HULK HOGAN 

 

Vero nome: Terrence Gene Bollea

Data di nascita: 11 agosto 1953

Altezza: 203 cm

Peso: 125 kg

Titoli vinti: NWA South Eastern Heavyweight title, MSG Annual Tag Team Tournament (2 volte), AWA World Title (2 volte), IWGP Title, WWF / WWE World Title (6 volte), WCW World Title (6 Volte +  il contestato titolo di Bash at the Beach 2000),  WWE Tag Team Title (insieme a Edge).

Entrance themes: Eye of the Tiger, Real American (WWF/WWE theme: la migliore entrance theme che abbia mai accompagnato un wrestler), American Made (WCW theme), Voodoo Child (WWF / WWE theme, by Hendrix).

Posizioni nella PWI 500: 1991: 1*, 1992: 12*, 1993: 17*, 1994: 2*, 1995: 6*, 1996: 8*, 1997: 57*, 1998: 11*, 1999: 44*, 2000: 59*, 2001: N.C. (ha disputato solo un match), 2002: 19*, 2003: N.C. (ha disputato solo 5 match).

Incontri migliori: Hulk Hogan vs Andrè the Giant (WM 3); Hulk Hogan vs Ultimate Warrior (WM 6), Hollywood Hulk Hogan vs The Rock (WM 18).

Incontri peggiori: Hollywood Hogan vs Warrior (Halloween Havoc 98), Hulk Hogan vs Yokozuna (King of the Ring 93), Mr America vs Roddy Piper (Judgment Day 2003).

Finisher: Sterling Squeeze Bearhug (NWA), Running Leg Drop noto anche come “Leg Drop of Doom” (WWF/WWE, WCW), Axe Bomber (NJPW).

Gimmicks: Super Destroyer, Terry Boulder, Sterling Golden, Hulk Hogan, Hollywood Hogan, Hollywood Hulk Hogan, Mr. America.

Stile e mosse preferite:  Lo stile di Hogan si basa prevalentemente su combinazioni di pugni, chop, calci e gomitate che alterna  alle celebri “prove di forza”, qualche suplex, frequenti clotheslines, piledriver  (indimenticabile quello tentato su Andrè the Giant fuori dal ring a WM 3), rarissimi Gorilla Press Slam (su avversari o manager di stazza non elevata) oltre ai tradizionali Scoop Slam, Headlock, Elbow Drop, Russian Leg Sweep e alla mitica combinazione Big Boot + Running Leg Drop. Hulk non disdegna nemmeno le prese di sottomissione (usate più che altro in Giappone) oltre a qualche sorpresa come la Diamond Cutter (!) eseguita su Triple H a Backlash 2002 o il Superplex ai danni di Undertaker sfoderato un mese dopo a Judgment Day.

Catch phrase: “Whatcha gonna do brother, when Hulkamania runs wild on you?"

Riconoscimenti PWI:

- 1980 Most Hated Wrestler  (3° classificato)
- 1980 Match of the Year (1° classificato: Hogan vs. Andre the Giant)
- 1982 Most Popular Wrestler(2° classificato)
- 1982 Wrestler of the Year (2° classificato)
- 1983 Most Inspirational Wrestler
- 1984 Most Popular Wrestler (1° classificato)
- 1984 Match of the Year (2° classificato)
- 1984 Wrestler of the Year (1° classificato)
- 1985 Most Popular Wrestler
- 1985 Match of the Year (Hogan & Mr. T vs. Roddy Piper & Paul Orndorff)
- 1985 Wrestler of the Year (1° classificato)
- 1986 Most Popular Wrestler (1° classificato)
- 1986 Feud of the Year (Hogan vs. Paul Orndorff)
- 1986 Match of the Year (3° classificato: Hogan vs. Paul Orndorff)
- 1986 Wrestler of the Year (1° classificato)
- 1987 Most Popular Wrestler (1° classificato)
- 1987 Match of the Year (2° classificato: Hogan vs. Andre the Giant)
- 1987 Wrestler of the Year
- 1988 Most Popular Wrestler (1° classificato)
- 1988 Feud of the Year (3° classificato: Hogan & Randy Savage vs. Ted DiBiase & Andre the Giant)
- 1988 Match of the Year (Hogan vs. Andre the Giant)
- 1989 Most Popular Wrestler
- 1989 Feud of the Year (1° classificato: Hogan vs. Randy Savage)
- 1989 Match of the Year (1° classificato: Hogan vs. Randy Savage)
- 1989 Wrestler of the Year (1° classificato)
- 1990 Most Inspirational Wrestler (1° classificato)
- 1990 Most Popular Wrestler
- 1990 Feud of the Year (1° classificato: Hogan vs. Earthquake)
- 1990 Match of the Year (3° classificato: Royal Rumble)
- 1990 Match of the Year (3° classificato: Hogan vs. Earthquake)
- 1990 Match of the Year (Hogan vs. the Ultimate Warrior)
- 1990 Wrestler of the Year (2° classificato)
- 1991 Most Popular Wrestler (1° classificato)
- 1991 Feud of the Year (1° classificato: Hogan vs. Sgt. Slaughter)
- 1991 Wrestler of the Year
- 1992 Match of the Year (2° classificato: Royal Rumble)
- 1994 Comeback of the Year
- 1994 Most Popular Wrestler (3° classificato)
- 1994 Feud of the Year (1° classificato: Hogan vs. Ric Flair)
- 1994 Match of the Year (2° classificato: Hogan vs. Ric Flair)
- 1994 Wrestler of the Year
- 1995 Most Popular Wrestler (3° classificato)
- 1995 Wrestler of the Year (3° classificato)
- 1996 Most Hated Wrestler
- 1996 Wrestling Observer Hall of Fame Inductee
- 1997 Most Hated Wrestler (1° classificato)
- 1997 Feud of the Year (2° classificato: Hollywood Hogan vs. Roddy Piper)
- 1998 Most Hated Wrestler
- 1998 Feud of the Year (1° classificato: NWO Hollywood vs. NWO Wolfpac)
- 1998 Match of the Year (2° classificato: Hollywood Hogan vs. Bill Goldberg)
- 1999 Most Inspirational Wrestler
- 1999 Feud of the Year (3° classificato: Hogan vs. Ric Flair)
- 2002 Match of the Year (Hogan vs. the Rock)
- 2002 Most Popular Wrestler (1° classificato)
- 2002 Most Inspirational Wrestler (1° classificato)
- 2002 Comeback of the Year

 

Regni da campione (U.S.A.):

 

- NWA South Eastern Heavyweight Champion (12/79 - 1/80)
- AWA World Heavyweight Champion (18/04/82 - 24/04/82)
- AWA World Heavyweight Champion(2) (24/04/83 - 24/04/83)

- WWF World Heavyweight Champion (23/1/84 - 5/2/88)
- WWF World Heavyweight Champion(2) (2/4/89 - 1/4/90)
- WWF World Heavyweight Champion(3) (24/3/91 - 27/11/91)
- WWF World Heavyweight Champion(4) (3/12/91 - 4/12/91)
- WWF World Heavyweight Champion(5) (4/4/93 - 13/6/93)
- WCW World Heavyweight Champion (17/7/94 - 29/10/95)
- WCW World Heavyweight Champion(2) (10/8/96 - 4/8/97)
- WCW World Heavyweight Champion(3) (9/8/97 - 28/12/97)
- WCW World Heavyweight Champion(4) (20/4/98 - 6/7/98)
- WCW World Heavyweight Champion(5) (4/1/98 - 14/3/99)
- WCW World Heavyweight Champion(6) (12/7/99 - 12/9/99)
- WWF World Heavyweight Champion(6) (21/4/02 - 19/5/02)
- WWE World Tag-Team Champion w/ Edge (4/7/02 - 21/7/02)

Questa biografia è dedicata al più grande wrestler di tutti i tempi, al mio eroe dell’infanzia, ad un’icona che è già entrata nella leggenda…

 

(un ringraziamento speciale a “Titan Morgan” Manuele Poli per i preziosi consigli)

 

CAPITOLO I: I PRIMI PASSI VERSO LA LEGGENDA

   

Terrence Gene Bollea nasce ad Augusta in Georgia l’ 11 agosto 1953. Di corporatura robusta fin da tenera età, il giovane Terry comincia a praticare seriamente il bodybuilding nel 1967 in una palestra di Tampa in Florida, portando contemporaneamente avanti i suoi studi di amministrazione aziendale e la passione per la musica alla University of South Florida.

Sembra che il primo ad accorgersi del suo potenziale sia stato Jack Brisco, colpito dalla mole di quel ragazzone biondo che  stava suonando in un locale insieme ad alcuni amici: Brisco gli offre subito  la possibilità di sfondare nel mondo del wrestling professionistico e poco tempo dopo il futuro Hulk Hogan viene presentato al severissimo trainer Hiro Matsuda (famoso per aver già “formato” talenti del calibro di Paul Orndorff e Tito Santana). Durante una sessione di allenamento, Matsuda infortuna Terry al ginocchio (gira voce che Matsuda fosse solito far male agli aspiranti wrestlers nelle lezioni iniziali in modo da scoraggiarli e farne quindi una prima selezione) che così decide di lasciar perdere e di cercare fortuna dedicandosi, tra le atre cose, a suonare in un gruppo ( “the Gentrics”, ma il nome è incompleto).

Successivamente Terry tenta di riavvicinarsi al mondo del wrestling e, nell’estate del 1978, Rip Tayler lo fa debuttare nella Southeast Championship Wrestling (raggruppamento della Florida) nei panni di “Super Destroyer”: nel suo primo incontro pareggia con Brian Blair dimostrandosi più che all’altezza del suo avversario e ben presto il pubblico inizia a chiamarlo “The Wrestling Hulk”. In seguito aiuta Ox Baker e il manager Billy Spears a sconfiggere Leon “Tarzan” Baxter diventando un “cattivo” a tutti gli effetti,  mentre nel settembre dello stesso anno ha il suo primo faccia a faccia con Andrè the Giant in un arm wrestling match (una sfida a braccio di ferro): la contesa termina quando Destroyer colpisce il gigante francese prima con una gomitata e poi con il tavolo usato per il confronto.

    

Per tutto il 1978 continua a lavorare con la SCW con il nome di Terry Boulder (identità successiva a quella di Super Destroyer) disputando anche alcuni match in Alabama. In questo periodo forma il tag team “The Boulders Brothers” insieme a Ed Leslie (alias Brutus the Barber Beefcake).

All’inizio del 1979 passa dalla parte dei “buoni” grazie a un segmento che coinvolge Ox Baker, Ron Fuller e il campione NWA Harley Race. Baker e Boulder avevano già avuto delle discussioni in diversi tag team match e così, quando Fuller interferisce in un match di Baker prendendosi un Heartpunch (la tremenda mossa di Baker capace addirittura di “uccidere” l’avversario), Terry interviene per salvare l’aggressore, se lo carica sulle spalle e lo porta nel backstage. Quella stessa sera, Fuller era stato scelto per affrontare Harley Race ma non essendo in grado di lottare viene sostituito da Boulder che vince il match per squalifica grazie all’interferenza di Baker: sfortunatamente il titolo rimane nelle mani di Race.

Tra il febbraio e il marzo del 1979, sconfigge Baker diventando il South Eastern Champion riconosciuto in Alabama. A giugno, al culmine della rivalità contro Austin Idol, perde il titolo per via di un imbroglio orchestrato dal suo avversario. A luglio, durante il suo secondo title match contro Harley Race, viene accecato da Idol con il flash di una macchina fotografica e il campione in carica ne approfitta per chiudere l’incontro in suo favore: il testa a testa con Idol si protrae per altri due mesi durante i quali Boulder subisce un infortunio a una gamba.

Sempre nel 1979, Race e Idol decidono che Terry è pronto per il grande salto di qualità e lo portano a lottare nell’NWA in Georgia, dove debutta con il nome di Sterling Golden: inizialmente disputa degli handicap match in cui sfodera una devastante finisher nota come “ Sterling Squeeze Bearhug” e in seguito si trova impegnato in un’importante feudo contro “Mr USA” Tony Atlas. Purtroppo, nonostante il suo ruolo di cattivo sia stato ben costruito ( Sterling offre 10.000$ a chiunque sia in grado di liberarsi dalla sua Squeeze), Terry non riesce ad imporsi come vorrebbe.

Le cose cominciano ad andare decisamente meglio quando torna nella SCW (come Sterling Golden), e sconfigge Bob Roop conquistando il South Eastern Title, questa volta riconosciuto ufficialmente: i suoi successi attirano infatti l’attenzione del proprietario della WWWF Vince Mcmahon Senior, che in quel periodo era alla ricerca di wrestlers simili per stazza e movenze a Billy Graham o a Jessy Ventura. Terry accetta l’offerta (su consiglio dell’amico Terry Funk) e Vince gli propone il nome “Hogan” che, unito al soprannome “Hulk” tanto caro ai fans, diventa ovviamente  “Hulk Hogan”. Verso la fine del dicembre 1979, Hogan debutta nella WWWF sconfiggendo facilmente Ted DiBiase nel suo primo match al Madison Square Garden di New York.

