HULK
HOGAN
Vero nome:
Terrence Gene Bollea
Data di nascita:
11 agosto 1953
Altezza: 203 cm
Peso: 125 kg
Titoli vinti:
NWA South
Eastern Heavyweight title, MSG Annual Tag Team Tournament (2 volte),
AWA World Title (2 volte), IWGP Title, WWF / WWE World Title (6
volte), WCW World Title (6 Volte + il contestato titolo di Bash at
the Beach 2000), WWE Tag Team Title (insieme a Edge).
Entrance themes: Eye of the Tiger,
Real American (WWF/WWE theme: la migliore entrance theme che abbia
mai accompagnato un wrestler), American Made (WCW theme), Voodoo
Child (WWF / WWE theme, by Hendrix).
Posizioni nella PWI
500: 1991: 1*, 1992: 12*, 1993: 17*, 1994: 2*, 1995: 6*, 1996:
8*, 1997: 57*, 1998: 11*, 1999: 44*, 2000: 59*, 2001: N.C. (ha
disputato solo un match), 2002: 19*, 2003: N.C. (ha disputato solo 5
match).
Incontri migliori: Hulk Hogan vs Andrè
the Giant (WM 3); Hulk Hogan vs Ultimate Warrior (WM 6), Hollywood
Hulk Hogan vs The Rock (WM 18).
Incontri peggiori: Hollywood Hogan vs
Warrior (Halloween Havoc 98), Hulk Hogan vs Yokozuna (King of the
Ring 93), Mr America vs Roddy Piper (Judgment Day 2003).
Finisher: Sterling Squeeze Bearhug
(NWA), Running Leg Drop noto anche come “Leg Drop of Doom” (WWF/WWE,
WCW), Axe Bomber (NJPW).
Gimmicks: Super Destroyer,
Terry Boulder, Sterling Golden, Hulk Hogan, Hollywood Hogan,
Hollywood Hulk Hogan, Mr. America.
Stile e mosse
preferite: Lo stile di Hogan si basa prevalentemente su
combinazioni di pugni, chop, calci e gomitate che alterna alle
celebri “prove di forza”, qualche suplex, frequenti clotheslines,
piledriver (indimenticabile quello tentato su Andrè the Giant fuori
dal ring a WM 3), rarissimi Gorilla Press Slam (su avversari o
manager di stazza non elevata) oltre ai tradizionali Scoop Slam,
Headlock, Elbow Drop, Russian Leg Sweep e alla mitica combinazione
Big Boot + Running Leg Drop. Hulk non disdegna nemmeno le prese di
sottomissione (usate più che altro in Giappone) oltre a qualche
sorpresa come la Diamond Cutter (!) eseguita su Triple H a Backlash
2002 o il Superplex ai danni di Undertaker sfoderato un mese dopo a
Judgment Day.
Catch phrase: “Whatcha gonna do
brother, when Hulkamania runs wild on you?"
Riconoscimenti PWI:
-
1980 Most Hated Wrestler (3° classificato)
- 1980 Match of the Year (1° classificato: Hogan vs. Andre the
Giant)
- 1982 Most Popular Wrestler(2° classificato)
- 1982 Wrestler of the Year (2° classificato)
- 1983 Most Inspirational Wrestler
- 1984 Most Popular Wrestler (1° classificato)
- 1984 Match of the Year (2° classificato)
- 1984 Wrestler of the Year (1° classificato)
- 1985 Most Popular Wrestler
- 1985 Match of the Year (Hogan & Mr. T vs. Roddy Piper & Paul
Orndorff)
- 1985 Wrestler of the Year (1° classificato)
- 1986 Most Popular Wrestler (1° classificato)
- 1986 Feud of the Year (Hogan vs. Paul Orndorff)
- 1986 Match of the Year (3° classificato: Hogan vs. Paul Orndorff)
- 1986 Wrestler of the Year (1° classificato)
- 1987 Most Popular Wrestler (1° classificato)
- 1987 Match of the Year (2° classificato: Hogan vs. Andre the
Giant)
- 1987 Wrestler of the Year
- 1988 Most Popular Wrestler (1° classificato)
- 1988 Feud of the Year (3° classificato: Hogan & Randy Savage vs.
