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Jimmy
Snuka
Vero Nome:
James Reiher.
Altezza:
6’0’’ = circa 1,83 m.
Peso:
250 libbre = circa 114 kg.
Nato il 18 maggio 1943.
Provenienza: Isole Figi.
Debutto nel wrestling: 1969.
Altre Identità:
Tami Snuka, Jimmy
Kealoha, Lani Kealoha, The Great Snuka, Big Snuka, “Superfly” Jimmy
Snuka.
Principali
“feud”:
Jesse Ventura
(1976-78), Ric Flair (1979-80), Bob Backlund (1982), Don Muraco
(1983), Roddy Piper (1984-85).
Mosse preferite:
Knife-Edge Chop.
Mossa finale:
Superfly Splash.
Titoli vinti:
NWA Pacific
Northwest Tag Team Title (6 volte, w/Dutch Savage:
27/10/1973-01/02/1974, 22/03/1974-27/02/1975, 25/12/1975-10/04/1976,
03/08/1976-25/10/1976, 05/11/1976-15/01/1977,
10/06/1978-09/09/1978).
NWA Pacific
Northwest Heavyweight Title (6 volte: 16/11/1973-1974,
23/02/1974-13/04/1974, 04/06/1974-10/08/1974, 07/10/1974-11/11/1974,
09/08/1975-17/01/1976, 13/03/1977-23/04/1977).
NWA Canadian Tag
Team Title (w/Don Leo Jonathan, 12/04/1976-17/05/1976).
NWA Texas
Heavyweight Title (05/1977-1977).
NWA Texas Tag
Team Title (w/Gino Hernandez, 08/1977-1977).
NWA World Tag
Team Title (2 volte: w/Paul Orndorff, 12/1978-28/04/1979; w/Ray
Stevens, 22/06/1980-27/11/1980).
NWA Mid-Atlantic
United States Heavyweight Title (01/09/1979-19/04/1980).
NWA National Tag
Team Title (w/Terry Gordy, 06/07/1981-27/09/1981).
CWA International
Tag Team Title (w/J.T. Southern, 02/03/1987-20/04/1987).
ECW Heavyweight
Title (2 volte: 25/04/1992-26/04/1992, 14/07/1992-30/09/1992).
ECW Television
Title (12/03/1993-01/10/1993).
NWA Tri-State
Heavyweight Title (27/05/2000-06/2000).
Introduzione:
Jimmy “Superfly”
Snuka è stato certamente uno dei lottatori più influenti nella
storia moderna del wrestling americano: le sue mosse aeree ad alto
rischio infatti hanno costituito la base su cui, negli anni ‘90, si
è sviluppata la componente “high flying” dello stile hardcore.
Nel corso della
sua carriera, l’atleta delle isole Figi si è imposto come uno dei
lottatori più rispettati sulla scena mondiale, guadagnandosi una
enorme considerazione, palpabile ancora al giorno d’oggi: questo
soprattutto grazie ad un personaggio curatissimo e perfetto sotto
tutti gli aspetti, da quello scenografico a quello tecnico.
L’abbigliamento
da tipico selvaggio delle isole del Pacifico (costume tigrato e
piedi nudi) si accompagnava infatti ad uno stile di lotta molto
personale e azzeccato, tutto basato su tecniche basilari delle arti
marziali e su mosse aeree estremamente innovative e coraggiose per
la sua epoca, che lo hanno reso protagonista di tanti celeberrimi
“spot” entrati nella storia di questa disciplina.
A tutto questo
aggiungiamo una grande capacità espressiva e comunicativa, che gli
consentiva di essere ugualmente efficace sia nei panni di “heel” che
in quelli di “face”.
A Jimmy Snuka,
dunque, non mancava davvero niente per scrivere il proprio nome
nell’albo d’oro di un titolo mondiale ed infatti il lottatore delle
Figi ci è andato molto vicino, soprattutto in WWF ai tempi del suo
strepitoso “feud” con Bob Backlund.
Ciononostante, la
soddisfazione estrema del massimo alloro gli è sempre stata negata;
questo aspetto è certamente legato ai problemi personali avuti da
Jimmy nel corso della sua carriera: non sapremmo dire, però, quale
dei due fatti sia in realtà la causa e quale l’effetto.
Ad ogni modo,
l’importanza di Jimmy Snuka nel wrestling americano è testimoniata
dall’immenso entusiasmo che ancora oggi le sue apparizioni riescono
a scatenare e dalla devozione che per lui esprimono fans e colleghi.
Gli Esordi e i successi nella PNW:
L’esordio di
James Reiher come lottatore risale al 1969, quando iniziò a lottare
nel circuito hawaiano con il nome di Jimmy Kealoha.
Dopo alcuni anni
passati a fare esperienza nelle Hawaii, la svolta della sua carriera
fu il passaggio al circuito Pacific Northwest della NWA, che aveva
sede nell’Oregon ed era condotto da Don Owen.