Alla SCW non sono però molto contenti di quanto Terry sta facendo alla WWWF e nel gennaio del 1980 lo costringono a perdere il titolo contro Bob Armastrong: la sconfitta segna la fine di Sterling Golden e dei rapporti con la federazione.

Intanto la WWWF affianca ad Hogan il leggendario Freddie Blassie come manager e lo tiene per un paio di mesi al vertice concedendogli una sfida valida per il titolo contro Bob Backlund vinta però solo per countout: ma i fans hanno già iniziato a tifare per lui piuttosto che per Graham e Ventura.

Alla fine del 1980 collabora con la NJPW e  partecipa anche al Madison Square Garden Tag League (21/10/80-10/12/80): in coppia con Stan Hansen raggiunge la finale del torneo dove perde contro Antonio Hinoki e Bob Backlund.

    

Tornato dal Giappone, viene contattato da Stallone per girare a Los Angeles alcune scene di “Rocky III” (in cui interpreta il celebre ruolo di “Thunderlips”, un wrestler affrontato per beneficenza da Rocky all’ inizio della pellicola) in dei giorni che coincidono con una show della WWWF a Charlotte. McMahon minaccia di licenziarlo in caso di assenza ma Hulk ignora le sue parole e sceglie di andare sul set di Rocky III: conclusi gli impegni cinematografici si reca a Minneapolis e firma subito un contratto con l’AWA (American Wrestling Association)  di Verne Gagne che lo fa debuttare nel 1981, ancora in un ruolo da cattivo, contro Sonny Roger.

All’inizio del 1982, Rocky III esce in tutte le sale cinematografiche degli Stati Uniti e la fama di Hogan cresce a tal punto che Gagne decide di fare di lui l’eroe della federazione: il tutto avviene in occasione di un match contro Harley Race dove Hulk evita incredibilmente la finisher dell’avversario (Top Rope Head Butt) e si aggiudica il match passando dalle parte dei buoni.

Osannato dal pubblico, vince in seguito una battle royal guadagnandosi il diritto di sfidare il campione in carica Bob Bockwinckel. Il 18 aprile 1982, nel corso del match valido per il titolo, Hogan schiena una prima volta Bockwinckel ma è trascinato via da Bobby Heenan che getta poco dopo un corpo contundente sul ring: Hulk riesce a prenderlo prima di Bockwinkel e a colpirlo ottenendo così lo schienamento vincente. Purtroppo il suo regno da campione AWA dura pochissimo perché la cintura, a causa del finale poco pulito del match, gli viene tolta 6 giorni dopo dal presidente Stanley Blackburn e riassegnata  a Bockwinkel.

    

Il 24 aprile 1983, ottiene il rematch contro Bockwinkel e riconquista l’AWA World Title: Blackburn però sale sul ring e gli strappa la cintura di mano riconsegnandola per la seconda volta allo sconfitto tra le proteste dei fans. Le due cinture vinte nell’AWA e poi assurdamente tolte per volere di Verne Gagne (che per una serie di motivi personali ed economici non voleva Hulk campione) verranno ufficialmente riconosciute a Hogan solo nel 2005.

Sempre nel 1983 torna nella NJPW e partecipa alla prima edizione annuale del IWGP (International Grand Prix Wrestling) 10 men round-robin Tournament a cui prendono parte due lottatori per ognuna delle cinque diverse parti del mondo (Hulk rappresenta gli Stati Uniti insieme a Big John Studd): Hogan pareggia con Antonio Inoki, sconfigge Killer Khan, sconfigge Big John Studd, pareggia con Andrè the Giant, vince per countout contro Rusher Kimura, sconfigge Canek, Enrique Vera, Otto Wanz e Akira Maeda. Sia Hulk che Inoki totalizzano in totale 37 punti e Il 2 giugno si scontrano nella finale del torneo. durante le fasi più concitate del match, Hogan colpisce Inoki con un potentissima clothesline e lo scaraventa fuori dal ring: Inoki batte violentemente la testa sul pavimento e, incapace di risalire sul quadrato, perde per countout nell’incredulità generale (in realtà doveva essere lui ad aggiudicarsi il match) ed è costretto a dire addio al trofeo del torneo e quindi al titolo di campione. Il titolo resta nelle mani di Hogan fino al giugno dell’anno successivo quando viene riconquistato da Inoki.

In tag team con Inoki, Hogan riporta altri due importanti successi: la vittoria del terzo Madison Square Garden Tag League (12/10/82) ottenuta sconfiggendo Killer Khan e Tiger Toguchi nell’ultimo match del torneo e il bis nell’edizione successiva (18/11/83-8/12/83) in cui le due leggende si impongono in finale sulla coppia Adrian Adonis / Dick Murdoch.

 

 

CAPITOLO II: WWF. IL DOMINIO DELL’HULKMANIA (1984-1993).

    

La rapida ascesa di Hogan nel panorama del wrestling professionistico, spinge la WWF ad intavolare delle nuove trattative e il 7 gennaio 1984 Hulk esordisce per la seconda volta nella federazione di Stanford intervenendo a favore di Bob Backlund attaccato scorrettamente dai Samoans.

Il 23 gennaio, vince il suo primo WWF World Title sconfiggendo Iron Sheik al termine del match che segna la nascita dell’ Hulkmania.

Il 31 marzo 1985 partecipa a Wrestlemania I e in coppia con Mr.T trionfa su Paul Orndorff e Roddy Piper. Nei mesi successivi il fenomeno Hulkmania cresce a dismisura grazie alle vittorie su Bob Orton (10/5/85), John Studd (13/8/85) e Nickolai Volkoff (3/10/85). Il 2 novembre, in coppia con Andrè the Giant, sconfigge per squalifica King Kong Bundy e John Studd mentre il 4 gennaio 1986 si impone su Terry Funk.   

Il 7 aprile 1986, con una popolarità ormai alle stelle, affronta King Kong Bundy a Wrestlemania II in un intenso cage match da cui esce vincitore conservando la cintura di campione. In seguito sconfigge Terry e Dory Funk (1/5/86, in coppia con Junkyard Dog), Hercules Hernandez (15/11/86) e Paul Orndorff (3/1/87, steel cage match). Ma la consacrazione definitiva arriva quando Andrè decide di troncare la loro amicizia per sfidarlo in un match valido per il titolo a Wrestlemania III.

    

L’ epico scontro si tiene il 29/3/87 al Pontiac Silverdome davanti a 93.173 persone: la scena iniziale di questa sfida in cui l’ imbattuto gigante francese (peso 234 kg / altezza 223 cm) e l’ American Hero si fissano quasi immobili per degli interminabili secondi è qualcosa destinato a restare impresso per sempre nell’immaginario collettivo. Al termine di un’emozionante battaglia, Hogan riesce ad imporsi sollevando con uno sforzo disumano l’ avversario (!) e a sbatterlo a terra per poi finirlo con il classico Running Leg Drop: come lo stesso Hulk ha dichiarato spesso negli anni successivi (come nel bellissimo video di apertura di WM X-8 in cui lo Scoop Slam su Andrè viene riproposto con tanto di commento da parte di Hogan) quella vittoria ha rappresentato senza ombra di dubbio il momento più importante di tutta la sua carriera.

Da WM III in poi, l’ Hulkmania diventa uno dei simboli del patriottismo americano trasformandosi rapidamente da semplice fenomeno di intrattenimento a strumento di propaganda nemmeno tanto velata (il video di Real American dove Hogan strappa una foto di Gheddafi ne è l’esempio lampante).

A Survivor Series (26/11/87) la squadra composta da Hulk Hogan, Paul Orndorff, Don Muraco, Ken Patera e Bam Bam Bigelow viene sconfitta da Andrè the Giant, One Man Gang, King Kong Bundy, Butch Reed e Rick Rude (Andrè resta solo sul ring mentre Hogan è eliminato per countout).

Il 5 febbraio 1988, Hogan e Andrè si affrontano ancora durante Saturday night Main Event ma in questa occasione Hulk è vittima delle macchinazioni di Ted DiBiase:  ad arbitrare il match è infatti Dave Hebner,  fratello gemello corrotto dell’arbitro  Earl Hebner, che esegue il conteggio di tre sul campione in carica nonostante abbia alzato chiaramente la spalla. Conclusosi il match, Andrè regala la cintura a DiBiase e a nulla serve l’intervento del vero Earl Hebner che tenta di invalidare il risultato dell’incontro: solo in seguito i vertici WWF dichiarano nullo il passaggio del titolo e decidono di rimettere in palio la cintura in un torneo a eliminazione diretta  a WM IV.

Il 27 marzo 1988 si tiene l’attesa quarta edizione di Wrestlemania in cui Hogan e Andrè si trovano di nuovo faccia a faccia ma entrambi sono squalificati ed eliminati dal torneo per una serie di reciproche scorrettezze. Ad aggiudicarsi il torneo è Macho Man Randy Savage, grazie anche ai ripetuti interventi di Hulk: da questa nuova alleanza nascono i Mega Powers, uno dei più celebri tag team nella storia della WWF che a Summerslam (29/8/88) sconfigge la coppia Andrè / Ted Di Biase. Circa un mese prima Hogan (31 luglio) aveva avuto di nuovo la meglio su Andrè in uno steel cage match. 

    

A Survivor Series (24/11/88), i Mega Powers insieme a Koko B. Ware, Hillibilly Jim e Hercules si impongono su Ted di Biase, Big Boss Man, Haku, Akeem e Red Rooster (Hogan e Savage sono gli unici sopravvissuti dell’elimination match). Tuttavia la presenza di miss Elizabeth (manager di Macho) ben presto inizia a pesare fomentando le gelosie di entrambi i wrestlers: la situazione precipita durante un match contro i Twin Powers, in cui Elizabeth viene involontariamente colpita da Macho (sbattuto fuori dal ring da Akeem) e portata subito da Hogan nell’infermeria del backstage. Savage resta da solo sul ring e al ritorno del compagno abbandona a sua volta il quadrato dopo un breve diverbio per andare dalla sua manger. Hogan riesce a chiudere lo stesso l’incontro ma nel backstage si riaccende la discussione con Macho che porta inevitabilmente alla rottura della coppia e alla sfida nell’imminente WM V.

Il 2 aprile 1989 al Trump Plaza di Atlantic City Hogan sconfigge Macho Man nel main event della quinta edizione di Wrestlemania aggiudicandosi così il suo secondo WWF World Title.

Dopo aver avuto ragione di Big Boss Man e Honky Tonk Man (rispettivamente il 21 aprile e il 22 luglio) Hulk affronta, in coppia con l’amico Brutus Beffcake, di nuovo Savage e il suo alleato Zeus a Summerslam (28/8/89) riportando un’altra acclamatissima vittoria.

Il 23 novembre a Survivor Series, insieme a Jake “The Snake” Roberts. Ax e Smash (gli Hulkamaniacs) si impone Ted di Biase, Zeus e the Powers of Pain (Million Dollar Team).

Il 21 gennaio 1990 Hogan, praticamente al top della sua carriera, vince la sua prima Royal Rumbe mandando in delirio l’arena, ma la prima vera sconfitta dell’Hulkmania è ormai prossima: iniziano infatti i primi dissapori con il campione intercontinentale Ultimate Warrior (osannato dai fans e già a fianco di Hogan nel vittorioso tag team match contro Lanny Poffo e Mr Perfect del 3 gennaio), eliminato involontariamente da Hulk durante la Rumble.

    

1 aprile: allo Skydome di Toronto va in scena (davanti a 67678 persone) la sesta storica edizione di Wrestlemania dove Hogan perde con onore contro Warrior in un match di riunificazione delle cinture dicendo addio alla sua imbattibilità: l’abbraccio tra le due icone alla  fine dell’incontro è uno dei momenti più emozionanti nella storia del wrestling.

Il 13 aprile torna in Giappone e a Tokio sconfigge Stan Hansen. Il 27 agosto a Summerslam si scontra con Earthquake (peso: 225kg) per vendicarsi dell’aggressione in cui ha riportato la frattura di 2 costole e vince per countout.

22 novembre, Survivor Series. Hulk disputa due match: nel primo in coppia con Jim Duggan, Big Boss Man e Tugboat sconfigge Earthquake, Haku, Dino Bravo e the Barbarian. Nel secondo incontro insieme a Ultimate Warrior e Tito Santana elimina la squadra composta da Ted di Biase, Rick Martel, Warlord, Hercules e Paul Roma.  

Il 19 gennaio 1991, vince di nuovo la Royal Rumbe aggiudicandosi così una nuova chance per il titolo mondiale detenuto da Sgt. Slaughter. La loro rivalità trova  nella Guerra del Golfo, in pieno svolgimento in quel periodo, un grandioso espediente per catalizzare l’attenzione del pubblico dato che Slaughter si dichiara simpatizzante del regime iracheno.  Il 23 marzo, un Hogan patriottico come non mai, infligge una dura sconfitta a Slaughter nel main event di Wrestlemania VII diventando così campione WWF per la terza volta. Il 30 marzo, nuovamente in Giappone,  in coppia con  Genichiro Tenryu perde per countout contro i Legion of Doom.