Ted DiBiase & Andre the Giant)
- 1988 Match of the Year (Hogan vs. Andre the Giant)
- 1989 Most Popular Wrestler
- 1989 Feud of the Year (1° classificato: Hogan vs. Randy Savage)
- 1989 Match of the Year (1° classificato: Hogan vs. Randy Savage)
- 1989 Wrestler of the Year (1° classificato)
- 1990 Most Inspirational Wrestler (1° classificato)
- 1990 Most Popular Wrestler
- 1990 Feud of the Year (1° classificato: Hogan vs. Earthquake)
- 1990 Match of the Year (3° classificato: Royal Rumble)
- 1990 Match of the Year (3° classificato: Hogan vs. Earthquake)
- 1990 Match of the Year (Hogan vs. the Ultimate Warrior)
- 1990 Wrestler of the Year (2° classificato)
- 1991 Most Popular Wrestler (1° classificato)
- 1991 Feud of the Year (1° classificato: Hogan vs. Sgt. Slaughter)
- 1991 Wrestler of the Year
- 1992 Match of the Year (2° classificato: Royal Rumble)
- 1994 Comeback of the Year
- 1994 Most Popular Wrestler (3° classificato)
- 1994 Feud of the Year (1° classificato: Hogan vs. Ric Flair)
- 1994 Match of the Year (2° classificato: Hogan vs. Ric Flair)
- 1994 Wrestler of the Year
- 1995 Most Popular Wrestler (3° classificato)
- 1995 Wrestler of the Year (3° classificato)
- 1996 Most Hated Wrestler
- 1996 Wrestling Observer Hall of Fame Inductee
- 1997 Most Hated Wrestler (1° classificato)
- 1997 Feud of the Year (2° classificato: Hollywood Hogan vs. Roddy
Piper)
- 1998 Most Hated Wrestler
- 1998 Feud of the Year (1° classificato: NWO Hollywood vs. NWO
Wolfpac)
- 1998 Match of the Year (2° classificato: Hollywood Hogan vs. Bill
Goldberg)
- 1999 Most Inspirational Wrestler
- 1999 Feud of the Year (3° classificato: Hogan vs. Ric Flair)
- 2002 Match of the Year (Hogan vs. the Rock)
- 2002 Most Popular Wrestler (1° classificato)
- 2002 Most Inspirational Wrestler (1° classificato)
- 2002 Comeback of the Year
Regni da
campione (U.S.A.):
- NWA South Eastern Heavyweight
Champion (12/79 - 1/80)
- AWA World Heavyweight Champion (18/04/82 -
24/04/82)
- AWA World Heavyweight Champion(2) (24/04/83 - 24/04/83)
- WWF World Heavyweight Champion (23/1/84 - 5/2/88)
- WWF World Heavyweight Champion(2) (2/4/89 - 1/4/90)
- WWF World Heavyweight Champion(3) (24/3/91 - 27/11/91)
- WWF World Heavyweight Champion(4) (3/12/91 - 4/12/91)
- WWF World Heavyweight Champion(5) (4/4/93 - 13/6/93)
- WCW World Heavyweight Champion (17/7/94 - 29/10/95)
- WCW World Heavyweight Champion(2) (10/8/96 - 4/8/97)
- WCW World Heavyweight Champion(3) (9/8/97 - 28/12/97)
- WCW World Heavyweight Champion(4) (20/4/98 - 6/7/98)
- WCW World Heavyweight Champion(5) (4/1/98 - 14/3/99)
- WCW World Heavyweight Champion(6) (12/7/99 - 12/9/99)
- WWF World Heavyweight Champion(6) (21/4/02 - 19/5/02)
- WWE World Tag-Team Champion w/ Edge (4/7/02 - 21/7/02)
Questa biografia è
dedicata al più grande wrestler di tutti i tempi, al mio eroe
dell’infanzia, ad un’icona che è già entrata nella leggenda…
(un ringraziamento
speciale a “Titan Morgan” Manuele Poli per i preziosi consigli)
CAPITOLO I:
I PRIMI PASSI VERSO LA LEGGENDA
Terrence Gene Bollea
nasce ad Augusta in Georgia l’ 11 agosto 1953. Di corporatura
robusta fin da tenera età, il giovane Terry comincia a praticare
seriamente il bodybuilding nel 1967 in una palestra di Tampa in
Florida, portando contemporaneamente avanti i suoi studi di
amministrazione aziendale e la passione per la musica alla
University of South Florida.