Qui il suo stile
spettacolare lo rese un grande beniamino del pubblico e gli permise
di collezionare, fra il 1973 e il 1978, sei titoli singoli ed
altrettanti di coppia, tutti assieme a Dutch Savage.
I principali
avversari a cui Snuka contese queste cinture rispondono ai nomi di
Bull Ramos, Ripper Collins, Black Angus Campbell, Dale Lewis, Buddy
Rose e Jesse Ventura; proprio la rivalità con Ventura fu
particolarmente intensa sia sul fronte singolo che su quello “tag”.
Da sottolineare
che lo stesso Ventura recentemente si sia espresso in commenti
estremamente lusinghieri nei riguardi di Snuka, elogiandolo come un
professionista impeccabile e riconoscendo che il grande amore dei
fans nei confronti di Jimmy è stato un fattore determinante per
costruire il suo credito come “heel”.
Anni da girovago:
I successi
ottenuti nella PNW furono per Jimmy un grande trampolino di lancio
che gli permise di estendere il suo raggio d’azione a molte altre
promotion. Nella primavera del 1976, ad esempio, trascorse un breve
periodo in Canada, laureandosi campione di coppia della NWA Canadian
assieme a Don Leo Jonathan ai danni di Gene Kiniski & Seigfried
Steinke, per poi perdere il titolo contro John Quinn & Kinji
Shibuya.
Nell’anno
seguente Jimmy dimostrò le sue qualità anche in Texas, dove
conquistò prima il titolo singolo (vinto da Scott Casey e poi perso
contro Ox Baker) e poi quello di coppia, assieme a Gino Hernandez:
queste cinture furono conquistate nell’agosto del ’77 ai danni di
Bruiser Brody & Mike York e mantenute per pochi mesi, fino alla
sconfitta contro Bill Ramons & Captain USA (alias Big John Studd).
La fama di Jimmy
si espandeva dunque a macchia d’olio e ne faceva un “performer”
ambitissimo per gli organizzatori di tutta America, fra i quali
molti decidevano di aumentare l’altezza dei paletti agli angoli del
ring, di modo che il suo Superfly Splash fosse ogni volta più
spettacolare. Ormai era uno dei wrestlers più popolari d’America e
così gli si aprirono le porte del circuito più ricco: quello della
Mid-Atlantic.
I successi da “heel” nella Mid-Atlantic:
Nella promotion
georgiana, Jimmy cambiò per la prima volta il suo modo di porsi con
il pubblico: mentre fin lì era sempre stato un acclamatissimo
“face”, Snuka cominciò a comportarsi scorrettamente, adeguandosi ad
un nuovo ruolo di “heel” che lo avrebbe portato vicino alla vetta
del wrestling americano.
Appena arrivato,
nell’autunno del ’78 formò subito un “tag team” dalle grandi
potenzialità assieme a Paul Orndorff: i due scalarono velocemente le
graduatorie della divisione di coppia NWA e nel mese di dicembre del
1978 riuscirono a conquistare il titolo mondiale, sconfiggendo Baron
Von Raschke & Greg Valentine.
I due riuscirono
a mantenere il titolo per cinque mesi; fra le varie difese,
segnaliamo quella avvenuta nella WWWF (in quegli anni la federazione
di McMahon era tornata a collaborare con la NWA come un territorio)
vittoriosa su Ken Patera & Big John Studd; le cinture vennero infine
perse il 28 aprile 1979, contro Baron Von Raschke & Paul Jones.
Nei mesi
seguenti, Jimmy abbandonò il team con Orndorff per concentrarsi
sulla carriera da singolo, avvalendosi di un manager d’eccezione: il
leggendario “Nature Boy” Buddy Rogers. L’inizio fu folgorante: il 1°
settembre 1979 infatti Jimmy si aggiudicò il vacante titolo degli
USA, grazie alla vittoria in un apposito torneo nel quale superò in
successione “Mr. Wrestling” Tim Woods, Jim Brunzell e, in finale,
Ricky Steamboat.
A questo punto
divampò la rivalità con il grandissimo Ric Flair, precedente
detentore del titolo USA e acerrimo nemico di Rogers, a cui
“usurpava” l’appellativo di “Nature Boy”. Il primo grande scontro
tra i due si svolse il 4 novembre 1979 e Snuka riuscì a mantenere il
titolo, vincendo grazie all’aiuto del suo manager.
Nei mesi seguenti
la faida si sviluppò anche negli show della WWWF, dove Snuka trovò
l’alleanza di Ray Stevens e Flair quella del campione NWA Canadian,
Dewey Robertson; nel corso del suo regno da campione USA, Jimmy andò
anche all’assalto del titolo di quest’ultimo, venendo però
sconfitto.