A Summerslam (26/8/91) in coppia con Warrior, spazza via Sgt. Slaughter, Col. Mustafa e Gen, Adnan.

Una nuova minaccia per l’Hulkmania si sta però profilando all’orizzonte e risponde al nome di Undertaker: tutto ha inizio con l’aggressione di Hulk da parte del becchino durante un’intervista rilasciata a Paul Bearer (manager storico di Taker) da cui Hogan esce fuori piuttosto malconcio. Il 29 novembre  Hulk affronta Undertaker a Survivor Series ma a causa di un’interferenza di Flair (che prima distrae Hogan e poi posiziona sul quadrato un sedia su cui viene eseguita la Tombstone vincente) perde ingiustamente la cintura di campione, riconquistandola il successivo 3 dicembre nell’evento “Tuesday in Texas”. La conclusione di questo rematch è ancora una volta piuttosto controversa (Hulk acceca Undertaker con le ceneri contenute nell’urna custodita di Bearer) e perciò i vertici della WWF decidono di dichiarare il titolo vacante e di metterlo in palio nella successiva edizione della Royal Rumbe.

Il 12 dicembre Hogan compie una nuova trasferta in Giappone e a Tokio sconfigge Genichiro Tenryu.

    

19 gennaio 1992: al termine della più celebre edizione della Royal Rumbe, Hogan si ritrova sul ring insieme a Flair e Sid Justice ma quest’ultimo lo elimina a sorpresa troncando di fatto la loro alleanza: alla fine è Flair ad avere la meglio e a portarsi a casa il WWF World Title approfittando proprio dell’intervento di Hulk che tenta di vendicarsi tirando giù dal ring Sid. Hogan è successivamente scelto come lo sfidante ufficiale di Flair a Wrestlemania ma rifiuta questa opportunità per pareggiare i conti con il traditore Sid (che dopo la momentanea riappacificazione post Royal Rumbe aveva tradito ancora Hulk lasciandolo da solo in un tag-team match contro Flair e Undertaker).

A Wrestlemania VIII (5/4/1992) Hulk, nel suo presunto ultimo match prima del ritiro, riesce a fatica a tener testa alla devastante potenza di Sid e si aggiudica l’incontro solo grazie alla squalifica dell’avversario determinata dall’inferenza del manager Harvey Wippleman. La mediocrità di questo match è parzialmente salvata dall’inattesa irruzione sul ring del rientrante Warrior, che sopraggiunge  in soccorso di Hogan attaccato  da Sid e da Papa Shango dopo che è già stata decretata la squalifica: tuttavia è ormai chiaro che Hogan non è più quello di un tempo e con questo incontro inizia infatti il definitivo declino dell’Hulkmania.

Il 3 maggio in Giappone sconfigge The Great Muta: in seguito Hulk e Muta si impongono sugli Hellraiser (Hawk e Kensuke Sasaki).

Per quasi un anno Hogan resta lontano dal ring per girare un film e rientra per aiutare l’amico Brutus Beefcake a vendicarsi dell’aggressione subita dai campioni di coppia Ted di Biase e da IRS: i 4 si affrontano a Wrestlemania IX (4/4/1993) in un match valido per il WWF Tag Team Title che Hogan e Brutus perdono per squalifica.

La stessa sera Bret Hart perde il WWF title contro Yokozuna (Bret viene accecato con del sale dal manager Mr Fuji) però all’improvviso Hulk sale sul ring e protesta per il risultato del match. Yokozuna va su tutte le furie e lo sfida subito in un incontro valido per il titolo: le cose non vanno molto bene per il novello campione perché Hulk lo sconfigge in appena 23 secondi conquistando così il suo quinto WWF Title.

Yokozuna ottiene comunque la sua rivincita a King of the Ring (13/6/1993) grazie all’aiuto di un misterioso fotografo (Harvey Wippleman travestito) che lancia una specie di palla di fuoco addosso a Hogan stordendolo: si tratta di uno dei peggiori match mai disputati dall’American Hero e di una delle sue ultime apparizioni nella WWF fino al 2002: il 30 luglio infatti, dopo un altro scontro con Yokozuna vinto per countout (Dortmund, Germania) decide di lasciare la federazione.

 

CAPITOLO III: WCW. L’ALTRA FACCIA DELLA LEGGENDA: HOLLYWOOD HOGAN E L’NWO (1994-2000).

 

All’inizio del 1994 (4 gennaio) Hogan torna in Giappone e riporta una grande vittoria su Tatsumi Fujinami. L’11 giugno firma con la WCW (nuovo nome della storica NWA acquistata da Ted Turner) dopo essersi dedicato per diversi mesi anche alla realizzazione del serial “Thunder in Paradise”.

Il 17 luglio, a Bash at the Beach, sconfigge Ric Flair nel suo match di debutto  conquistando il WCW World Title. In quell’estate, Hulk viene coinvolto nel caso Zahorian e testimonia al processo in cui Vince Mcmahon è accusato di aver costretto i wrestlers della WWF a prendere steroidi da lui stesso venduti: Hogan difende Mcmahon dichiarandolo completamente estraneo alla vicenda e afferma che  erano i wrestlers a procurarsi le sostanze di loro spontanea volontà senza pressioni dall’alto. Purtroppo, nel corso della sua testimonianza, è costretto ad ammettere pubblicamente di aver fatto uso di steroidi fino al 1989.

    

Dopo questi fatti incresciosi affronta di nuovo Flair a Clash of the Champions XVIII (29/9/94) e a Halloween Havoc (23/10/94) conservando la cintura.

A Starcade (27/12/94) si impone su the Butcher (nuova gimmick di Ed Leslie alleatosi con i Dungeon of Doom perché invidioso del successo di Hogan). Nell’edizione di Bash at the Beach dell’anno successivo (16/7/95) se la deve vedere contro Vader in uno steel cage match ma anche in questa occasione Hulk esce vincitore. I due si erano già affrontati in un cage match a Slamboree (25/5/95) rispettivamente in coppia con Flair e Macho Man e gli ex Mega Powers non avevano lasciato speranza agli avversari.  A Clash of the Champions XXXI (4/8/95) Hogan sconfigge Kamala.

Tutto continua a essere facile per lui, l’Hulkmania sembra vivere una seconda giovinezza e solo dopo più di un anno di regno da campione arriva la prima immeritata sconfitta contro The Giant (Paul Wight alias Big Show) a Halloween Havoc (29/10/95): i due si scontrano in un assurdo monster truck match (fortunatamente la pagliacciata su questi enormi mezzi dura pochi minuti e i conducenti passano presto allo scontro fisico vero e proprio) durante il quale Jimmy Hart, manager di Hogan, tradisce il campione e si schiera dalla parte di Giant: la successiva interferenza di Macho Man (che attacca the Giant) costa la squalifica e la perdita del titolo a Hogan per via dell’astuta stipulazione del match voluta da Jimmy Hart.

I dirigenti della WCW decidono comunque di dichiarare il titolo vacante e di rimetterlo in palio a World War 3 (26/11/95) in una battle royal dove si affrontano 60 wrestlers divisi su tre ring: Hogan è eliminato in modo scorretto proprio da the Giant mentre Macho Man conquista il titolo. La resa dei conti definitiva avviene a Superbrawl VI (11/2/96) e Hulk sconfigge finalmente the Giant in uno steel cage match.

Ad ogni modo il pubblico inizia lentamente a stancarsi di Hogan e della sua eterna immagine di eroe senza macchia: gli incontri che disputa non suscitano l’interesse di una volta e sempre più spesso sono accompagnati dai fischi (in questo periodo su internet circolano molte falsità finalizzate a screditare Hulk e la sua carriera): il caotico (e poco realistico) match in coppia con Savage contro ben 8 lottatori (Flair, Arn Anderson, Meng, Barbarian, Lex Luger, Kevin Sullivan, Ze Gangsta e The Ultimate Solution) a Uncensored (24/4/96) è solo un esempio di quanto appena detto. Un’altra grande svolta nella carriera di Hogan è comunque vicina…

    

7 luglio 1996: Bash at the Beach. Una data storica per tutti gli appassionati di wrestling che segna il primo incredibile passaggio di Hogan tra le schiere dei cattivi: nel main event del ppv, praticamente un handicap match, con Sting, Luger, Macho Man da una parte e Nash e Hall dall’altra, Hulk irrompe a sorpresa e aggredisce Macho Man  rivelando così di essere il lottatore misterioso che non si era presentato all’inizio dell’incontro. Hogan tradisce quindi i suoi vecchi amici e offre su un piatto d’argento la vittoria a Nash e a Hall: con un storico discorso rinnega il suo passato e fonda così il New World Order (NWO), probabilmente la stable più importante nella storia del wrestling dopo la formazione originaria dei Four Horsemen.

Il 10 agosto, a Hog Wild, sconfigge The Giant e riconquista il WCW World Title: l’NWO lo ha rapidamente rilanciato ai vertici della federazione e Hollywood Hogan (come inizia a farsi chiamare in seguito ai fatti di Bash at the Beach) conserva il titolo di campione per un anno. Il 27 ottobre, ad Halloween Havoc ha la meglio su Randy Savage mentre il 29 dicembre a Starcade viene sconfitto per sottomissione (via Sleeperhold) in un non title match da Roddy Piper di cui si vendica il 23 febbraio 1997 a Superbrawl.

Il 4 agosto 1997 cede il titolo a Luger ma lo riconquista 5 giorni dopo a Road Wild grazie alle interferenze dell’NWO. A Halloween Havoc (26/11/97) perde un altro non title match contro Roddy Piper.

a Starrcade (28/12/97) è sconfitto da Sting al termine di un altro incontro piuttosto controverso che si segnala anche per il debutto nella WCW di Bret Hart, intervenuto per contestare la decisione arbitrale di assegnare in un primo momento la vittoria al campione in carica. Il titolo è dichiarato vacante ma nel rematch a Superbrawl (22/02/98) Sting conquista definitivamente la cintura.

A Uncensored (15/3/98) affronta Randy Savage ma il match finisce in no contest: il 20 aprile a Nitro, i due si scontrano di nuovo (questa volta con il titolo WCW in palio vinto la sera precedente da Savage ai danni di Sting) e Hogan riesce a tornare campione.

    

A The Great American Bash (14/6/98) sconfigge in tag con Bret Hart, Macho Man e Roddy Piper. il quarto regno da campione di Hollywood è comunque poco duraturo: dopo due mesi e mezzo è costretto ad arrendersi alla furia distruttiva di Goldberg che, nell’edizione del Monday Nitro del 6 luglio, vince sia  l’U.S. Title contro Hall che il WCW Title contro Hogan.

Qualche mese dopo, quando il destino di Hollywood Hogan si incrocia ancora  con quello di Warrior, molti si aspettano un remake dello scontro epico di WM 6 ma il loro match di Halloween Havoc (25/11/98) si rivela invece un autentico flop: la prestazione di entrambi è a dir poco mediocre e la vittoria di Hogan grazie all’interferenza del nipote Horace (con relativo tentativo di dare fuoco al malcapitato Warrior) non aggiunge assolutamente niente a questo incontro deludente sotto ogni punto di vista che segna  l’inizio del lento declino della gloriosa WCW.

Durante l’edizione del Moday Nitro del 4 gennaio 1999, sconfigge Kevin Nash riconquistando il WCW World Title ( a dire la verità si tratta di un match farsa perché Nash si fa abbattere con un solo dito regalando così la cintura): l’importanza di questo incontro non è tanto nel quinto titolo vinto da Hogan quanto nella fondazione da parte dei due contendenti dell’NWO Wolfpac, nuova genesi della stable originaria che in precedenza si era scissa in Wolfpac (con a capo Nash) e Hollywood (con a capo Hogan).

La prima sfida per la cintura viene lanciata da Ric Flair e a Superbrawl (21/2/1999) Hogan riesce a spuntarla grazie anche all’interferenza di David Flair che stordisce il padre con uno Stun Gun.

Nella seconda sfida ad Uncensored (14/3/99), the Nature Boy si vendica e diventa campione grazie alla complicità dell’arbitro corrotto Charles Robinson che finge di non accorgersi del sangue che sta uscendo dalla fronte di Flair (si trattava di un first blood steel cage match). A sorpresa, durante l’incontro, il pubblico torna a sostenere Hogan come non avveniva più dalla nascita dell’NWO e quasi involontariamente viene compiuto il primo passo verso un importante ritorno all’originaria immagine di eroe buono.

A Spring Stampede (11/4/99) affronta in un match a 4 (valido per il titolo) Sting, Flair e Diamond Dallas Page che lo infortuna gravemente a un ginocchio con una tremenda Figure Four Leg Lock eseguita servendosi di uno dei paletti del ring.