Sembra che il primo ad
accorgersi del suo potenziale sia stato Jack Brisco, colpito dalla
mole di quel ragazzone biondo che stava suonando in un locale
insieme ad alcuni amici: Brisco gli offre subito la possibilità di
sfondare nel mondo del wrestling professionistico e poco tempo dopo
il futuro Hulk Hogan viene presentato al severissimo trainer Hiro
Matsuda (famoso per aver già “formato” talenti del calibro di Paul
Orndorff e Tito Santana). Durante una sessione di allenamento,
Matsuda infortuna Terry al ginocchio (gira voce che Matsuda fosse
solito far male agli aspiranti wrestlers nelle lezioni iniziali in
modo da scoraggiarli e farne quindi una prima selezione) che così
decide di lasciar perdere e di cercare fortuna dedicandosi, tra le
atre cose, a suonare in un gruppo ( “the Gentrics”, ma il nome è
incompleto).
Successivamente Terry
tenta di riavvicinarsi al mondo del wrestling e, nell’estate del
1978, Rip Tayler lo fa debuttare nella Southeast Championship
Wrestling (raggruppamento della Florida) nei panni di “Super
Destroyer”: nel suo primo incontro pareggia con Brian Blair
dimostrandosi più che all’altezza del suo avversario e ben presto il
pubblico inizia a chiamarlo “The Wrestling Hulk”. In seguito aiuta
Ox Baker e il manager Billy Spears a sconfiggere Leon “Tarzan”
Baxter diventando un “cattivo” a tutti gli effetti, mentre nel
settembre dello stesso anno ha il suo primo faccia a faccia con
Andrè the Giant in un arm wrestling match (una sfida a braccio di
ferro): la contesa termina quando Destroyer colpisce il gigante
francese prima con una gomitata e poi con il tavolo usato per il
confronto.
Per tutto il 1978
continua a lavorare con la SCW con il nome di Terry Boulder
(identità successiva a quella di Super Destroyer) disputando anche
alcuni match in Alabama. In questo periodo forma
il tag team “The Boulders Brothers” insieme a Ed Leslie (alias
Brutus the Barber Beefcake).
All’inizio del 1979
passa dalla parte dei “buoni” grazie a un segmento che coinvolge Ox
Baker, Ron Fuller e il campione NWA Harley Race. Baker e Boulder
avevano già avuto delle discussioni in diversi tag team match e
così, quando Fuller interferisce in un match di Baker prendendosi un
Heartpunch (la tremenda mossa di Baker capace addirittura di
“uccidere” l’avversario), Terry interviene per salvare l’aggressore,
se lo carica sulle spalle e lo porta nel backstage. Quella stessa
sera, Fuller era stato scelto per affrontare Harley Race ma non
essendo in grado di lottare viene sostituito da Boulder che vince il
match per squalifica grazie all’interferenza di Baker:
sfortunatamente il titolo rimane nelle mani di Race.
Tra il febbraio e il
marzo del 1979, sconfigge Baker diventando il South Eastern Champion
riconosciuto in Alabama. A giugno, al culmine della rivalità contro
Austin Idol, perde il titolo per via di un imbroglio orchestrato dal
suo avversario. A luglio, durante il suo secondo title match contro
Harley Race, viene accecato da Idol con il flash di una macchina
fotografica e il campione in carica ne approfitta per chiudere
l’incontro in suo favore: il testa a testa con Idol si protrae per
altri due mesi durante i quali Boulder subisce un infortunio a una
gamba.