Infine, il “feud”
con Ric Flair si concluse con la vittoria del “Nature Boy” il 19
aprile 1980; perso dunque il titolo USA, Jimmy spostò di nuovo la
sua attenzione alle competizioni “tag”. Il suo nuovo partner fu Ray
Stevens ed ancora una volta la coppia ebbe immediatamente successo:
il 22/06/1980 la vittoria su Ricky Steamboat & Jay Youngblood
permise infatti al lottatore delle Figi di fregiarsi del suo secondo
titolo mondiale NWA di coppia: il regnò durò cinque mesi, fino alla
sconfitta contro Masked Superstar & Paul Jones.
Il 1981 iniziò
con una faida in singolo contro il nuovo campione canadese Angelo
Mosca, senza che Snuka riuscisse a sottrarre il titolo a
quest’ultimo; un mese dopo provò anche a conquistare il Mid-Atlantic
TV Title in un torneo, ma anche in questo caso non ebbe successo.
Nei mesi seguenti
allora Jimmy iniziò a fare coppia con Terry Gordy (in rotta con
Michael Hayes, suo compagno nei Fabulous Freebirds): il 06/07/1981 i
due si aggiudicarono il titolo di coppia NWA National, battendo Ted
DiBiase & Steve Olsonosky, per poi perderlo tre mesi dopo contro
Michael Hayes & Otis Sistrunk.
Negli ultimi mesi
dell’anno, Jimmy fu anche protagonista di una splendida esperienza
in Giappone, nella AJPW: in coppia con il grande Bruiser Brody
riuscì a trionfare nella “Real World Tag League” del 1981, superando
team composti da stelle di prima grandezza come Baba & Tsuruta, i
fratelli Funk, Singh & Ueda, Larry Hennig & Harley Race, Von Raschke
& Krupp.
La fase più
celebre della carriera di “Superfly” era ormai alle porte: la WWF
dei McMahon si era di nuovo dissociata dalla NWA e gli offrì un
allettante contratto, avendo per lui progetti estremamente
interessanti.
WWF, ad un passo dal titolo mondiale:
Nella vasta
cornice di pubblico della East Coast, la fama di “Superfly” Jimmy
Snuka sarebbe giunta al culmine.
Tutto cominciò
nel marzo del 1982, quando Jimmy fece il suo esordio in WWF, sempre
nel ruolo di “heel”, accompagnato dal manager “Captain” Lou Albano.
Ben presto, il nuovo arrivato prese di mira il titolo mondiale WWF,
da quattro anni in possesso di Bob Backlund.
Si trattava di
una sfida emozionante, tra due atleti ugualmente straordinari ma
profondamente diversi: alla suprema integrità e alla perfetta
tecnica di “mat wrestler” di Backlund venivano opposte la frizzante
personalità ed i voli spettacolari di Snuka; in pratica, il
wrestling tradizionale si scontrava con quello del futuro.
Il primo scontro
tra i due ebbe luogo al Madison Square Garden il 26/04/1982 e si
concluse con la squalifica del campione che, esasperato dalle
scorrettezze dell’avversario, si era rifiutato di interrompere una
presa di strangolamento, contravvenendo all’ordine dell’arbitro; nel
“post match” Snuka riuscì a stendere Backlund al tappeto e ad
eseguire su di lui il Superfly Splash, costringendolo ad essere
portato via dal ring in barella.
Un mese dopo
Jimmy si scontrò contro l’altro grande “face” di quel periodo, il
campione intercontinentale Pedro Morales, contro cui ottenne
un’altra vittoria per squalifica. Il 05/06/1982 ebbe luogo il
secondo capitolo della straordinaria faida con Backlund ed ancora
una volta fu Snuka ad uscire vincitore ma per conteggio fuori dal
ring; quindi la cintura rimase anche questa volta in mano al grande
Bob.
Nelle settimane
seguenti Jimmy collezionò vittorie su SD Jones e Tony Garea, finché
il 28 giugno 1982 al Madison Square Garden ebbe luogo la più celebre
sfida tra lui e Backlund, un fantastico “Steel Cage Match”. Dopo
quasi un quarto d’ora di battaglia, Snuka riuscì a guadagnare la
cima della gabbia, mentre Backlund era esanime al tappeto; soltanto
una facile discesa separava ormai Jimmy dal titolo mondiale.
Eppure, l’atleta
delle Figi volle regalare al pubblico lo spot più pericoloso ed
incredibile a cui il mondo del wrestling avesse fin lì assistito:
dalla cima della gabbia si lanciò su Backlund con il suo Superfly
Splash. Il colpo andò a vuoto poiché Backlund riuscì a scansarsi e
poi, mentre il povero Jimmy si contorceva dal dolore, Bob uscì dalla
porta della gabbia, sancendo così l’ennesima difesa della sua
cintura.