    

Il 12 luglio, dopo un’operazione e 3 mesi di stop (che non si rivelano sufficienti a risolvere del tutto i problemi al ginocchio malandato), Hogan torna in azione a Nitro (dopo aver rotto nelle settimane precedenti diverse sedie e stampelle in testa a DDP) e sconfigge in modo rocambolesco il campione in carica Randy Savage: assistiamo prima all’interferenza di Sid Vicious (allontanato dal ring da Sting) e successivamente a quella di Nash, che mette ko Savage con la Jacknife Powerbomb regalando la vittoria a un Hogan tramortito. Con questa affermazione, il “ritorno” tra i buoni diventa definitivo e si concretizza con la sfida lanciata da Nash per l’imminente  Road Wild.

 Il 19 luglio sempre a Nitro, sconfigge per squalifica Sid Vicious a causa dell’intervento di Nash: anche Sting interviene nella contesa in difesa del campione in carica ma il suo altruistico gesto viene vanificato dall’arrivo di Rick Steiner. Lo squilibrio delle forze in gioco (3 cattivi contro 2 buoni) trova un bilanciamento nella devastante irruzione di Goldberg che spazza via Sid e soci alleandosi con Sting e Hogan.

A Nitro (26/7/99) in tag con Sting, viene sconfitto in modo sporco da Nash e Sid: Rick Steiner colpisce infatti Hogan alla testa con una sedia e questa volta Goldberg giunge sul ring quando Nash ha già eseguito il pin vincente.

Il 2 agosto (ancora a Nitro) interviene per porre fine alle scorrettezze durante il main event della serata che vede contrapposti Goldberg e Sting a Steiner e Sid, ma Nash lo blocca schiantandolo sul tavolo dei commentatori con la solita Jacknife Powerbomb.

9 agosto 1999: in un atmosfera quasi surreale, Hogan fa il suo ingresso nell’ arena del Monday Nitro indossando la sua vecchia tenuta red’n’yellow e accompagnato nuovamente dalla theme “American Made” (accantonata dopo la nascita dell’NWO): quella sera, acclamatissimo dal pubblico, sconfigge Sid, Nash e R. Steiner insieme ai fedeli alleati Sting e Goldberg segnando così la rinascita dell’Hulkmania.

A Road Wild (14/8/99) Hulk infligge una dura lezione a Kevin Nash riuscendo a conservare il titolo WCW.

Il 16 agosto, a Nitro, affronta con successo Sid grazie all’aiuto di Sting (piombato sul ring a fermare le consuete azioni irregolari di Vicious e Steiner). 7 giorni dopo fronteggia lo stesso Sting in un match titolato ma lo scontro è interrotto dall’arrivo di Steiner e Vicious che si accaniscono su entrambi i contendenti fino all’arrivo di Luger (in difesa di Sting) e di Goldberg (in difesa di Hogan). Un rematch tra i due viene fissato per il ppv successivo ma nel frattempo Luger convince Sting della malafede di Hogan mostrandogli delle foto in cui appare ancora legato ai colori dell’NWO.

    

Il 30 agosto (Nitro) Hogan e Goldberg sconfiggono The Triad (DDP, Bam Bam Bigelow e Kanyon) e la settimana successiva si impongono su DDP, Sid e Rick Steiner. Intanto le manovre di Luger per screditare Hulk agli occhi di Sting continuano.

Fall Brawl (12/9/99): L’incontro valido per il WCW World Title Tra Hogan e Sting è rovinato dalle interferenze di DDP, Sid e infine Luger che fornisce a Sting una mazza per colpire il campione in carica: il successivo schienamento pone così fine al brevissimo regno di Hogan e sancisce l’incredibile passaggio tra i cattivi di Sting. Il giorno dopo a Nitro, Sting e Luger sconfiggono in modo scorretto Bret Hart e Hogan: la rivincita dell’Hulkster è però vicina perché nell’edizione del Monday Nitro del 4 ottobre riesce ad imporsi sui suoi due nuovi nemici in uno storico match in cui fa coppia con Ric Flair.

Halloween Havoc (24/10/99): il tanto atteso rematch tra Hogan e il nuovo campione Sting non ha praticamente luogo dato che Hulk sale sul ring in abito borghesi, si sdraia a terra e si lascia schienare in segno di protesta (in realtà si tratta di una delle tante stravaganti trovate del writer Vince Russo, il cui unico vero scopo è quello di sbarazzarsi di Hogan in quanto lo ritiene un pericoloso ostacolo alla sua sete di popolarità).

Monday Nitro dell’14 febbraio 2000: Hogan torna alla WCW e nel main event della serata sconfigge per squalifica Flair (Flair si avvale dell’intervento scorretto di Luger). La settimana successiva ha la meglio su Luger in un last man standing cage match: il loro  feudo si conclude a Superbrawl (20/2/2000) dove Hogan si impone su Luger nonostante una mano ingessata: la prevedibile interferenza di Flair è neutralizzata a sorpresa da Sting che, dopo il tradimento dell’anno precedente, torna ad allearsi con Hulk.

 I conti con Flair sono regolati una volta per tutte ad Uncensored (19/2/2000): le due icone si affrontano in uno strap match da cui The Nature Boy esce sconfitto.

Il 20 marzo a Nitro, Hogan e il campione del mondo in carica Sid Vicious affrontano Jeff Jarrett e Scott Steiner: nel corso del match Sid si rende conto che tutto il pubblico sta tifando per Hulk e accecato dall’invidia lo attacca inchiodandolo al tappeto con un micidiale Chokeslam: in apparenza sembrano esserci i presupposti per una nuova sfida titolata  ma l’assurdo azzeramento di tutte le rivalità in corso (con conseguente espropriazione di tutti i titoli detenuti dai rispettivi campioni) voluto da Vince Russo, porta nel giro delle settimane successive a uno stravolgimento dei già delicati equilibri all’interno della WCW e ad un progressivo crollo dei ratings.

    

Il personaggio di Hogan subisce dei profondi cambiamenti ed è inserito in una bizzarra trama che prevede uno scontro generazionale tra i wrestlers anziani (The Millionaires Club) e quelli più giovani (New Blood): Hulk è costretto ad abbandonare di nuovo il red’n’yellow e, tornato a vestirsi di nero (oltre a un inedito abbigliamento “alla Stone Cold” sfoderato più che altro fuori dal ring), si trova coinvolto in un deprimente feudo contro il peso leggero Billy Kidman che sconfigge sia a Slamboree (7 maggio) che a Great American Bash (11 giugno).

9 luglio 2000: Bash at the Beach. Un ppv che tutti I fans di Hulk preferirebbero dimenticare: Hogan deve affrontare Jeff Jarrett in un match valido per il WCW World Title grazie alla stipulazione speciale dell’incontro di Great American Bash. Una volta salito sul ring, Jarrett su ordine di Vince Russo si distende a terra e tra lo stupore generale si lascia schienare senza opporre resistenza: finito il conteggio, Hulk raccoglie la cintura di campione gettata con disprezzo sul quadrato da Russo e torna nel backstage dopo aver gridato in faccia al writer che è grazie a idee ridicole come quella se la WCW è in crisi. Nel corso della serata Russo prende la parola e offende pesantemente Hogan accusandolo di aver imposto la sua clausola di controllo creativo del personaggio per costringere Jarrett a perdere: il suo delirante discorso (dove si intuisce chiaramente la volontà di allontanare Hogan dalla federazione) si conclude con la riconferma di Jarrett campione e la proclamazione di Booker T come nuovo sfidante per il titolo. Incredibilmente, la cintura di cui Hulk è in possesso, perde di colpo ogni valore. Gli sconcertanti fatti di Bash at the Beach fanno in poche ore il giro del mondo e per tutta l’estate sono oggetto di infuocate discussioni tra fans che non riescono a capacitarsi di come sia stato possibile arrivare a tanto e sopratutto cosa sia realmente accaduto quella notte.

Ad essere sinceri, sulla vicenda non è mai stata fatta chiarezza fino in fondo. Si dice che Hogan si sia rifiutato di perdere e di subire a fine match una violentissima aggressione da parte Scott Steiner per poi abbandonare definitivamente la WCW: da qui sarebbe maturata la decisione del Russo di obbligare Jarrett ad agire in quel modo perchè riteneva inaccettabile l’idea di una vittoria pulita di Hulk. C’è però chi sostiene che invece si sia trattato di una grandiosa messa in scena, costruita appositamente per salvare la federazione dalla terribile crisi che la stava portando sull’orlo del fallimento: secondo questa teoria, Hogan doveva tornare in azione qualche mese dopo per allearsi con Bischoff nell’intento di distruggere Russo e affrontare Goldberg, che in quel periodo era stato trasformato in un poco ispirato super cattivo, in un epica sfida dai sapori antichi.

Qualunque sia la verità, possiamo affermare con certezza che qualcosa è andato storto rispetto ai piani originali perché Hogan non solo non ha fatto più ritorno alla WCW (fallita 8 mesi dopo BATB) ma ha anche intrapreso un’azione legale contro Russo in merito alla quale il tribunale ha emesso una sentenza nell’agosto 2003 (vedi capitolo VI).

 

CAPITOLO IV. L’HULKMANIA VIVE ANCORA? (2001)

Dopo i fatti di Bash at the Beach, iniziano a circolare le voci più disparate sul futuro di Hogan: in rete si parla di un suo ritorno in Giappone, di un’ultima apparizione alla WCW e addirittura di un possibile ingaggio da parte della WWF. In realtà Hulk continua ad avere grossi problemi al ginocchio (nonostante due operazioni) e per lui è impensabile qualsiasi impegno sul ring anche saltuario: In questo periodo comincia anche a pensare seriamente al ritiro, idea già presa in considerazione  negli ultimi anni alla WCW e poi sempre rimandata per non lasciare la federazione senza un importante punto di riferimento.

In occasione di WM 17 viene contattato da Vince Mcmahon che gli propone un match contro Triple H ma il progetto salta a causa delle sue pessime condizioni fisiche: Hogan segue Wrestlemania in televisione e si rende conto di aver perso un occasione importante. La sua passione per il wrestling si è quasi spenta del tutto…

    

Alcuni giorni dopo si sottopone a una terza operazione al ginocchio che finalmente dà i risultati sperati perchè l’equipe del Dott. Picci riesce a fargli recuperare la completa funzionalità dell’articolazione e nei mesi successivi torna a far parlare di sé con un fantomatico progetto che i siti specializzati non tardano a chiamare “Hulk Hogan Wrestling Federation”: in realtà si tratta della XWF (sfortunata federazione fondata dall’amico Jimmy Hart) a cui accetta di prendere parte in un evento (14 novembre) dove affronta e sconfigge Mr Perfect. Da notare che  Hulk partecipa solo per aiutare la neonata XWF a decollare  e per mettere alla prova le sue condizioni generali senza pretendere un solo dollaro per l’ingaggio.

Questa esperienza gli permette di riacquistare fiducia in se stesso e presto le voci di un suo ritorno alla WWF iniziano a farsi sempre più insistenti: in un primo momento si parla di una rematch contro Warrior a WM X-8 ma poi si cominciano a fare anche i nomi di Kevin Nash e Scott Hall e quindi di un  ritorno dell’NWO. Nello stesso periodo Randy Savage lo sfida in un  match di beneficenza che Hulk però rifiuta per stare vicino al padre malato (deceduto poi alla fine del 2001). Intanto, a fine dicembre, la firma con la WWF sembra essere quasi cosa fatta…

 

 

CAPITOLO V. WWF/WWE. IL RITORNO DELLA LEGGENDA. (2002)

25 gennaio: Hulk, tornato fisicamente in gran forma,  firma un contratto annuale con la WWF con la possibilità di rinnovarlo per un altro anno.

17 febbraio: un’altra data storica nella carriera di Hogan. In apertura del ppv No Way Out, dopo nove anni di assenza dalla WWF, Hulk fa il suo trionfale ingresso nell’arena insieme a Nash e Hall vestito con i tradizionali colori dell’NWO: la reincarnazione della storica stable, voluta da Vince Mcmahon come ultima arma nella lotta per il controllo della federazione, non tarda a tornare ai vecchi metodi e il primo a farne le spese è Stone Cold Steve Austin che, nel main event della serata, vede sfumare la possibilità di diventare campione (ai danni di Jericho) proprio per l’intervento di Hogan e soci.

Nell’edizione di Raw post No Way Out (18 febbraio) The Rock sfida Hogan in un dream match a Wrestlemania X-8 ma è aggredito da tutto il New World Order (grandioso il segmento in cui Hulk prende una bomboletta spray e scrive le parole “NWO 2 sweet” sulla schiena di Rocky): successivamente, l’ambulanza che sta trasportando il People’s Champion in ospedale, viene centrata in pieno da un tir guidato sempre da Hollywood. Le cose non vanno certo meglio a Stone Cold che una settimana dopo  subisce un’altro duro pestaggio rimediando un blocco di cemento sul ginocchio. Il 2 marzo, durante un house show, Hogan disputa il primo match dal suo ritorno in federazione sconfiggendo Rikishi.

    

11 marzo: (Raw) The Rock e Stone Cold Steve Austin sono sconfitti dall’NWO al termine di un handicap match in cui risulta decisivo il Running Leg Drop di Hogan eseguito proprio su The Rock.