Sempre nel 1979, Race
e Idol decidono che Terry è pronto per il grande salto di qualità e
lo portano a lottare nell’NWA in Georgia, dove debutta con il nome
di Sterling Golden: inizialmente disputa degli handicap match in cui
sfodera una devastante finisher nota come “ Sterling Squeeze
Bearhug” e in seguito si trova impegnato in un’importante feudo
contro “Mr USA” Tony Atlas. Purtroppo, nonostante il suo ruolo di
cattivo sia stato ben costruito ( Sterling offre 10.000$ a chiunque
sia in grado di liberarsi dalla sua Squeeze), Terry non riesce ad
imporsi come vorrebbe.
Le cose cominciano ad
andare decisamente meglio quando torna nella SCW (come Sterling
Golden), e sconfigge Bob Roop conquistando il South Eastern Title,
questa volta riconosciuto ufficialmente: i suoi successi attirano
infatti l’attenzione del proprietario della WWWF Vince Mcmahon
Senior, che in quel periodo era alla ricerca di wrestlers simili per
stazza e movenze a Billy Graham o a Jessy Ventura. Terry accetta
l’offerta (su consiglio dell’amico Terry Funk) e Vince gli propone
il nome “Hogan” che, unito al soprannome “Hulk” tanto caro ai fans,
diventa ovviamente “Hulk Hogan”. Verso la fine del dicembre 1979,
Hogan debutta nella WWWF sconfiggendo facilmente Ted DiBiase nel suo
primo match al Madison Square Garden di New York.
Alla SCW non sono però
molto contenti di quanto Terry sta facendo alla WWWF e nel gennaio
del 1980 lo costringono a perdere il titolo contro Bob Armastrong:
la sconfitta segna la fine di Sterling Golden e dei rapporti con la
federazione.
Intanto la WWWF
affianca ad Hogan il leggendario Freddie Blassie come manager e lo
tiene per un paio di mesi al vertice concedendogli una sfida valida
per il titolo contro Bob Backlund vinta però solo per countout: ma i
fans hanno già iniziato a tifare per lui piuttosto che per Graham e
Ventura.
Alla fine del 1980
collabora con la NJPW e partecipa anche al Madison Square Garden
Tag League (21/10/80-10/12/80): in coppia con Stan Hansen raggiunge
la finale del torneo dove perde contro Antonio Hinoki e Bob
Backlund.
Tornato dal Giappone,
viene contattato da Stallone per girare a Los Angeles alcune scene
di “Rocky III” (in cui interpreta il celebre ruolo di “Thunderlips”,
un wrestler affrontato per beneficenza da Rocky all’ inizio della
pellicola) in dei giorni che coincidono con una show della WWWF a
Charlotte. McMahon minaccia di licenziarlo in caso di assenza ma
Hulk ignora le sue parole e sceglie di andare sul set di Rocky III:
conclusi gli impegni cinematografici si reca a Minneapolis e firma
subito un contratto con l’AWA (American Wrestling Association) di
Verne Gagne che lo fa debuttare nel 1981, ancora in un ruolo da
cattivo, contro Sonny Roger.
All’inizio del 1982,
Rocky III esce in tutte le sale cinematografiche degli Stati Uniti e
la fama di Hogan cresce a tal punto che Gagne decide di fare di lui
l’eroe della federazione: il tutto avviene in occasione di un match
contro Harley Race dove Hulk evita incredibilmente la finisher
dell’avversario (Top Rope Head Butt) e si aggiudica il match
passando dalle parte dei buoni.
Osannato
dal pubblico, vince in seguito una battle royal guadagnandosi il
diritto di sfidare il campione in carica Bob Bockwinckel. Il 18
aprile 1982, nel corso del match valido per il titolo, Hogan schiena
una prima volta Bockwinckel ma è trascinato via da Bobby Heenan che
getta poco dopo un corpo contundente sul ring: Hulk riesce a
prenderlo prima di Bockwinkel e a colpirlo ottenendo così lo
schienamento vincente. Purtroppo il suo regno da campione AWA dura
pochissimo perché la cintura, a causa del finale poco pulito del
match, gli viene tolta 6 giorni dopo dal presidente Stanley
Blackburn e riassegnata a Bockwinkel.
Il 24
aprile 1983, ottiene il rematch contro Bockwinkel e riconquista
l’AWA World Title: Blackburn però sale sul ring e gli strappa la
cintura di mano riconsegnandola per la seconda volta allo sconfitto
tra le proteste dei fans. Le due cinture vinte nell’AWA e poi
assurdamente tolte per volere di Verne Gagne (che per una serie di
motivi personali ed economici non voleva Hulk campione) verranno
ufficialmente riconosciute a Hogan solo nel 2005.