Quel folle volo
costò a Jimmy un titolo mondiale, ma gli valse anche l’ingresso di
diritto nell’élite delle leggende di questa disciplina. L’incontro
fu votato match dell’anno 1982 da Pro Wrestling Illustrated ed andò
a costituire una pietra miliare nella storia del wrestling.
Seguirono altre
sfide con Backlund in giro per gli Stati Uniti, tra cui una finita
in no-contest allo Spectrum di Philadelphia il 31 luglio; tre giorni
dopo Jimmy affrontò di nuovo Pedro Morales e ottenne una vittoria ma
soltanto per count out.
L’ultimo ed
ugualmente memorabile capitolo di una delle più grandi faide nella
storia della WWF si svolse allo Spectrum il 18 settembre 1982,
quando Backlund riuscì a schienare Snuka rovesciando con successo un
tentativo di Piledriver; Jimmy fu contato con un piede fuori dal
ring ma ciononostante la fine dell’incontro fu un trionfo della
sportività: Jimmy infatti di accettò di stringere la mano al suo
grandissimo rivale e ricevette anche in dono l’asciugamano di
Backlund, che recava la scritta “WWF Champion”.
Jimmy, insomma,
non era riuscito a salire sul tetto del mondo, ma le incredibili
prodezze di cui si era reso protagonista in tutte quelle sfide con
Backlund gli avrebbero conferito immortale gloria nell’ambito del
wrestling, un riconoscimento che, possiamo dire, vale certamente di
più della scritta del proprio nome su un albo d’oro.
Il passaggio a “face” e la faida con Muraco:
Il 5 ottobre 1982
Snuka e il suo manager Albano furono ospiti del Rogers’ Corner, il
segmento di interviste condotto da Buddy Rogers: in questa occasione
Buddy mostrò a Snuka le prove del fatto che Albano tratteneva dal
suo stipendio una parte molto più grande di quanto pattuito e da lì
nacque la controversia che portò alla separazione fra Snuka ed
Albano e al passaggio di Jimmy nella schiera dei “face”, con al suo
fianco Rogers in veste di manager.
Da questo
episodio cominciò la faida tra Jimmy ed il suo ex-manager, che
ottenne l’appoggio di Freddie Blassie e di Ray Stevens; proprio nel
corso di un match di Snuka contro Stevens, l’interferenza di Albano
e Blassie costò al lottatore delle Figi un duro pestaggio. Jimmy
poté comunque vendicarsi con gli interessi il 12/11/1982, quando
affrontò proprio Albano in un confronto decisamente improponibile:
dopo quattro minuti di massacro, l’arbitro interruppe la contesa a
causa dell’eccessivo sanguinamento del manager.
“Superfly” era
ormai diventato uno dei “face” più popolari della federazione e così
il 1983 lo vide più volte opposto (e quasi sempre vittorioso) a
“clienti” di Albano come Ray Stevens, Buddy Rose e gli Wild Samoans
(Afa e Sika); memorabile, contro questi ultimi, l’incontro del
18/02/1983 al Madison, disputato assieme ad Andre The Giant e chiuso
da Jimmy con un Superfly Splash partendo dalle spalle del gigante
francese.
Altre vittorie di
enorme prestigio arrivarono in singolo contro “Superstar” Billy
Graham, Mr. Fuji, Big John Studd e Ivan Koloff; ma a partire
dall’estate dell’83 l’obiettivo più importante di Snuka divenne il
titolo intercontinentale, detenuto dal possente Don Muraco, altro
“cliente” di Lou Albano.
I due furono
opposti in molteplici scontri, nei quali Muraco riuscì sempre a
conservare la cintura in modo sporco, facendosi squalificare o
contare fuori; fu così che lo scontro del 17 ottobre 1983 al Madison
Square Garden fu uno “Steel Cage Match”.
L’incontro venne
letteralmente dominato da Snuka, ma ancora una volta il lottatore
delle Figi fu bersagliato dalla sfortuna: una sua violenta testata
infatti spedì Muraco fuori dalla porta della gabbia, decretandolo
dunque vincitore.
Jimmy però non si
diede per vinto e regalò al pubblico del Madison il più spettacolare
“post match” che la storia ricordi: trascinò Muraco sul ring, si
arrampicò in cima alla gabbia e, da lassù, salutò il pubblico con il
suo classico gesto (pollice, indice e mignolo alzati, mimando le
iniziali di “I Love You”); un attimo dopo l’angelo delle Figi
atterrava, oltre quattro metri più in basso, sul corpo di Muraco. Il
Superfly Splash dalla cima della gabbia, lo spot fallito che un anno
prima gli era costato il tetto del mondo del wrestling, questa volta
aveva fatto centro: stavolta non c’era nessun titolo da guadagnare,
soltanto l’entusiasmo incredibile della folla del Madison, che gli
tributò un’ovazione oceanica.