17 marzo: WM 18 (Toronto, Canada). Hollywood Hulk Hogan e The Rock, i due wrestlers più rappresentativi degli ultimi 20 anni, oltre che i simboli del wrestling di ieri e di oggi, si affrontano in un grandioso match senza interferenze e scorrettezze: all’inizio dell’incontro il pubblico (68237 spettatori) tifa per metà Hogan e per metà The Rock ma alla fine, cosa che non ha precedenti nella storia della WWF, i fans abbandonano il loro nuovo idolo per schierarsi tutti o quasi dalla parte del vecchio campione. Poco importa se è Hogan a uscire sconfitto dall’epico scontro: l’arena ha già decretato il suo eroe. Terminato il match, i due si stringono sportivamente la mano ma Hall e Nash non gradiscono e accorrono dal backstage per punire Hulk del suo fallimento: The Rock interviene prontamente e respinge il loro attacco alleandosi così con Hogan tra gli applausi scroscianti dell’arena.

18 marzo: a Raw, Nash e Hall sono sconfitti per countout da The Rock e Hollywood Hogan tornato, a furor di popolo, nuovamente buono.

Il 21 marzo a Smackdown! Hulk interviene per neutralizzare l’interferenza di Hall ai danni di The Rock (in procinto di schienare Nash) ma viene colpito a sorpresa da X-Pac, nuovo membro dell’NWO. Il 25 marzo a Raw, sempre in coppia con The Rock perde per squalifica contro Nash, Hall e X-Pac a causa dell’interferenza di Kane: la stessa sera, durante le selezioni antecedenti il draft della federazione, Vince Mcmahon lo sceglie e lo inserisce nel roster di Smackdown!. Tre giorni dopo a Smackdown! il trio composto da The Rock, Kane e Hogan si vendica sconfiggendo l’NWO.     

4 aprile: a Smackdown! The Rock annuncia tra il tripudio generale che a Backlash lo sfidante di campione in carica Triple H sarà Hulk Hogan e poco dopo Vince Mcmahon dà la conferma ufficiale. Per l’occasione Hogan si presenta nell’arena sulle note di Voodoo Child sfoggiando un nuovo costume (forse il migliore di tutta la sua carriera)  dai mitici colori giallo e rosso. È ormai evidente che Hulk sta assumendo di nuovo il ruolo di uomo di punta  della federazione e non tardano le iniziative mirate a una rinascita dell’Hulkmania: oltre ai numerosi promo e gadgets, la WWF gli dedica addirittura un sito (red&yellow.com) internet con tanto di biografia e foto.

Il 18 aprile (Smackdown!) affronta Angle e Jericho in coppia con Triple H: quest’ultimo poco prima del pin vincente lo colpisce con una sedia per vendicarsi di un colpo subito per errore durante il match.

    

Il 21 aprile a Backlash i sogni di tutti i fans di Hogan diventano realtà: al termine di un tesissimo match (caratterizzato anche dalle pesanti interferenze di Undertaker e Jericho) Hulk riesce a strappare l’Indisputed Title dalle mani di Triple H tornando campione WWF all’età di 49 anni. Nelle settimane successive sembra di essere tornati ai tempi d’oro dell’Hulkmania di fine anni 80 tanto è l’eco di questo impensabile successo: il pubblico continua infatti a impazzire per Hogan, a venerarlo come un dio e a seguire le sue gesta  con un’incredibile partecipazione.

Il 29 aprile a Raw affronta William Reagal (divertentissimi i momenti precedenti al match in cui Hogan accetta una tazza di the per poi sputarglielo addosso) ma quando sta per chiudere l‘incontro Undertaker (sfidante per il titolo a Judgment Day) lo assale. Il 2 maggio a Smackdown! difende il titolo sconfiggendo Jericho.

La settimana successiva a Raw (6 maggio), Hogan distrugge con un tir la moto di Undertaker (questa edizione dello show si segnala anche per l’ufficializzazione della nuovo nome della federazione che passa dallo storico marchio WWF alla sigla WWE) mentre a Smackdown! (9 maggio) sfida insieme a Edge la coppia Angle/Jericho: il match termina in no contest per via dell’intervento di Triple H che stende tutti a suon di martellate.

Il 13 maggio (a Raw) affronta Ric Flair in un match valido per il titolo da cui esce vincitore grazie all’aiuto di Stone Cold e Bradshaw (intervenuti per controbilanciare le interferenze di Big Show e X-Pac). La stessa sera è aggredito da Undertaker che gli lega una corda intorno ai piedi e lo trascina via con la sua nuova moto. Nella successiva edizione di Smackdown! Vince Mcmahon urla a Hogan che l’Hulkmania fa schifo e che Undertaker la spazzerà via: l’esternazione gli vale un pugno in faccia e un Leg Drop.

19 maggio: a Judgment Day, Hulk perde l’Indisputed Title nel match contro Undertaker grazie all’intromissione di Vince Mcmahon. Nell’edizione di Smackdown! post ppv (23 maggio) annuncia il suo ritiro ringraziando i suoi fans e dicendo che ormai è giunto il momento di farsi da parte: l’arrivo sul ring di Vince e le sue conseguenti minacce lo spingono però a cambiare rapidamente idea e a non ritirarsi fino a quando non avrà distrutto il boss della WWE.

Il 6 giugno a Smackdown! partecipa a una battle royal con in palio la possibilità di sfidare il campione in carica a King of the Ring: la battaglia ha un esito incerto in quanto Hogan e Triple H, rimasti gli unici sul quadrato, cadono contemporaneamente fuori dal ring e nel main event della serata i due si sfidano in un match risolutore vinto da The Game. Al  termine dell’incontro entrambi sono aggrediti da Angle e Undertaker.

Una settimana dopo Hogan e Triple H affrontano gli assalitori: l’incontro diventa un handicap match perché Hulk subisce un’aggressione negli spogliatoi e arriva sul ring solo dopo che Triple H è stato squalificato per aver usato il solito martello contro Undertaker. Nonostante ciò, si toglie la soddisfazione di umiliare Angle strappandogli il bizzarro parrucchino che porta da quanto Edge lo ha rasato a zero.

23 giugno: a King of the Ring Hogan disputa un ottimo match contro Angle ma è costretto a cedere all’Ankle Lock dell’avversario: l’epilogo dell’incontro è ad ogni modo piuttosto strano perchè Hulk tocca più volte le corde prima di arrendersi senza che l’arbitro intervenga a interrompere la presa del campione olimpico.

Il 27 giugno affronta Jericho vincendo per squalifica ma l’impressione generale dopo le ultime sconfitte è che la fiamma dell’Hulkmania si sia molto affievolita: intanto iniziano a circolare le voci di un super sfida contro Vince destinato a culminare in un match a Summerslam ma la WWE ha già pronto anche un altro piano a sorpresa per rilanciare il personaggio…

4 luglio, Festa dell’Indipendenza: a Smackdown! in una atmosfera di altri tempi, Hogan entra nell’arena accompagnato dalla mitica “Real American” cantata anche da gran parte del pubblico presente sventolando una bandiera americana e indossando tre boa dai colori rosso, bianco e blu. Quella sera conquista in coppia con Edge (per la prima volta nella sua carriera) il WWE Tag Team Title sconfiggendo Chuck e Billy campioni in carica fin da Wrestlemania. 7 giorni dopo gli ex campioni tentano un nuovo assalto alle cinture ma la coppia Hogan / Edge riesce a conservare il titolo.

    

Il 18 luglio Hogan, Rikishi e Edge sconfiggono il Team Canada (Storm, Christian e Test) nel preludio al match programmato per il ppv Vengeance con in palio il Tag Team Title. Il 21 luglio a Vengeance, Storm e Christian diventano i nuovi campioni di coppia strappando le cinture a Hogan e Edge.

Il 25 luglio a Smackdown! Hogan tenta di riconquistare le cinture affrontando Storm e Christian in coppia con The Rock ma ottiene solo una vittoria per squalifica: alla fine del match subisce un violento attacco da parte dalla nuova superstar Brock Lesnar, che lo manda ko con un micidiale F-5.

1 agosto, Smackdown. Hulk affronta di nuovo Angle: in palio c’è la possibilità di affrontare Lesnar e di sottrargli la chance per il titolo che si è guadagnato per Summerslam trionfando al torneo di King of the Ring. Hogan vince per squalifica ma non immagina cosa lo aspetta la settimana successiva…

8 agosto, Smackdown!: lo scontro con Lesnar è durissimo però Hulk riesce a tener testa all’avversario più che dignitosamente fino a quando non viene distratto dal manager di Brock, Paul Heyman che gli impedisce di eseguire un secondo Leg Drop e quindi di chiudere il match: Lesnar approfitta così del momento favorevole per eseguire prima l’F-5 e poi un tremendo bearhug. L’arbitro alza tre volte il braccio di Hogan (privo di sensi e sanguinante dalla bocca) che ricade sempre giù decretandone la sconfitta. Brock, su consiglio di Heyman, umilia ancora Hulk colpendolo con una sedia non appena quest’ultimo tenta di rimettersi in piedi: l’orrenda scena si conclude con Lesnar che cosparge il proprio petto con il sangue dello sfidante quasi a simboleggiare il suo battesimo come futura icona della WWE.

Dopo questa brutta batosta, Hogan non appare più in nessun show della federazione: la motivazione ufficiale è un infortunio alla schiena riportato nel suo ultimo incontro ma con il passare dei giorni iniziano a circolare voci di notevoli attriti con la dirigenza circa il compenso da percepire per un tour in Australia.

Nei mesi successivi al match dell’8 agosto si diffondono le notizie più disparate, alcune delle quali alimentate dalle dichiarazioni dello stesso Hulk: in più di un’occasione il suo ritorno alla WWE appare imminente per poi diventare impossibile solo qualche giorno dopo sia per il netto rifiuto  da parte dell’interessato (le trame sfornate in questo periodo sono decisamente mediocri) sia per la momentanea mancanza di spunti interessanti su come sfruttare il personaggio.

Prima di Survivor Series le parti si incontrano di nuovo per discutere la fattibilità di un rientro in federazione: l’idea è quella di riprendere il feudo contro Lesnar, diventato campione a Summerslam, e di farlo culminare in una resa dei conti definitiva nell’imminente ppv da cui  Hogan dovrà uscire sconfitto. Hulk accetta la proposta a condizione di vincere almeno una volta contro Brock strappandogli l’Indisputed Title in una delle edizioni di Smackdown! precedenti il suddetto ppv. Di fronte al secco rifiuto della dirigenza WWE, le trattative si arenano: Hogan comunica a Vince Mcmahon di non aver intenzione di riprenderle prima del 2003.

Il 19 novembre esce la sua biografia sotto il marchio WWE (scritta da lui e da Michael Jan Friedman) e contemporaneamente parte una lunga campagna pubblicitaria per promuoverla: durante le numerose apparizioni televisive, Hogan lascia intuire la volontà di tornare a lottare ma non si sbilancia sulla data del rientro. Nel frattempo piovono le prime critiche sul contenuto della biografia (mosse in particolare dalla moglie di Vince Mcmahon) in cui pare siano state omesse alcune ombre del periodo d’oro 1984-1993:la questione steroidi sarebbe stata trattata in modo poco esauriente e mancherebbero tutti i riferimenti alle numerose sostanze stupefacenti che circolavano a quei tempi negli spogliatoi.  

Verso la fine di dicembre, alcune fonti riferiscono di un’imminente trasferta di Hulk in Giappone per disputare alcuni tag team match insieme al suo grande amico Goldberg già sotto contratto con la AJPW di Keiji Mutoh. La cosa risulta però molto dubbia visto che il contratto in esclusiva con la WWE scade alla fine di gennaio 2003:  allo stesso tempo si continua a parlare di un ritorno a sorpresa di Hulk per disputare un ultimo grandioso match contro Vince Mcmahon in concomitanza di Wrestlemania X-9.

 

 

CAPITOLO VI. WWE. HULKMANIA IS STILL RUNNING WILD (2003).

All’inizio di gennaio Hogan si reca a in Giappone insieme al figlio e subito tutti i principali siti specializzati danno per certa la sua partecipazione a uno show della Wrestle-1 in cui devono lottare anche Goldberg e Mutoh: quello che sembra il primo grande scoop dell’anno si rivela in realtà un clamoroso buco nell’acqua perché pochi giorni dopo si scopre che Hulk è nella terra del Sol Levante solo per visitare un salone automobilistico e non per lottare (nonostante il colloquio informale avuto con Mutoh).

    

23 gennaio: al termine della consueta edizione di Smackdown! Hogan entra a sorpresa nell’arena accompagnato ancora dalle note Voodoo Child ed è accolto da un incredibile ovazione da parte del pubblico della durata di oltre 10 minuti: una volta presa la parola, visibilmente emozionato per la calorosa accoglienza, ringrazia i suoi fans e dice di aver firmato un nuovo contratto che segnerà il suo ultimo periodo alla WWE prima del ritiro. Il discorso viene interrotto dall’improvviso arrivo sul ring di Vince Mcmahon che offende senza mezzi termini lui e l’Hulkmania ottenendo però come unico risultato un pugno in faccia e una dichiarazione di guerra ufficiale da parte di Hulk: il match tra la più grande icona del wrestling e il suo creatore sembra ormai prossimo.