Sempre
nel 1983 torna nella NJPW e partecipa
alla prima edizione annuale del IWGP (International Grand Prix
Wrestling) 10 men round-robin Tournament a cui prendono parte due
lottatori per ognuna delle cinque diverse parti del mondo (Hulk
rappresenta gli Stati Uniti insieme a Big John Studd): Hogan
pareggia con Antonio Inoki, sconfigge Killer Khan, sconfigge Big
John Studd, pareggia con Andrè the Giant, vince per countout contro
Rusher Kimura, sconfigge Canek, Enrique Vera, Otto Wanz e Akira
Maeda. Sia Hulk che Inoki totalizzano in totale 37 punti e Il 2
giugno si scontrano nella finale del torneo. durante le fasi più
concitate del match, Hogan colpisce Inoki con un potentissima
clothesline e lo scaraventa fuori dal ring: Inoki batte
violentemente la testa sul pavimento e, incapace di risalire sul
quadrato, perde per countout nell’incredulità generale (in realtà
doveva essere lui ad aggiudicarsi il match) ed è costretto a dire
addio al trofeo del torneo e quindi al titolo di campione. Il titolo
resta nelle mani di Hogan fino al giugno dell’anno successivo quando
viene riconquistato da Inoki.
In tag team con Inoki,
Hogan riporta altri due importanti successi: la vittoria del terzo
Madison Square Garden Tag League (12/10/82) ottenuta sconfiggendo
Killer Khan e Tiger Toguchi nell’ultimo match del torneo e il bis
nell’edizione successiva (18/11/83-8/12/83) in cui le due leggende
si impongono in finale sulla coppia Adrian Adonis / Dick Murdoch.
CAPITOLO II:
WWF. IL DOMINIO DELL’HULKMANIA
(1984-1993).
La rapida ascesa di
Hogan nel panorama del wrestling professionistico, spinge la WWF ad
intavolare delle nuove trattative e il 7 gennaio 1984 Hulk esordisce
per la seconda volta nella federazione di Stanford intervenendo a
favore di Bob Backlund attaccato scorrettamente dai Samoans.
Il 23 gennaio, vince
il suo primo WWF World Title sconfiggendo Iron Sheik al termine del
match che segna la nascita dell’ Hulkmania.
Il 31 marzo 1985
partecipa a Wrestlemania I e in coppia con Mr.T trionfa su Paul
Orndorff e Roddy Piper. Nei mesi successivi il fenomeno Hulkmania
cresce a dismisura grazie alle vittorie su Bob Orton (10/5/85), John
Studd (13/8/85) e Nickolai Volkoff (3/10/85). Il 2 novembre, in
coppia con Andrè the Giant, sconfigge per squalifica King Kong Bundy
e John Studd mentre il 4 gennaio 1986 si impone su Terry Funk.
Il 7 aprile 1986, con
una popolarità ormai alle stelle, affronta King Kong Bundy a
Wrestlemania II in un intenso cage match da cui esce vincitore
conservando la cintura di campione. In seguito sconfigge Terry e
Dory Funk (1/5/86, in coppia con Junkyard Dog), Hercules Hernandez
(15/11/86) e Paul Orndorff (3/1/87, steel cage match). Ma la
consacrazione definitiva arriva quando Andrè decide di troncare la
loro amicizia per sfidarlo in un match valido per il titolo a
Wrestlemania III.
L’ epico scontro si
tiene il 29/3/87 al Pontiac Silverdome davanti a 93.173 persone: la
scena iniziale di questa sfida in cui l’ imbattuto gigante francese
(peso 234 kg / altezza 223 cm) e l’ American Hero si fissano quasi
immobili per degli interminabili secondi è qualcosa destinato a
restare impresso per sempre nell’immaginario collettivo. Al termine
di un’emozionante battaglia, Hogan riesce ad imporsi sollevando con
uno sforzo disumano l’ avversario (!) e a sbatterlo a terra per poi
finirlo con il classico Running Leg Drop: come lo stesso Hulk ha
dichiarato spesso negli anni successivi (come nel bellissimo video
di apertura di WM X-8 in cui lo Scoop Slam su Andrè viene riproposto
con tanto di commento da parte di Hogan) quella vittoria ha
rappresentato senza ombra di dubbio il momento più importante di
tutta la sua carriera.