Un altro momento
destinato a rimanere scolpito nella leggenda; è noto l’aneddoto
secondo cui il giovane Mick Foley fosse tra gli spettatori di quel
match e che quindi la prodezza di Snuka abbia costituito
l’ispirazione fondamentale per avviare la carriera della futura
“Hardcore Legend”.
La famosa faida con Piper:
Tra la fine
dell’83 e l’inizio dell’84, il lottatore delle Figi fu impegnato in
alcuni scontri, per lo più vittoriosi, contro Sgt. Slaughter e poi
in vari match di coppia contro Adrian Adonis & Dick Murdoch, avendo
come partner ora Andre The Giant, ora Tito Santana.
Nel giugno
dell’84 uno dei segmenti più celebri nella storia del wrestling
dette origine ad un’altra grandissima rivalità: quella con “Rowdy”
Roddy Piper. Snuka infatti fu ospite del “Piper’s Pit”, il “talk
show” condotto dal terribile scozzese, che non perse l’occasione per
lanciarsi in insulti contro Snuka e le sue origine isolane.
Quando dalle
parole si passò alle vie di fatto, Piper spaccò una noce di cocco
sulla testa di Snuka, siglando un momento indimenticabile nella
storia della WWF, un autentico capolavoro dello sport-entertainment.
Il funambolico
isolano riportò una concussione ed ovviamente quell’episodio fu
l’inizio di una sanguinosa guerra senza esclusione di colpi tra lui
e Piper, che nei mesi seguenti si affrontarono a più riprese: da
segnalare la vittoria di Jimmy in un “Fijian Strap Match” il
20/07/1984 a Philadelphia, oltre a vari altri scontri degenerati in
autentiche risse e conclusi con verdetti di squalifica o conteggio
fuori per l’uno o per l’altro.
Il punto di
svolta del “feud” andò in scena il 25/08/1984 al Madison Square
Garden, quando Piper ottenne una vittoria per conteggio fuori dal
ring, avendo gettato Snuka oltre le corde durante un tentativo di
Cross Body. Snuka urtò duramente il bordo del ring con la schiena e
alla fine del match Piper infierì su di lui con tre sediate alla
base del collo.
Questi brutali
colpi causarono a Snuka un grave infortunio al collo, che lo
costrinse ad uno stop di alcuni mesi. In ottobre la faida venne
riaccesa dall’arrivo di Tonga Kid, cugino, secondo le “storyline”,
di Jimmy, che sfidò Piper per vendicarsi di quanto occorso al suo
parente. Il ritorno di Snuka avvenne il 10/11/1984, quando soccorse
il “cugino” da un’interferenza dello scozzese.
Fu così che si
disputarono vari match che opposero la fazione di Jimmy Snuka e
Tonga Kid a quella di Piper, Paul Orndorff e “Cowboy” Bob Orton; per
la maggior parte, si trattò di autentiche risse terminate con
interferenze esterne. Da ricordare il match di coppia del 28/12/1984
al Madison, che vide Snuka & Tonga Kid opposti a Piper & Orton e
terminò in doppia squalifica.
Nel gennaio
dell’85 Tonga Kid sparì pian piano dalle scene e così Snuka continuò
il “feud” trovandosi nuovi occasionali alleati, ad esempio Tony
Atlas e Junkyard Dog; proprio quest’ultimo fu compagno di Jimmy nel
“Texas Tornado Match” del 21/01/1985 al Madison Square Garden, che
vide la vittoria scorretta di Piper & Orton.
Un mese dopo,
all’evento “War To Settle The Score”, Jimmy si prese una bella
rivincita, battendo Bob Orton in un match singolo. Nelle settimane
seguenti ripresero i vari scontri con Piper, senza che emergesse mai
un chiaro vincitore, e nel frattempo lo scozzese ed i suoi alleati
erano entrati in conflitto anche con il campione del mondo Hulk
Hogan.
Fu così che nella
prima edizione di Wrestlemania (New York, 31/03/1985) Jimmy fu
all’angolo di Hulk Hogan & Mr. T nell’incontro di coppia che li
vedeva opposti a Roddy Piper & Paul Orndorff, sostenuti da Bob
Orton. La vittoria andò al team dei “face” e fu il sostanziale
epilogo della grandiosa faida tra Snuka e Piper, anche se nei mesi
seguenti i due si affrontarono in altri incontri singoli dai vari
esiti (squalifiche e count out) e in incontri di coppia che spesso
videro coinvolti anche Hogan, Muraco, Orndorff e Orton.
A questo punto
Snuka stabilì una promettente alleanza con un altro talento
straordinario di origini isolane, Ricky Steamboat: la “South Pacific
Connection” formata da questi due fenomeni si impose subito come una
coppia spettacolare e dalle grandi prospettive, andando anche vicina
alla conquista dei titoli di coppia contro Iron Sheik & Nikolay
Volkoff.