30 gennaio, Smackdown!: Vince, dopo aver chiesto spiegazioni alla figlia Stephanie (general manager dello show) in merito al ritorno di Hogan in federazione, sale sul ring e annuncia che a No Way Out l’Hulkmania sarà distrutta dal rientrante The Rock, assente da 5 mesi per  degli impegni cinematografici. The Rock appare sul Titan Tron in collegamento via satellite da Hollywood e promette, tra i fischi del pubblico, di prendere Hogan a calci nel sedere.

6 febbraio, Smackdown!. Hogan e The Rock (di nuovo in collegamento via satellite) si minacciano reciprocamente spianando ufficialmente la strada al loro rematch in cui i ruoli di buono e cattivo sono curiosamente invertiti. La stessa sera Hulk incrocia Lesnar nel backstage che si dichiara contento del suo ritorno: Hogan gli risponde di non aver dimenticato ciò che gli ha fatto.

Nell’ultima edizione di Smackdown! prima di No Way Out (20 febbraio), Hogan e The Rock si ritrovano faccia a faccia sul ring: Rocky afferma che L’Hulkmania è rinata solo grazie a lui e porge la mano ad Hulk ma rapidamente la tira indietro e gli sputa in faccia.

    

23 febbraio, No Way Out: il main event del ppv è ovviamente il superpubblicizzato  rematch tra Hogan e the Rock. I due si affrontano senza darsi tregua e Hulk si dimostra all’altezza della sfida nonostante la lunga assenza dal ring. Alla fine dell’incontro, Hogan esce incredibilmente dal conteggio pur avendo subito ben due People’s Elbow e mette a sua volta a segno il Leg Drop : con il pubblico in delirio The Rock viene schienato però, prima che l’arbitro abbia finito di contare, le luci si spengono di colpo e tutta l’arena resta al buio! Quando la luce torna l’arbitro è a terra privo di conoscenza e Hulk è l’unico in piedi sul ring: pochi istanti dopo Vince Mcmahon entra in scena e si avvicina con aria soddisfatta al quadrato. Nello stesso momento l’arbitro si riprende e porge una sedia a The Rock che la usa per colpire Hulk alla testa: segue la Rock Bottom e lo schienamento vincente. Nell’incredulità generale, Vince sale sul ring alza il braccio al vincitore e all’arbitro (chiaramente corrotto) e si gode così i frutti di questa inimmaginabile truffa ai danni di Hogan.

27 febbraio, Smackdown!: Hulk non partecipa stranamente allo show: Vince accenna ai fans di un apparente emergenza in famiglia, nonostante lui sia convinto che si tratti di un palese atto di viltà. Durante la serata l’odiatissimo arbitro di No Way Out  (Sylvain Grenier del futuro tag team “La Resistance”) prende la parola dicendo di essere stato inviato da Vince a commentare una delle pagine più belle nella storia della WWE: al pubblico vengono mostrati così i 5 minuti conclusivi del match tra Hogan e The Rock con l’aggiunta alcuni momenti inediti del post ppv in cui Hulk furioso sta cercando Vince nel backstage per vendicarsi dell’insensata sconfitta.

Due giorni dopo si diffonde la notizia che Hogan si è infortunato alla schiena e che il rinnovo del suo contratto con la WWE, apparentemente valido fino a WM 19, è in forse date le sue pessime condizioni.

6 marzo, Smackdown!: Hogan prende parte allo show e dopo aver ringraziato i suoi fans chiama sul ring Vince per dimostrargli che non è un codardo: Mcmahon appare sulla rampa dell’arena e accusa Hulk di averlo tradito nel 1994 firmando con la WCW di Turner, ma Hogan gli ribatte che senza la sua testimonianza nel processo per la questione steroidi probabilmente sarebbe finito in carcere. Nonostante questa pesante accusa, Vince si rifiuta di salire sul quadrato e rimanda la loro sfida a WM 19 in un match a stipulazione speciale: in caso di sconfitta Hulk dovrà abbandonare per sempre il wrestling.

La settimana successiva (13 marzo) va in onda un filmato con alcuni dei momenti più importanti della carriera di Hogan al termine del quale Vince dichiara che Hulk ha distrutto la loro amicizia permettendosi di sfidarlo dopo che gli era stato concesso di tornare alla WWE: per questo motivo sarà costretto a uccidere l’Hulkmania a Wrestlemania.

Nei giorni successivi viene reso noto che le condizioni della schiena di Hulk sono molto migliorate grazie a un rimedio della medicina alternativa consistente nell’inserire per qualche tempo dei plantari all’interno delle scarpe.

20 marzo, Smackdown!: Hogan sale sul ring per firmare il contratto del match di Wrestlemania: Mcmahon lo aggredisce alle spalle con una serie di sediate e lo costringe a firmare con una penna imbevuta del suo stesso sangue. 7 giorni dopo Hulk giunge a Smackdown! (accompagnato da suo figlio e da Jimmy Hart) e informa i fans che per lui non è stato un problema apprendere dai suoi avvocati che il match di WM sarà uno street fight perché è consapevole di poter sconfiggere il boss della WWE: presto ci sarà in azione un Hogan come nessuno non lo hanno mai visto prima.

30 marzo, Wrestlemania 19: nella splendida cornice del ppv più importante dell’anno, Hogan e Vince danno vita a un match violentissimo e sanguinario, al termine del quale assistiamo all’inattesa interferenza di Rowdy Piper (!) che prende a calci Mcmahon e colpisce Hulk con un tubo di ferro per poi sparire nel nulla. Nonostante ciò, Hogan scatenato esce dal conteggio, si sbarazza pure di Sylvain Grenier (chiamato sul ring da Vince per tentare un’altra scorrettezza) e chiude il match eseguendo ben tre Leg Drop consecutivi sull’avversario: l’Hulkmania torna così a correre selvaggia, mettendo a segno una delle vittorie più importanti e difficili del suo lungo cammino.    

Ma i colpi di scena non sono finiti: durante l’edizione di Smackdown! del 3 aprile, Vince chiama sul ring Hulk, riconosce la sconfitta e gli stringe la mano informandolo che quella è la sua ultima apparizione nella WWE poichè che ha deciso di pagargli tutto l’ingaggio del contratto facendolo restare a casa. Detto questo si reca nel parcheggio dove Hogan furioso lo raggiunge, ma l’intervento di numerosi agenti impedisce un nuovo faccia a faccia.

    

La settimana successiva (10 aprile, Smackdown!) Vince Mcmahon è ospitato da Roddy Piper nella prima edizione del nuovo Piper’s Pit e dopo un lungo battibecco i due concludono di avere almeno una cosa in comune: l’odio per Hogan. 7 giorni dopo a Smackdown! va in onda un promo che annuncia l’imminente arrivo in federazione del misterioso Mr. America: lo stesso promo è riproposto anche nel seguente Raw e nell’edizione di Smackdown! del 23 aprile.

1 maggio: Roddy Piper in apertura del suo talk show annuncia l’ospite della serata ovvero Mr. America: sulle note di Real American, Hogan con indosso una maschera che lascia scoperti i baffoni biondi e  un costume bianco, rosso e blu, entra nell’arena esibendosi nelle sue classiche pose. Appena salito sul quadrato Piper lo riconosce e lo schernisce ma Hulk/Mr. America gli risponde di non essere Hogan e che è pronto a prenderlo a calci nel sedere se oserà insultare l’America. Poco dopo giunge sul quadrato anche Vince che ordina a Hogan di finirla con una simile buffonata e di non offendere la sua intelligenza: detto questo, in qualità di presidente della WWE, licenzia Mr. America ironizzando sulla sua vera identità. Mr. America passa però al contrattacco facendo notare a Vince che il nuovo contratto firmato con Stephanie include un clausola speciale in base alla quale  nessuno può licenziarlo o sospenderlo: a questo punto Vince, Piper e O’Haire (di cui Piper è il nuovo manager) tentano di strappargli la maschera senza riuscirci. Hulk ha infatti la meglio su tutti e tre e lascia trionfalmente l’arena salutato da una pioggia di coriandoli rossi, bianchi e blu.

8 maggio, Smackdown!: Stephanie rivela a Vince che l’unica possibilità di rescindere il contratto di Mr America è quella di dimostrare che sotto la maschera si nasconde Hogan: nei minuti successivi Hulk si collega via satellite con l’arena da casa sua a Tampa e afferma non sapere niente di Mr America ma si augura di poterlo affrontare in futuro o di averlo come compagno di tag team. Vince ha la certezza che Mr America non apparirà ma a metà serata viene clamorosamente smentito: il suo nuovo (vecchio?) nemico sale sul quadrato e ringrazia pubblicamente Hogan per avergli dato l’ispirazione e la forza per allenarsi duramente e diventare Mr America. Mcmahon a questo punto entra in scena visibilmente alterato e tenta di strappare nuovamente la maschera al wrestler misterioso finendo involontariamente addosso a sua figlia Stephanie.

   

Nella successiva puntata dello show, Vince lancia un appello a tutti i wrestlers promettendo di ricompensare chiunque riuscirà a sconfiggere e a smascherare Mr America a Judgment Day. Più tardi Roddy Piper chiama sul ring Mr America e lo sfida ufficialmente nel prossimo ppv attaccandolo insieme a O’Haire. Durante la rissa giunge in difesa di Hulk un giovane fan, Zack Gowen (il wrestler portatore di handicap Teanacious Zeta), armato di bandiera a stelle e strisce: Piper si ritrova all’improvviso con una gamba artificiale in mano e visibilmente scosso lascia il quadrato mentre Mr America soccorre il ragazzo portandolo nel backstage.

18 maggio: Judgment Day: Mr America affronta e sconfigge  Roddy Piper nonostante le numerose interferenze di O’Haire e di Vince McMahon. Nelle confuse fasi finali del match, Vince viene assalito da Zack Gowen (invitato da Mr America ad assistere all’incontro a bordo ring) che gli impedisce di fermare il conteggio.

22 maggio: Smackdown!. Vince accusa pubblicamente Piper di aver fallito contro Mr America ma O’Haire si assume tutta la responsabilità di quanto accaduto a Judgment Day e si offre volontario per sconfiggere Mr America al fine di rimediare ai suoi errori (la sconfitta di Piper al ppv è stata infatti in buona parte determinata da un involontario colpo inflittogli da O’Haire con un tubo di ferro): in caso di sconfitta, Piper sarà licenziato e dovrà lasciare la WWE.

Mr. America accetta la sfida però Vince pone una clausola speciale per il match: se sarà Mr America a perdere, la settimana successiva dovrà sottoporsi alla macchina della verità: McMahon rincara la dose dicendo che se le sue condizioni non saranno rispettate, userà ogni suo mezzo a disposizione affinché il più grande sogno di Gowen, quello di diventar un wrestler, non si realizzi né alla WWE né in nessun altra federazione. Mr America affronta così O’Haire ma nel corso del match Vince irrompe nell’arena e fa arrestare Gowen per l’aggressione subita a Judgment Day e per essersi introdotto senza autorizzazione in una proprietà privata (Zack non ha alcun contratto per stare nello show). Mr America segue la scena scendendo dal ring e perde l’incontro per count out: resosi conto dell’accaduto tenta di aggredire Vince ma Piper lo blocca colpendolo con una sedia.

29 maggio: Vince in persona sottopone Mr America alla macchina della verità che, alla fatidica domanda “sei Hulk Hogan?”, risponde di no ricevendo conferma dall’apparecchiatura. McMahon furibondo, ripete la domanda più volte ottenendo sempre lo stesso risultato e così decide di provare lui stesso la macchina: Mr America approfitta così dell’occasione per ridicolizzarlo e riesce a fargli ammettere, tra le altre cose, di essere un pervertito. Poco dopo Vince tenta di colpirlo ma come al solito finisce subito al tappeto.

La settimana successiva il boss della WWE concede a Gowen di tornare a Smackdown! e gli promette un contratto nell’eventualità che riesca a sconfiggerlo in un gara di braccio di ferro. Zack, accompagnato da Mr America accetta la sfida per la successiva puntata di Smackdown!.

12 giugno: Mr America sfida McMahon proponendo e ottenendo di sostituirsi a Zack nella gara di braccio di ferro a patto di abbandonare il ring in caso di sconfitta : tutto sembra volgere il suo favore ma sul più bello Sable (presente sul ring in qualità di assistente di Stephanie) lo distrae mostrandogli il seno e permette a Vince di vincere. Mr America è così costretto ad abbandonare la scena mentre Zack viene pesantemente insultato dal boss della WWE.

19 giugno: Mr America interviene insieme a Angle durante il match tra il campione in carica Lesnar e Big Show per fermare le scorrettezze messe in atto da Charlie Haas e Shelton Benjamin ma il trio dei buoni ha la peggio.

