo ed efficace “midcarder”, sempre molto acclamato dai fans, ma la gloria degli anni passati non sarebbe più stata raggiunta.

Nei primi mesi dal suo ritorno Jimmy collezionò comunque una bella serie di vittorie, fra cui quelle su Boris Zhukov e Greg Valentine in due successive edizioni di Saturday Night Main Event fra giugno e luglio dell’89; nel frattempo, durante un’edizione del Brother Love Show, Snuka era stato attaccato da Honky Tonk Man, che lo aveva colpito con la sua chitarra.

Per tutta l’estate i due furono dunque avversari in numerosi match, sia televisivi che di “house show”, con Snuka più o meno sempre vincente. A Summerslam (28/08/1989) Jimmy patì una sconfitta per conteggio fuori contro Ted DiBiase, a causa della distrazione procuratagli da Virgil, guardia del corpo di quest’ultimo; Snuka comunque si consolò nel post-match rifilando a Virgil il suo Superfly Splash.

    

Un mese dopo, in un’altra edizione di Saturday Night Main Event, Jimmy raccolse una sconfitta scorretta contro un avversario di grande calibro, “Macho Man” Randy Savage; decisive furono le interferenze della manageressa di quest’ultimo, Sensational Sherry.

Tra le tante vittorie nella faida a senso unico contro Honky Tonk Man è doveroso segnalare quella del 30/09/1989, nell’incontro che segnò il ritorno di “Superfly” nella “sua” arena, il Madison Square Garden: erano passati quattro anni e mezzo dalla prima Wrestlemania.  Due settimane dopo, Jimmy partecipò all’edizione 1989 del torneo King Of The Ring: sconfisse prima Haku e poi The Barbarian, arrivando in semifinale, dove però venne superato da Rick Martel (per la cronaca, battuto in finale da Tito Santana).

Nelle settimane successive iniziò la rivalità tra Jimmy ed una stella nascente, Mr. Perfect: si trattava di un lottatore in ascesa, che ottenne contro “Superfly” le vittorie necessarie al lancio fra i grandi nomi della federazione. Ad ogni modo lo spettacolo che questi due maestri del ring offrirono in questi mesi deliziò le arene di tutta America.

Survivor Series (23/11/1989) vide Jimmy incluso nella squadra di Roddy Piper e dei Bushwackers, opposti a Mr. Perfect, Rick Rude e ai Rougeau Brothers; gli ultimi a rimanere sul ring furono proprio Snuka e Perfect, con quest’ultimo che ottenne la vittoria con il suo Perfect Plex.

    

Seguirono mesi di scontri avulsi da particolari “storyline”, con vittorie su avversari di basso calibro, ed una discreta partecipazione alla Royal Rumble del ’90, quando entrò con il n°17 e restò sul ring per sedici minuti, prima di venire eliminato da Hulk Hogan.

A Wrestlemania VI (01/04/1990) “Superfly” rimediò una triste sconfitta in meno di quattro minuti contro Rick Rude, altro avversario da lanciare nell’orbita del titolo mondiale.

Per tutto il resto dell’anno le apparizioni televisive di Snuka lo videro battere quasi soltanto “jobbers” professionisti, al di là di un paio di match vinti per squalifica contro Haku e Dino Bravo; a Survivor Series ’90 (22/11) la squadra di Snuka, Jake Roberts e i Rockers (Shawn Michaels & Marty Jannetty) andò incontro ad un autentico disastro, venendo completamente surclassata dai loro avversari: Rick Martel, The Warlord e Power & Glory (Hercules & Paul Roma).

Nei mesi seguenti il trend di incontri poco significativi continuò, al di là di una vittoria per squalifica su Warlord al Madison il 28/12/1990; d’altra parte lo stesso Warlord fu vittorioso su “Superfly” in vari “house show”, confermando che ormai il ruolo del vecchio campione era semplicemente quello di test per le star in ascesa.

Questo status fu ulteriormente confermato qualche mese dopo: infatti, dopo un’anonima partecipazione alla Rumble del ’91, Jimmy ebbe “l’onore” di essere la prima vittima di Undertaker a Wrestlemania, nel corso della settima edizione dello “Showcase Of Immortals” (24/03/1991).

Anche il 1991 continuò sulla falsariga dell’anno precedente: le apparizioni di Jimmy erano sempre più rare e completamente avulse da qualunque “storyline”; all’inizio del ’92, una nuova partecipazione di contorno alla Royal Rumble ed un paio di sconfitte contro il giovane Shawn Michaels furono il commiato di Jimmy alla compagnia.

Negli anni seguenti Snuka avrebbe fatto qualche altra apparizione isolata nella WWF ma la sua attività principale fu rivolta altrove, ad una nuova realtà: la ECW.

 

Fine carriera nella ECW:

    

Jimmy Snuka dunque approdò in questa neonata federazione di Philadelphia, la Eastern Championship Wrestling, una compagnia che all’inizio puntava soprattutto sulle apparizioni di vecchie glorie e su un piccolo nucleo di giovani.

Col passare del tempo però si sarebbe imposto uno stile violento e spregiudicato, che avrebbe fatto della ECW (ribattezzata “Extreme”, e non più Eastern), la federazione-simbolo del cambiamento di rotta del wrestling negli anni ’90.

Nessuno meglio di Jimmy Snuka, pioniere delle “hardcore flying moves”, poteva dare inizio all’epopea della ECW: ed infatti, il 25 marzo 1992, Jimmy si laureò primo campione assoluto della federazione di Philadelphia, sconfiggendo Sal Bellomo dopo essersi qualificato per l’incontro vincendo una “Battle Royal”.  Il suo regno durò appena ventiquattro ore, poiché il giorno dopo venne battuto da Johnny Hot Body.