Purtroppo
quest’avventura si interruppe bruscamente, a causa dei problemi
sorti da tempo fra Snuka e la WWF: nonostante le sue straordinarie
prestazioni ed il grande successo con il pubblico, infatti, Jimmy
non aveva conquistato nemmeno un titolo in tre anni nella
federazione di Stamford e questo per lui era motivo di grande
frustrazione.
Per questo, nella
primavera dell’85, Snuka lasciò la compagnia in cui era diventato
una star di livello mondiale, tentando altre strade.
Nella AWA:
Snuka si trasferì
a Nord, nella AWA, federazione che negli anni precedenti aveva
vissuto momenti gloriosi ma che stava per venire sopraffatta
dall’ascesa di WWF e WCW.
La sua prima
apparizione importante avvenne all’evento Wrestlerock (20/04/1986)
quando lui e Greg Gagne sconfissero Nord The Barbarian & Bruiser
Brody in un cruento “Cage Match”.
Un paio di mesi
dopo Snuka si trasferì in Giappone, per partecipare al torneo della
NJPW che assegnava il titolo mondiale IWGP, senza però riuscire ad
emergere dal girone eliminatorio.
Nei mesi
seguenti, Jimmy fu coinvolto in un’aspra rivalità contro Colonel
DeBeers, sudafricano razzista che lo disprezzava a causa del colore
della sua pelle (ebbene sì, gli “angle” discutibili non li ha
inventati McMahon…) e che giunse ad infortunare seriamente Snuka
con un Piledriver sul pavimento dell’arena.
I tanti scontri
con DeBeers videro comunque Jimmy uscire il più delle volte
vincitore.
L’ultimo evento
importante della AWA a cui Jimmy partecipò fu Superclash II
(02/05/1987), in cui lui e Russ Francis sconfissero The Terrorist
(Brian Knobbs) & The Mercenary (Ron Fuller).
Il ritorno in WWF:
Dopo un paio
d’anni passati lontano dalle scene del wrestling, l’ormai
quarantacinquenne “Superfly” stipulò un nuovo accordo con la WWF nel
1989. Il suo ritorno venne largamente pubblicizzato nel marzo
dell’89 ed avvenne di fatto a Wrestlemania V (02/04/1989), quando
Snuka partecipò per salutare il pubblico.
Questa seconda
avventura in WWF mostrò uno Snuka decisamente diverso: dal
combattente determinato che era stato in precedenza, Jimmy si
trasformò in un personaggio dai lati “comedy” molto più accentuati:
cominciò ad esibirsi in “promo” ed interviste dai toni decisamente
visionari, infarciti di urla selvagge. Ad ogni modo restava un
degnissimo ed efficace “midcarder”, sempre molto acclamato dai fans,
ma la gloria degli anni passati non sarebbe più stata raggiunta.
Nei primi mesi
dal suo ritorno Jimmy collezionò comunque una bella serie di
vittorie, fra cui quelle su Boris Zhukov e Greg Valentine in due
successive edizioni di Saturday Night Main Event fra giugno e luglio
dell’89; nel frattempo, durante un’edizione del Brother Love Show,
Snuka era stato attaccato da Honky Tonk Man, che lo aveva colpito
con la sua chitarra.
Per tutta
l’estate i due furono dunque avversari in numerosi match, sia
televisivi che di “house show”, con Snuka più o meno sempre
vincente. A Summerslam (28/08/1989) Jimmy patì una sconfitta per
conteggio fuori contro Ted DiBiase, a causa della distrazione
procuratagli da Virgil, guardia del corpo di quest’ultimo; Snuka
comunque si consolò nel post-match rifilando a Virgil il suo
Superfly Splash.
Un mese dopo, in
un’altra edizione di Saturday Night Main Event, Jimmy raccolse una
sconfitta scorretta contro un avversario di grande calibro, “Macho
Man” Randy Savage; decisive furono le interferenze della manageressa
di quest’ultimo, Sensational Sherry.
Tra le tante
vittorie nella faida a senso unico contro Honky Tonk Man è doveroso
segnalare quella del 30/09/1989, nell’incontro che segnò il ritorno
di “Superfly” nella “sua” arena, il Madison Square Garden: erano
passati quattro anni e mezzo dalla prima Wrestlemania. Due
settimane dopo, Jimmy partecipò all’edizione 1989 del torneo King Of
The Ring: sconfisse prima Haku e poi The Barbarian, arrivando in
semifinale, dove però venne superato da Rick Martel (per la cronaca,
battuto in finale da Tito Santana).
Nelle settimane
successive iniziò la rivalità tra Jimmy ed una stella nascente, Mr.