26 giugno, Smackdown (Madison Square Garden, New York): Lesnar, Mr America e Angle affrontano Haas, Benjamin e Big Show ma alla fine Vince si presenta a bordo ring insieme a Zack Gowen e lo colpisce con un calcio allo stomaco: Big Show approfitta così della distrazione di Mr America per eseguire lo Showstopper e chiudere l’incontro. A telecamere spente Mr America si toglie la maschera rivelando di essere realmente Hogan e i cameramen continuano a filmarlo a sua insaputa: finite le registrazioni dello show, Hulk si toglie pure il lusso di eseguire uno spettacolare Scoop Slam sul gigantesco Big Show.

Pochi giorni dopo, durante un’intervista radiofonica al Bubba the Love Sponge, Hulk afferma di essere in forte contrasto con la WWE per la gestione creativa del personaggio e lascia intuire di voler lasciare la federazione: ai primi di luglio la rottura diventa ufficiale. Nella successiva puntata di Smackdown! (3 luglio) Vince manda in onda il filmato segretamente realizzato 7 giorni prima e, avendo ormai la prova certa che Hogan e Mr America sono la stessa persona, li licenzia entrambi.

Il divorzio con la WWE non appare tuttavia definitivo e un ritorno di Hogan in prossimità di WM 20 è ritenuto da entrambe le parti molto probabile se non quasi certo: nel frattempo the Immortal inizia a pensare di nuovo a una trasferta in qualche federazione del Sol Levante.

Alla fine di agosto viene emessa la sentenza sui fatti di Bash at the Beach 2000: il tribunale riconosce Vince Russo del tutto estraneo alle accuse di diffamazione in quanto le offese del suo discorso erano rivolte al personaggio inventato Hulk Hogan e non a Terry Bollea. Per Hulk non si tratta certo dei una bella notizia e i suoi legali decidono di fare ricorso.

A metà settembre, Randy Savage lancia l’ennesima sfida a Hogan, accusandolo di essere un vigliacco per non aver mai accettato il confronto diretto e questa volta gli dedica addirittura una canzone del suo primo album dal titolo molto emblematico “Be a man”: Macho Man indica Wrestlemania 20 come lo scenario ideale per la resa dei conti definitiva ma la WWE non tarda a far sapere di non essere affatto interessata alla cosa.

    

Il 18 settembre Hogan firma un contratto con la NJPW per tre match il primo dei quali contro Masahiro Chono. Non contento del clamore suscitato con questo inatteso ritorno nella federazione che lo ha reso celebre, ai primi di ottobre raggiunge un accordo di massima anche con l’NWA TNA e subito viene data per certo il nome del suo primo avversario: Jeff Jarrett.

Il 13 ottobre durante l’evento della NJPW “Ultimate Crush 2” (Tokiodome), Hulk, accolto con grande clamore e rispetto eroe dai fans giapponesi,  sconfigge Masahiro Chono in un bellissimo match in cui rispolvera la vecchia finisher che tante vittorie gli aveva regalato nella terra del Sol Levante agli inizi degli anni 80: l’Axe Bomber. Durante la successiva conferenza stampa, Hogan afferma di voler concludere la sua carriera proprio in Giappone e di voler vincere sia l’NWA TNA Title che l’IWGP Title ma all’improvviso si verifica un incredibile colpo di scena: Jeff Jarrett irrompe infatti nella sala gremita di giornalisti e aggredisce brutalmente Hogan rompendogli pure una chitarra in testa, gettando così la basi per la loro sfida nei prossimi shows dell’NWA.

Nel corso del ppv NWA TNA del 15 ottobre, vanno in onda le immagini del violento attacco ai danni di Hulk.

Il 21 ottobre tutti i principali newsboard della rete annunciano che Hogan si è di nuovo infortunato al ginocchio dopo il match contro Chono e che dovrà presto sottoporsi a un’altra operazione: l’NWA si trova così costretta a posticipare a data indeterminata l’importantissimo ppv “Bound for Glory” il cui main event doveva essere proprio il match tra l’American Hero e Jarrett.

22 ottobre: durante il consueto ppv NWA, Jimmy Hart entra nell’arena sulle note di American Made, informa i fans che il responsabile dell’infortunio di Hulk è Jarrett e provoca quest’ultimo ricordando gli incresciosi fatti di Bash at the Beach 2000: Jarrett entra in scena poco dopo, lo aggredisce e si prende gioco di Hogan imitandolo nelle sua classiche pose.

Il 31 ottobre Hulk si sottopone all’intervento al ginocchio sinistro nella speranza di risolvere una volta per tutte i noti problemi all’articolazione. Il 26 novembre (ppv NWA) Jarrett chiama di nuovo in causa Hogan affermando che ormai la sua carriera è finita e che non avrà mai il coraggio di presentarsi sul ring: detto questo chiede un minuto di silenzio al pubblico per far suonare 10 rintocchi di campana di addio all’Hulkmania ma di colpo ferma la “cerimonia” perché del tutto immeritata.

Una settimana dopo l’NWA annuncia che il ginocchio di Hulk non ha reagito bene all’intervento e che i tempi di recupero saranno piuttosto lunghi: ad alcuni sembra solo una scusa confezionata ad arte per prendere tempo (la WWE è infatti ancora interessata ad avere Hogan a WM 20 a patto però di non vederlo lottare in una federazione concorrente nei mesi precedenti al suddetto ppv) mentre altri insistono, senza alcuna prova a sostegno delle proprie tesi, nel divulgare in rete notizie sempre più allarmanti sulle condizioni di Hogan, arrivando ad ipotizzare  pure un’imminente ritiro.

 

 

CAPITOLO VII. HULKMANIA FOREVER. (2004-2005).

     

Nei primi giorni del gennaio 2004, varie voci danno per probabile la partecipazione di Hogan a WM 20 in un match contro Austin o, date le condizioni fisiche non ottimali, nella veste di arbitro speciale: purtroppo la lunga convalescenza post operazione impedisce a Hulk di apparire nel corso del principale ppv targato WWE (che si tiene a Madison Square Garden il 14 marzo) e anche il progetto di un tag team match da disputare il 5 maggio in uno show della NJPW a fianco di G. Tenryu contro T. Fujinami e il gigantesco ex campione di sumo Akebono sfuma quasi subito.

Nel frattempo, l’NWA è riuscita a strappare alla Fox un contratto per uno show settimanale da trasmettere in chiaro e, stando alle dichiarazioni di Jeff Jarrett, presto saranno coinvolti nomi del calibro di Kevin Nash, Randy Savage e ovviamente Hulk Hogan.

Ma con il passare dei mesi l’NWA e Hogan appaiono sempre più lontani: Hulk, impegnato a tempo pieno nel ruolo di manager di sua figlia Brooke, giovane promessa della musica pop e già da alcuni definita la nuova Britney Spears, non si sbilancia sul suo futuro ma non nasconde nemmeno la volontà di tornare sul ring, senza comunque fare mai allusioni alla federazione dei Jarrett.

Tra le varie voci che si rincorrono, spicca quella di un suo probabile inserimento nella Hall of Fame in occasione di WM 21 (e di un suo eventuale match nel ppv) mentre, alla fine di agosto, lo stessa leggenda nel corso di un’intervista lascia trapelare l’intenzione di dedicarsi alla creazione di una nuova federazione con l’aiuto di Goldberg, Stone Cold, Sting e Kevin Nash.

Ai primi di settembre Hogan partecipa agli MTV Video Music Awards insieme alla figlia e risponde pubblicamente alle minacce di Macho Man dicendo di essere pronto ad affrontarlo e a sconfiggerlo.

23 settembre, Smackdown!: verso la fine della puntata speciale in cui si festeggia il 5° anniversario dalla prima messa in onda dello show, Hulk appare in un segmento registrato venendo accolto con un boato dall’arena: nella mini-intervista racconta che per lui il momento più entusiasmante di Smackdown! è stato la mitica edizione del 4 luglio 2002, quando i fans impazzirono nel vederlo entrare (dopo tanti anni) sulle note di Real American in coincidenza della Festa dell’Indipendenza. Ricordando  la vittoria del WWE Tag Team Title avvenuta quella magica notte, Hogan spende parole lusinghiere in favore di Edge e fa delle allusioni a un ideale passaggio del testimone alla nuova generazione.

Il 7 novembre si incontra con la dirigenza della TNA nel backstage del ppv Victory Road per discutere di un suo eventuale futuro ruolo non da wrestler ma tutto si risolve in un niente di fatto.

L’11 gennaio 2005 si presenta nel backstage di Smackdown! per trovare un accordo sulla sua partecipazione a Wrestlemania 21.

28 febbraio, Raw: La WWE annuncia ufficialmente che Hulk Hogan sarà inserito nella Hall of Fame 2005 la notte prima di Wrestlemania 21.

 

HULK HOGAN: I SEGRETI DELLA LEGGENDA.

- Il match in cui ha guadagnato di più è stato ovviamente quello contro Andrè the Giant a WM 3: si parla di una cifra che si aggira intorno ai 2 milioni di dollari (lo stesso Hogan ha dato in varie occasioni dei numeri “leggermente” differenti).

- Le misure dei suoi bicipiti: intorno ai 50 cm!

- Il soprannome “Hulk” gli è stato dato dopo una sua apparizione in un talk show insieme a Lou Ferrigno (attore protagonista del telefilm “l’incredibile Hulk”), durante la quale il presentatore fece notare al pubblico che Hogan era molto più grosso del celebre body builder.

- Ha iniziato a fare uso di steroidi tra i 23 e i 24 anni e ha smesso verso i 37 dopo un’accesa discussione con la moglie incinta.

- È il wrestler più famoso di tutti i tempi: la sua notorietà è andata ben oltre i confini del mondo del wrestling facendo di lui una vera e propria icona dell’immaginario collettivo al pari di mostri sacri come Superman e Batman. La sua faccia e il suo look sono conosciuti in tutto il mondo: nemmeno il grande successo di The Rock è per il momento riuscito ad eguagliare un fenomeno di simili proporzioni.  

- I produttori di A-Team lo avrebbero voluto come  personaggio fisso della serie dato l’ottimo feeling che si era venuto a  tra lui e il resto del cast ma la cosa era del tutto inconciliabile con gli impegni sul ring.

- A WM 3, Nell’eseguire l’incredibile Scoop Slam su Andrè, si infortunò alla schiena e a un bicipite: per oltre 6 mesi fu costretto a lottare in pessime condizioni fisiche.

- Il 26 ottobre 1998 a “The Tonight Show” ha annunciato il suo ritiro e ha espresso la volontà di candidarsi per le elezioni presidenziali del 2000. Si trattava ovviamente di una montatura orchestrata per rilanciare la sua immagine nella WCW.

- Il 20 aprile 1999 si è sottoposto alla prima operazione al ginocchio eseguita dal Dott. James Andrews.

- È un ottimo bassista e c’è chi dice che potrebbe ancora sfondare come professionista.

- I suoi match contro Andrè sono i più visti nella storia del wrestling.

- Vince Mcmahon Senior gli propose la gimmick di un wrestler irlandese e quindi di tingersi i capelli di rosso ma lui si rifiutò fermamente per paura di perdere anche quei pochi che gli restavano.

- Secondo molti suoi colleghi, Hogan è un egoista e un egocentrico: questo potrà essere vero per quanto riguarda il periodo alla WWF dal 1984 al 1993 (oltre a determinati episodi dell’era WCW) ma non certo per ciò che ha fatto  da quando è tornato alla WWE: nel backstage ha dimostrato sempre grande professionalità e correttezza, perdendo diversi match senza polemizzare e aiutando i wrestlers più giovani ad emergere.

- Statisticamente parlando, Undertaker può essere considerato la vera nemesi di Hogan: è infatti l’unico wrestler che può vantare, insieme a The Rock, il primato di averlo sconfitto in ben due occasioni (se pur non in modo pulito) nella WWF / WWE strappandogli in entrambi i casi la cintura di campione. Ad ogni modo Hulk continua a ritenere Andrè  il suo più grande avversario, nonostante The Rock e Goldberg occupino un posizione di altissimo rilievo nella sua classifica personale.

- Il match contro Sid Justice a WM 7 terminò in modo piuttosto strano per via del ritardo con cui Papa Shango giunse sul ring: non vedendolo arrivare, Sid fu costretto ad uscire dal conteggio da solo pur avendo subito il Running Leg Drop mentre l’arbitro fermò l’incontro per squalifica in seguito all’interferenza di Harvey Wippleman (prevista ma in teoria successiva a quella di Papa Shango).

- È sposato e ha di due figli: Brooke e Nicholas.

- Ha la fama di essere uno che le spara davvero grosse (specialmente quando è ospite della trasmissione radiofonica “Bubba the Love Sponge”) e per questo le sue dichiarazioni, talvolta in contrasto con le sue scelte, vengono sempre prese con le molle.

- Sua moglie Linda gestisce un ristorante chiamato “The French Hen”.