Da WM III in poi, l’
Hulkmania diventa uno dei simboli del patriottismo americano
trasformandosi rapidamente da semplice fenomeno di intrattenimento a
strumento di propaganda nemmeno tanto velata (il video di Real
American dove Hogan strappa una foto di Gheddafi ne è l’esempio
lampante).
A Survivor Series
(26/11/87) la squadra composta da Hulk Hogan, Paul Orndorff, Don
Muraco, Ken Patera e Bam Bam Bigelow viene sconfitta da Andrè the
Giant, One Man Gang, King Kong Bundy, Butch Reed e Rick Rude (Andrè
resta solo sul ring mentre Hogan è eliminato per countout).
Il 5 febbraio 1988,
Hogan e Andrè si affrontano ancora durante Saturday night Main Event
ma in questa occasione Hulk è vittima delle macchinazioni di Ted
DiBiase: ad arbitrare il match è infatti Dave Hebner, fratello
gemello corrotto dell’arbitro Earl Hebner, che esegue il conteggio
di tre sul campione in carica nonostante abbia alzato chiaramente la
spalla. Conclusosi il match, Andrè regala la cintura a DiBiase e a
nulla serve l’intervento del vero Earl Hebner che tenta di
invalidare il risultato dell’incontro: solo in seguito i vertici WWF
dichiarano nullo il passaggio del titolo e decidono di rimettere in
palio la cintura in un torneo a eliminazione diretta a WM IV.
Il 27 marzo 1988 si
tiene l’attesa quarta edizione di Wrestlemania in cui Hogan e Andrè
si trovano di nuovo faccia a faccia ma entrambi sono squalificati ed
eliminati dal torneo per una serie di reciproche scorrettezze. Ad
aggiudicarsi il torneo è Macho Man Randy Savage, grazie anche ai
ripetuti interventi di Hulk: da questa nuova alleanza nascono i Mega
Powers, uno dei più celebri tag team nella storia della WWF che a
Summerslam (29/8/88) sconfigge la coppia Andrè / Ted Di Biase. Circa
un mese prima Hogan (31 luglio) aveva avuto di nuovo la meglio su
Andrè in uno steel cage match.
A Survivor Series
(24/11/88), i Mega Powers insieme a Koko B. Ware, Hillibilly Jim e
Hercules si impongono su Ted di Biase, Big Boss Man, Haku, Akeem e
Red Rooster (Hogan e Savage sono gli unici sopravvissuti
dell’elimination match). Tuttavia la presenza di miss Elizabeth
(manager di Macho) ben presto inizia a pesare fomentando le gelosie
di entrambi i wrestlers: la situazione precipita durante un match
contro i Twin Powers, in cui Elizabeth viene involontariamente
colpita da Macho (sbattuto fuori dal ring da Akeem) e portata subito
da Hogan nell’infermeria del backstage. Savage resta da solo sul
ring e al ritorno del compagno abbandona a sua volta il quadrato
dopo un breve diverbio per andare dalla sua manger. Hogan riesce a
chiudere lo stesso l’incontro ma nel backstage si riaccende la
discussione con Macho che porta inevitabilmente alla rottura della
coppia e alla sfida nell’imminente WM V.
Il 2 aprile 1989 al
Trump Plaza di Atlantic City Hogan sconfigge Macho Man nel main
event della quinta edizione di Wrestlemania aggiudicandosi così il
suo secondo WWF World Title.
Dopo aver avuto
ragione di Big Boss Man e Honky Tonk Man (rispettivamente il 21
aprile e il 22 luglio) Hulk affronta, in coppia con l’amico Brutus
Beffcake, di nuovo Savage e il suo alleato Zeus a Summerslam
(28/8/89) riportando un’altra acclamatissima vittoria.