Perfect: si trattava di un lottatore in ascesa, che ottenne contro
“Superfly” le vittorie necessarie al lancio fra i grandi nomi della
federazione. Ad ogni modo lo spettacolo che questi due maestri del
ring offrirono in questi mesi deliziò le arene di tutta America.
Survivor Series
(23/11/1989) vide Jimmy incluso nella squadra di Roddy Piper e dei
Bushwackers, opposti a Mr. Perfect, Rick Rude e ai Rougeau Brothers;
gli ultimi a rimanere sul ring furono proprio Snuka e Perfect, con
quest’ultimo che ottenne la vittoria con il suo Perfect Plex.
Seguirono mesi di
scontri avulsi da particolari “storyline”, con vittorie su avversari
di basso calibro, ed una discreta partecipazione alla Royal Rumble
del ’90, quando entrò con il n°17 e restò sul ring per sedici
minuti, prima di venire eliminato da Hulk Hogan.
A Wrestlemania VI
(01/04/1990) “Superfly” rimediò una triste sconfitta in meno di
quattro minuti contro Rick Rude, altro avversario da lanciare
nell’orbita del titolo mondiale.
Per tutto il
resto dell’anno le apparizioni televisive di Snuka lo videro battere
quasi soltanto “jobbers” professionisti, al di là di un paio di
match vinti per squalifica contro Haku e Dino Bravo; a Survivor
Series ’90 (22/11) la squadra di Snuka, Jake Roberts e i Rockers
(Shawn Michaels & Marty Jannetty) andò incontro ad un autentico
disastro, venendo completamente surclassata dai loro avversari: Rick
Martel, The Warlord e Power & Glory (Hercules & Paul Roma).
Nei mesi seguenti
il trend di incontri poco significativi continuò, al di là di una
vittoria per squalifica su Warlord al Madison il 28/12/1990; d’altra
parte lo stesso Warlord fu vittorioso su “Superfly” in vari “house
show”, confermando che ormai il ruolo del vecchio campione era
semplicemente quello di test per le star in ascesa.
Questo status fu
ulteriormente confermato qualche mese dopo: infatti, dopo un’anonima
partecipazione alla Rumble del ’91, Jimmy ebbe “l’onore” di essere
la prima vittima di Undertaker a Wrestlemania, nel corso della
settima edizione dello “Showcase Of Immortals” (24/03/1991).
Anche il 1991
continuò sulla falsariga dell’anno precedente: le apparizioni di
Jimmy erano sempre più rare e completamente avulse da qualunque
“storyline”; all’inizio del ’92, una nuova partecipazione di
contorno alla Royal Rumble ed un paio di sconfitte contro il giovane
Shawn Michaels furono il commiato di Jimmy alla compagnia.
Negli anni
seguenti Snuka avrebbe fatto qualche altra apparizione isolata nella
WWF ma la sua attività principale fu rivolta altrove, ad una nuova
realtà: la ECW.
Fine carriera nella ECW:
Jimmy Snuka
dunque approdò in questa neonata federazione di Philadelphia, la
Eastern Championship Wrestling, una compagnia che all’inizio puntava
soprattutto sulle apparizioni di vecchie glorie e su un piccolo
nucleo di giovani.
Col passare
del tempo però si sarebbe imposto uno stile violento e
spregiudicato, che avrebbe fatto della ECW (ribattezzata “Extreme”,
e non più Eastern), la federazione-simbolo del cambiamento di rotta
del wrestling negli anni ’90.
Nessuno meglio di
Jimmy Snuka, pioniere delle “hardcore flying moves”, poteva dare
inizio all’epopea della ECW: ed infatti, il 25 marzo 1992, Jimmy si
laureò primo campione assoluto della federazione di Philadelphia,
sconfiggendo Sal Bellomo dopo essersi qualificato per l’incontro
vincendo una “Battle Royal”. Il suo regno durò appena ventiquattro
ore, poiché il giorno dopo venne battuto da Johnny Hot Body.
Snuka riconquistò
il titolo prendendosi la rivincita su Hot Body il 14 luglio; a
questo punto tornò in auge il leggendario “feud” contro Don Muraco,
che divenne il suo principale sfidante e riuscì a strappargli la
cintura il 30/09/1992.
Jimmy si rifece
comunque alcuni mesi dopo, il 12 marzo 1993, quando partecipò al
torneo con in palio il vacante ECW Television Title: “Superfly”
sconfisse in successione Larry Winters, Tommy Cairo ed in finale
Glen Osbourne, per aggiungere anche questa cintura al suo palmarés.
Nei mesi seguenti
“Superfly” difese il titolo in appassionanti battaglie contro altri
grandi veterani del ring: da segnalare la sconfitta per squalifica
(quindi con mantenimento del titolo) contro Road Warrior Hawk il
14/05/1993 e poi il no contest ottenuto il giorno dopo contro Terry
Funk.