- A WM 9 mise alle strette Vince Mcmahon e i vertici della WWF minacciando di boicottare il  Tag Team Title match contro Ted di Biase e IRS se la stessa sera  non gli fosse stato concesso di vincere il titolo assoluto contro Yokozuna: il finale del main event  venne così riscritto in fretta e furia (Bret Hart doveva comunque perdere) per permettere la farsa dell’incontro non programmato della durata di 23 secondi. Ad ogni modo Vince si vendicò prestissimo di quanto accaduto costringendo Hogan all’umiliante sconfitta di nuovo contro Yokozuna a King of the Ring 93.

- Dopo i fatti di Bash at the Beach 2000, pare abbia preso in considerazione l’ipotesi di accompagnare suo figlio la sera successiva a Raw facendogli tenere in mano la cintura di campione presa a Jarrett: purtroppo l’idea venne accantonata per il timore di ripercussioni legali.

- Il suo compagno di tag team preferito è Bill Goldberg.

- Come altri wrestlers (un nome per tutti: Scott Steiner) ha ripreso molti aspetti del  look e delle movenze di Billy Graham.

- Verne Gagne, infuriato per il passaggio di Hulk alla WWF, offrì centomila dollari a Iron Sheik per rompere una gamba ad Hogan durante il famoso match che ha segnato la nascita dell’Hulkmania: per fortuna il buon vecchio Sheik rifiutò l’offerta e lottò correttamente dimostrandosi un serio professionista.

- Con la vittoria a Backlash 2002  è diventato, all’età di 49 anni, il più vecchio campione in carica che la WWF / WWE abbia mai avuto (pensate che il più giovane è Randy Orton, diventato World champion a soli 24 anni: un record molto difficile da battere).

- Al contrario di quanto si è detto e letto spesso, Non hai mai ritenuto fattibile un suo ritorno alla WWF per tutto il periodo in cui ha lottato alla WCW.

- Gira voce che Randy Savage gli abbia fatto un occhio nero perché era realmente geloso di Elizabeth: è comunque quasi certo non ci sia mai stato niente tra Hulk e la manager di Macho Man.

- Alla fine del 2001, Vince Mcmahon si è deciso a richiamarlo in federazione e a riesumare la formazione originale dell’NWO quando ha saputo di non poter recuperare l’infortunato Benoit in tempo per Wrestlemania e quindi di essere a corto di cattivi da contrapporre a Stone Cold e a The Rock.

- Sembra che abbia mosso molte delle sue conoscenze alla WWF per convincere i vertici della federazione a mettere sotto contratto Big Show.

- Si è sempre impegnato ad aiutare i bambini malati o bisognosi: ha dato il suo appoggio finanziario alla Pediatric Aids Center, alla Special Olympics e alla Starlight Foundation oltre a far parte della Make-a-Wish Foundation di cui è tuttora una delle star più richieste.

- Mentre preparava il match contro The Rock si è fratturato due costole: la cosa è stata tenuta nascosta fino dopo Wrestlemania 18 e quando è venuta fuori molti hanno pensato che fosse un espediente per farlo lottare il meno possibile. In realtà, se osservate attentamente l’incontro disputato a Backlash 2002 noterete che Hogan, una volta eseguito il suplex su Triple H fuori dal ring, si porta la mano sulle costole e riesce  a malapena trattenere una smorfia di dolore. Anche alla fine del match contro The Rock a WM 18 appare dolorante nello stesso punto ma c’è chi continua a sostenere che si sia trattato solo di un plateale trovata pubblicitaria.

- La sede di WM 7 venne spostata per problemi di sicurezza legati alla natura particolare del main event: Sgt. Slaughter aveva ricevuto numerose minacce di morte  a causa delle sue dichiarazioni pro Iraq e la WWF era stata sommersa da lettere e telefonate di protesta. Tutto il backstage tirò un sospiro di sollievo quando alla fine della serata Hogan vinse il match  e strappò il titolo all’odiato Slaughter.

- Negli Stati Uniti, alla fine degli anni 80, c’erano in commercio più di cento gadgets ispirati al fenomeno Hulkmania.

- Nel corso di un’intervista, Sid Vicious ha rivelato che l’unica volta che ha visto Hogan arrabbiato alla WWF è stato nel 1992, quando scoprì i piani del booking team aveva per la Royal Rumble.

- Ha giocato un ruolo determinante nella diffusione del wrestling made in Usa fuori dai confini nazionali e nel trasformare la WWF / WWE la società leader del settore a livello mondiale: nonostante questo c’è chi continua a vedere in lui la ragione principale della bassa considerazione che generalmente l’opinione pubblica ha del wrestling.

- I suoi rapporti con Randy Savage non sono mai stati idilliaci: diciamo pure che nel corso degli anni c’è sempre stato una sorta di amore-odio tra i due che li ha spesso riavvicinati e poi di nuovo divisi.

- Ha sempre curato molto i suoi rapporti con i fans e in particolare con quelli più giovani: lo abbiamo visto molte volte scherzare a bordo ring con i bambini per non parlare dei suoi famosi consigli da perfetto “boy scout” come pregare, prendere le vitamine ecc..

- Il suo successo è stato determinato anche dalla gimmick dell’ eroe americano proposta in piena Guerra Fredda.

- Il contratto che lo legava alla WCW comprendeva una clausola di “creative control”: in pratica il booking team non poteva proporre delle trame che ponessero il personaggio sotto una luce negativa (necessitavano perciò dell’approvazione dello stesso Hogan).

- La Marvel Comics fece causa alla WWF per aver usato il nome “Hulk”, praticamente identico a quello del suo celebre gigante verde. Le parti trovarono in seguito un accordo della durata di 20 anni scaduto nell’ottobre del 2004 che fortunatamente, dopo alcuni mesi di esitazioni, è stato rinnovato.

- A WM 18 avrebbe dovuto affrontare Stone Cold e non the Rock: sembra che Steve Austin si sia rifiutato per il  timore che durante il match il pubblico si schierasse tutto dalla parte di Hogan (cosa che poi effettivamente è accaduta).

- È  stato il primo wrestler a vincere due Royal Rumble consecutive e cinque  titoli del mondo WWF.

- Durante un’intervista ha dichiarato: “il wrestling non è stata la cosa più importante della mia vita. Il wrestling è la mia vita”.

- Kevin Nash e Edge raccontano di aver deciso di intraprendere la carriera di wrestler dopo aver assistito dal vivo rispettivamente a Hulk Hogan vs Andrè the Giant (WM 3) e Hulk Hogan vs Ultimate Warrior (WM 6).

- Sting considera la vittoria contro Hogan a Starrcade 97 uno dei migliori match della sua carriera.

- Appare per qualche istante All fine del video di “Everything to me”, il primo singolo di sua figlia Brooke.

- Macho Man ha fatto di tutto per evitarlo nel backstage del ppv TNA Victory Road e quando Hogan gli ha proposto di uscire nel parcheggio per chiarire le loro divergenze una volta per tutte, Savage lo ha ignorato andandosene in tutta fretta.  Gira voce che Macho sia rimasto così sconvolto da quell’incontro da arrivare a presentarsi agli shows TNA delle settimane successive con un coltello in tasca

 

L’HULKMANIA SUL PICCOLO E GRANDE SCHERMO.

 

Hulk Hogan ha girato ben 10 film e una serie televisiva, oltre ed essere apparso in diverse produzioni famose.

Film di cui è protagonista

No Holds Barred, 1989 (prodotto da Vince Mcmahon: la pellicola ha avuto così poco successo che non è stata nemmeno esportata)

Suburban Commando, 1991 (girato insieme a Christopher Lloyd)

Mr Nanny, 1993

The Secret Agent Club, 1996

Santa with muscles, 1996

3 Ninjas: High Noon at Mega Mountain, 1997

Shadow Warriors: assault on Devil’s Island, 1997 (nel cast compare anche Carl Weathers. É senza dubbio il suo film migliore e infatti ne è stato girato un seguito altrettanto valido)

Shadow Warriors 2: The Death Merchant, 1998

The Ultimate Weapon, 1998

McCinsey’s Island, 1999.

 

Complessivamente non si tratta di grandi produzioni (pensate che “Il Re Scorpione” con protagonista The Rock ha incassato da solo più di tutti questi film messi insieme) che però si lasciano apprezzare per la loro semplicità e le situazioni comiche in cui Hogan spesso si ritrova (ad eccezione di Shadows Warriors 1 e 2 a cui è stato dato il taglio dei classici film d’azione).

Nella serie televisiva Thunder in Paradise girata tra il 1992 e il 1994, Hogan è affiancato da una comprimaria d’eccezione: Carol Alt. Tra le varie guest stars ricordiamo Sting, Brutus the Barber, Giant Gonzales e Jimmy Hart.

 

Apparizioni varie

Rocky 3, 1982 (la sua apparizione più celebre)

Konnan the Barbarian, 1984

Gremlins 2, 1990

Muppets from Space, 199

The Punisher, 2004 (Nella versione finale della pellicola la sua apparizione è stata tagliata

Hogan è stato la guest star degli episodi N. 70 e N. 83 di A-Team (1985), di un episodio di Baywatch del 1995 (insieme a Randy Savage, Ric Flair e Vader) e di uno di Walker Texas Ranger (2001). 

 

HULK HOGAN: HANNO DETTO DI LUI

“Senza Hogan nessuno di noi adesso farebbe ciò che stiamo facendo”. (Bill Goldberg).

“Grazie per i ricordi, per l’ispirazione e soprattutto grazie per l’Hulkmania”. (Vince Mcmahon, WM VIII).

“Ci sono delle tappe fondamentali nella carriera di ogni wrestler: salire sul ring insieme ad Hulk Hogan è una di quelle”. (Kurt Angle)

“Hulk è una persona fantastica ed ha uno stile inconfondibile. Probabilmente è il miglior wrestler contro il quale abbia mai lottato”. (Sid Vicious)

“Lui è il wrestling. Il Mohammed Alì e il Michael Jordan del wrestling”. (Sting)

“Hulk Hogan è la tigre bianca del wrestling”. (Warrior).

 

 LE CANZONI DELL’HULKMANIA.

 

Real American

I AM A REAL AMERICAN
FIGHT FOR THE RIGHTS OF EVERY MAN
I AM A REAL AMERICAN
FIGHT FOR WHAT'S RIGHT
FIGHT FOR YOUR LIFE !

WHEN IT COMES CRASHING DOWN
AND IT HURTS INSIDE
YOU'VE GOT TO TAKE A STAND
IT DON'T HELP TO HIDE
IF YOU HURT MY FRIENDS
THEN YOU HURT MY PRIDE
I GOT TO BE A MAN
I CAN'T LET IT SLIDE

I AM A REAL AMERICAN
FIGHT FOR THE RIGHTS OF EVERY MAN
I AM A REAL AMERICAN
FIGHT FOR WHAT'S RIGHT
FIGHT FOR YOUR LIFE !

I FEEL STRONG ABOUT RIGHT AND WRONG
AND I DON'T TAKE TROUBLE FOR VERY LONG
I GOT SOMETHING DEEP INSIDE OF ME
COURAGE IS THE THING THAT KEEPS US FREE
I AM A REAL AMERICAN
FIGHT FOR THE RIGHTS OF EVERY MAN
I AM A REAL AMERICAN
FIGHT FOR WHAT'S RIGHT
FIGHT FOR YOUR LIFE !

 

American Made

He's American Made...
He's got the red, white, and blue running through his veins
He was born and rasied in the US of A.
He's goverment inspected he's U.S. grade,
If you mess with the flag it's like a slap in his face

He's American Made (American)
He's American Made (American)
He's American Made (American)
He's American, American made

He's got the Stars and Stripes running through his veins
He was born and raised in the US of A.
He wears the Heart of his country on his sleeve,
You fight for your freedom if you really believe...
He's American made

He's American Made (American)
He's American Made (American)
He's American Made (American)
He's American, American made

He was born and raised in the US of A.

You fight for your freedom if you really believe... He's American made

He's American Made (American)
He's American Made (American)
He's American Made (American)
He's American, American, American made

American made

He's American made

American made

Yeah, Yeah, Yeah, Yeah, American Made

American Made

Whoa, He's American Made, yow...

 

Voodoo Child

Well, i stand up next to a mountain
And i chop it down with the edge of my hand

Yeah

Well, i stand up next to a mountain
And i chop it down with the edge of my hand
Well, i pick up all the pieces and make an island
Might even raise a little sand

Yeah

'Cause i'm a voodoo child
Lord knows i'm a voodoo child baby
I want to say one more last thing
I didn't mean to take up all your sweet time
I'll give it right back to ya one of these days

Hahaha

I said i didn't mean to take up all your sweet time
I'll give it right back one of these days

Oh yeah

If i don't meet you no more in this world then uh
I'll meet ya on the next one
And don't be late
Don't be late

'Cause i'm a voodoo child voodoo child
Lord knows i'm a voodoo child

Hey hey hey

I'm a voodoo child baby
I don't take no for an answer

Question no
Yeah

 

Tommaso “the Punisher” Consortini