Il
23 novembre a Survivor Series, insieme a Jake “The Snake” Roberts.
Ax e Smash (gli Hulkamaniacs) si impone Ted di Biase, Zeus e
the Powers of Pain (Million Dollar Team).
Il 21 gennaio 1990
Hogan, praticamente al top della sua carriera, vince la sua prima
Royal Rumbe mandando in delirio l’arena, ma la prima vera sconfitta
dell’Hulkmania è ormai prossima: iniziano infatti i primi dissapori
con il campione intercontinentale Ultimate Warrior (osannato dai
fans e già a fianco di Hogan nel vittorioso tag team match contro
Lanny Poffo e Mr Perfect del 3 gennaio), eliminato involontariamente
da Hulk durante la Rumble.
1 aprile: allo Skydome
di Toronto va in scena (davanti a 67678 persone) la sesta storica
edizione di Wrestlemania dove Hogan perde con onore contro Warrior
in un match di riunificazione delle cinture dicendo addio alla sua
imbattibilità: l’abbraccio tra le due icone alla fine dell’incontro
è uno dei momenti più emozionanti nella storia del wrestling.
Il 13 aprile torna in
Giappone e a Tokio sconfigge Stan Hansen. Il 27 agosto a Summerslam
si scontra con Earthquake (peso: 225kg) per vendicarsi
dell’aggressione in cui ha riportato la frattura di 2 costole e
vince per countout.
22 novembre, Survivor
Series. Hulk disputa due match: nel primo in coppia con Jim Duggan,
Big Boss Man e Tugboat sconfigge Earthquake, Haku, Dino Bravo e the
Barbarian. Nel secondo incontro insieme a Ultimate Warrior e Tito
Santana elimina la squadra composta da Ted di Biase, Rick Martel,
Warlord, Hercules e Paul Roma.
Il 19 gennaio 1991,
vince di nuovo la Royal Rumbe aggiudicandosi così una nuova chance
per il titolo mondiale detenuto da Sgt. Slaughter. La loro rivalità
trova nella Guerra del Golfo, in pieno svolgimento in quel periodo,
un grandioso espediente per catalizzare l’attenzione del pubblico
dato che Slaughter si dichiara simpatizzante del regime iracheno.
Il 23 marzo, un Hogan patriottico come non mai, infligge una dura
sconfitta a Slaughter nel main event di Wrestlemania VII diventando
così campione WWF per la terza volta. Il 30 marzo, nuovamente in
Giappone, in coppia con Genichiro Tenryu perde per countout contro
i Legion of Doom.
A Summerslam (26/8/91)
in coppia con Warrior, spazza via Sgt. Slaughter, Col. Mustafa e
Gen, Adnan.
Una nuova minaccia per
l’Hulkmania si sta però profilando all’orizzonte e risponde al nome
di Undertaker: tutto ha inizio con l’aggressione di Hulk da parte
del becchino durante un’intervista rilasciata a Paul Bearer (manager
storico di Taker) da cui Hogan esce fuori piuttosto malconcio. Il 29
novembre Hulk affronta Undertaker a Survivor Series ma a causa di
un’interferenza di Flair (che prima distrae Hogan e poi posiziona
sul quadrato un sedia su cui viene eseguita la Tombstone vincente)
perde ingiustamente la cintura di campione, riconquistandola il
successivo 3 dicembre nell’evento “Tuesday in Texas”. La conclusione
di questo rematch è ancora una volta piuttosto controversa (Hulk
acceca Undertaker con le ceneri contenute nell’urna custodita di
Bearer) e perciò i vertici della WWF decidono di dichiarare il
titolo vacante e di metterlo in palio nella successiva edizione
della Royal Rumbe.
Il 12 dicembre Hogan
compie una nuova trasferta in Giappone e a Tokio sconfigge Genichiro
Tenryu.