Il 23/05/1993
Snuka apparve anche nella WCW, al ppv Slamboree, quando lui, Don
Muraco e Dick Murdoch affrontarono Wahoo McDaniel, Jim Brunzell e
Blackjack Mulligan e l’incontro terminò in no contest.
Un mese dopo
Jimmy difese vittoriosamente il titolo contro Tommy Cairo e poi in
agosto fece lo stesso, prima perdendo soltanto per squalifica contro
Stan Hansen e poi sconfiggendo Metal Maniac.
Dopo oltre sei
mesi, il suo regno da campione TV si concluse il 1°ottobre 1993,
quando fu sconfitto da Terry Funk in uno “Steel Cage Match”.
Nei mesi
seguenti, Jimmy fu impegnato in un brutale “feud” contro un nuovo
arrivato che sarebbe divenuto un simbolo della ECW: Tommy Dreamer.
Su di lui, “Superfly” ebbe la meglio il 05/02/1994 nell’evento “The
Night The Line Was Crossed”, ma Dreamer si prese la rivincita
battendolo un mese dopo alla ECW Arena.
Il vecchio Snuka
comunque tornò alla vittoria il 27 marzo, in uno “Steel Cage Match”
ad Ultimate Jeopardy.
Seguì un’altra
vittoria di prestigio, contro Kevin Sullivan nello show When Worlds
Collide (14/05/1994) ed infine un’affermazione in coppia con The
Tazmaniac sui Pittbulls ad Hardcore Heaven (13/08/1994).
Il ritiro:
A questo punto,
il cinquantunenne Snuka smise di essere un lottatore a tempo pieno:
negli anni successivi, il grande campione non ha comunque disdegnato
di tornare occasionalmente a calcare il ring e di partecipare a show
di grande portata.
Un primo ritorno
“one night only” si ebbe a WWF Survivor Series il 17/11/1996,
tenutasi (ovviamente!) al Madison Square Garden, quando apparve come
compagno a sorpresa della squadra di Yokozuna, Savio Vega e Flash
Funk, che erano opposti a Faarooq, Vader e ai “falsi” Diesel e Razor
Ramon. Il pubblico esplose quando Snuka si prodigò nel suo Superfly
Splash, riuscendo ad eliminare Ramon; in seguito il match si
trasformò in una rissa e fu decretato il no contest.
All’inizio del
2000, Jimmy riapparve anche in uno show della WCW, come avversario
di Jeff Jarrett in uno “Steel Cage Match”; “Superfly” ovviamente
uscì sconfitto dal confronto, ma si tolse comunque la soddisfazione
di eseguire ancora una volta il suo Superfly Splash dalla cima della
gabbia su Jarrett.
Negli anni
seguenti, Jimmy ha combattuto vari incontri per un gran numero di
federazioni indipendenti ed è riapparso più volte in show della WWE:
a tal proposito ricordiamo un breve “cammeo” nella faida tra Roddy
Piper e Rikishi a Smackdown! nella primavera del 2003 (quando venne
riproposto il leggendario episodio della noce di cocco) e poi un
divertente segmento a Raw con The Rock all’inizio del 2004.
Il 07/11/2004
Jimmy ha partecipato al ppv Victory Road della NWA/TNA, durante il
quale è avvenuta, per così dire, una storica “riconciliazione” con
Roddy Piper: lo scozzese lo volle come ospite del suo “talk show” e
lo invitò a colpirlo con una noce di cocco, ma Snuka si rifiutò di
farlo, accettando le sue scuse. In seguito i due respinsero
validamente l’attacco di Kid Kash e di Dallas.
Le apparizioni
saltuarie in federazioni indipendenti sono continuate anche nel
2005; fra queste sottolineiamo la partecipazione al grande evento
Wrestlereunion (Tampa, 29/01/2005), in cui Snuka, Piper e Jimmy
Valiant ebbero la meglio su Col. DeBeers, Buddy Rose e Bob Orton.
Il 3 ottobre 2005
Jimmy Snuka è stato una delle tante leggende del ring che hanno
partecipato allo show Raw Homecoming (che celebrava il ritorno di
WWE Raw sull’emittente USA Network): in quell’occasione, Jimmy si è
anche esibito in un Superfly Splash ai danni di Rob Conway.
Il 1° novembre
2005, in occasione del ppv WWE Taboo Tuesday, lo stesso Rob Conway e
Tyson Tomko avrebbero dovuto affrontare Eugene ed un compagno, che i
fans potevano scegliere votando in rete fra Snuka, Jim Duggan e
Kamala; il vincitore del sondaggio è risultato proprio “Superfly”,
che nel corso dell’evento ha anche portato a casa il match, con un
altro Superfly Splash ai danni di Conway.
Aggiornata in data 23/11/2005
Michele Di
Francesco
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