Snuka riconquistò il titolo prendendosi la rivincita su Hot Body il 14 luglio; a questo punto tornò in auge il leggendario “feud” contro Don Muraco, che divenne il suo principale sfidante e riuscì a strappargli la cintura il 30/09/1992.

Jimmy si rifece comunque alcuni mesi dopo, il 12 marzo 1993, quando partecipò al torneo con in palio il vacante ECW Television Title: “Superfly” sconfisse in successione Larry Winters, Tommy Cairo ed in finale Glen Osbourne, per aggiungere anche questa cintura al suo palmarés.

Nei mesi seguenti “Superfly” difese il titolo in appassionanti battaglie contro altri grandi veterani del ring: da segnalare la sconfitta per squalifica (quindi con mantenimento del titolo) contro Road Warrior Hawk il 14/05/1993 e poi il no contest ottenuto il giorno dopo contro Terry Funk.

Il 23/05/1993 Snuka apparve anche nella WCW, al ppv Slamboree, quando lui, Don Muraco e Dick Murdoch affrontarono Wahoo McDaniel, Jim Brunzell e Blackjack Mulligan e l’incontro terminò in no contest.

Un mese dopo Jimmy difese vittoriosamente il titolo contro Tommy Cairo e poi in agosto fece lo stesso, prima perdendo soltanto per squalifica contro Stan Hansen e poi sconfiggendo Metal Maniac.

Dopo oltre sei mesi, il suo regno da campione TV si concluse il 1°ottobre 1993, quando fu sconfitto da Terry Funk in uno “Steel Cage Match”.

Nei mesi seguenti, Jimmy fu impegnato in un brutale “feud” contro un nuovo arrivato che sarebbe divenuto un simbolo della ECW: Tommy Dreamer.  Su di lui, “Superfly” ebbe la meglio il 05/02/1994 nell’evento “The Night The Line Was Crossed”, ma Dreamer si prese la rivincita battendolo un mese dopo alla ECW Arena.

Il vecchio Snuka comunque tornò alla vittoria il 27 marzo, in uno “Steel Cage Match” ad Ultimate Jeopardy.

Seguì un’altra vittoria di prestigio, contro Kevin Sullivan nello show When Worlds Collide (14/05/1994) ed infine un’affermazione in coppia con The Tazmaniac sui Pittbulls ad Hardcore Heaven (13/08/1994).

 

Il ritiro:

    

A questo punto, il cinquantunenne Snuka smise di essere un lottatore a tempo pieno: negli anni successivi, il grande campione non ha comunque disdegnato di tornare occasionalmente a calcare il ring e di partecipare a show di grande portata.

Un primo ritorno “one night only” si ebbe a WWF Survivor Series il 17/11/1996, tenutasi (ovviamente!) al Madison Square Garden, quando apparve come compagno a sorpresa della squadra di Yokozuna, Savio Vega e Flash Funk, che erano opposti a Faarooq, Vader e ai “falsi” Diesel e Razor Ramon. Il pubblico esplose quando Snuka si prodigò nel suo Superfly Splash, riuscendo ad eliminare Ramon; in seguito il match si trasformò in una rissa e fu decretato il no contest.

All’inizio del 2000, Jimmy riapparve anche in uno show della WCW, come avversario di Jeff Jarrett in uno “Steel Cage Match”; “Superfly” ovviamente uscì sconfitto dal confronto, ma si tolse comunque la soddisfazione di eseguire ancora una volta il suo Superfly Splash dalla cima della gabbia su Jarrett.

 Negli anni seguenti, Jimmy ha combattuto vari incontri per un gran numero di federazioni indipendenti ed è riapparso più volte in show della WWE: a tal proposito ricordiamo un breve “cammeo” nella faida tra Roddy Piper e Rikishi a Smackdown! nella primavera del 2003 (quando venne riproposto il leggendario episodio della noce di cocco) e poi un divertente segmento a Raw con The Rock all’inizio del 2004. 

    

Il 07/11/2004 Jimmy ha partecipato al ppv Victory Road della NWA/TNA, durante il quale è avvenuta, per così dire, una storica “riconciliazione” con Roddy Piper: lo scozzese lo volle come ospite del suo “talk show” e lo invitò a colpirlo con una noce di cocco, ma Snuka si rifiutò di farlo, accettando le sue scuse. In seguito i due respinsero validamente l’attacco di Kid Kash e di Dallas.

Le apparizioni saltuarie in federazioni indipendenti sono continuate anche nel 2005; fra queste sottolineiamo la partecipazione al grande evento Wrestlereunion (Tampa, 29/01/2005), in cui Snuka, Piper e Jimmy Valiant ebbero la meglio su Col. DeBeers, Buddy Rose e Bob Orton.

Il 3 ottobre 2005 Jimmy Snuka è stato una delle tante leggende del ring che hanno partecipato allo show Raw Homecoming (che celebrava il ritorno di WWE Raw sull’emittente USA Network): in quell’occasione, Jimmy si è anche esibito in un Superfly Splash ai danni di Rob Conway.

Il 1° novembre 2005, in occasione del ppv WWE Taboo Tuesday, lo stesso Rob Conway e Tyson Tomko avrebbero dovuto affrontare Eugene ed un compagno, che i fans potevano scegliere votando in rete fra Snuka, Jim Duggan e Kamala; il vincitore del sondaggio è risultato proprio “Superfly”, che nel corso dell’evento ha anche portato a casa il match, con un altro Superfly Splash ai danni di Conway.

 

Aggiornata in data 23/11/2005

Michele Di Francesco