19 gennaio 1992: al
termine della più celebre edizione della Royal Rumbe, Hogan si
ritrova sul ring insieme a Flair e Sid Justice ma quest’ultimo lo
elimina a sorpresa troncando di fatto la loro alleanza: alla fine è
Flair ad avere la meglio e a portarsi a casa il WWF World Title
approfittando proprio dell’intervento di Hulk che tenta di
vendicarsi tirando giù dal ring Sid. Hogan è successivamente scelto
come lo sfidante ufficiale di Flair a Wrestlemania ma rifiuta questa
opportunità per pareggiare i conti con il traditore Sid (che dopo la
momentanea riappacificazione post Royal Rumbe aveva tradito ancora
Hulk lasciandolo da solo in un tag-team match contro Flair e
Undertaker).
A Wrestlemania VIII
(5/4/1992) Hulk, nel suo presunto ultimo match prima del ritiro,
riesce a fatica a tener testa alla devastante potenza di Sid e si
aggiudica l’incontro solo grazie alla squalifica dell’avversario
determinata dall’inferenza del manager Harvey Wippleman. La
mediocrità di questo match è parzialmente salvata dall’inattesa
irruzione sul ring del rientrante Warrior, che sopraggiunge in
soccorso di Hogan attaccato da Sid e da Papa Shango dopo che è già
stata decretata la squalifica: tuttavia è ormai chiaro che Hogan non
è più quello di un tempo e con questo incontro inizia infatti il
definitivo declino dell’Hulkmania.
Il 3 maggio in
Giappone sconfigge The Great Muta: in seguito Hulk e Muta si
impongono sugli Hellraiser (Hawk e Kensuke Sasaki).
Per quasi un anno
Hogan resta lontano dal ring per girare un film e rientra per
aiutare l’amico Brutus Beefcake a vendicarsi dell’aggressione subita
dai campioni di coppia Ted di Biase e da IRS: i 4 si affrontano a
Wrestlemania IX (4/4/1993) in un match valido per il WWF Tag Team
Title che Hogan e Brutus perdono per squalifica.
La stessa sera Bret
Hart perde il WWF title contro Yokozuna (Bret viene accecato con del
sale dal manager Mr Fuji) però all’improvviso Hulk sale sul ring e
protesta per il risultato del match. Yokozuna va su tutte le furie e
lo sfida subito in un incontro valido per il titolo: le cose non
vanno molto bene per il novello campione perché Hulk lo sconfigge in
appena 23 secondi conquistando così il suo quinto WWF Title.
Yokozuna ottiene
comunque la sua rivincita a King of the Ring (13/6/1993) grazie
all’aiuto di un misterioso fotografo (Harvey Wippleman travestito)
che lancia una specie di palla di fuoco addosso a Hogan stordendolo:
si tratta di uno dei peggiori match mai disputati dall’American Hero
e di una delle sue ultime apparizioni nella WWF fino al 2002: il 30
luglio infatti, dopo un altro scontro con Yokozuna vinto per
countout (Dortmund, Germania) decide di lasciare la federazione.
CAPITOLO III:
WCW. L’ALTRA FACCIA DELLA LEGGENDA: HOLLYWOOD HOGAN E L’NWO
(1994-2000).
All’inizio del 1994 (4
gennaio) Hogan torna in Giappone e riporta una grande vittoria su
Tatsumi Fujinami. L’11 giugno firma con la WCW (nuovo nome della
storica NWA acquistata da Ted Turner) dopo essersi dedicato per
diversi mesi anche alla realizzazione del serial “Thunder in
Paradise”.
Il 17 luglio, a Bash
at the Beach, sconfigge Ric Flair nel suo match di debutto
conquistando il WCW World Title. In quell’estate, Hulk viene
coinvolto nel caso Zahorian e testimonia al processo in cui Vince
Mcmahon è accusato di aver costretto i wrestlers della WWF a
prendere steroidi da lui stesso venduti: Hogan difende Mcmahon
dichiarandolo completamente estraneo alla vicenda e afferma che
erano i wrestlers a procurarsi le sostanze di loro spontanea volontà
senza pressioni dall’alto. Purtroppo, nel corso della sua
testimonianza, è costretto ad ammettere pubblicamente di aver fatto
uso di steroidi fino al 1989.
Dopo questi fatti
incresciosi affronta di nuovo Flair a Clash of the Champions XVIII
(29/9/94) e a Halloween Havoc (23/10/94) conservando la cintura.
A Starcade (27/12/94)
si impone su the Butcher (nuova gimmick di Ed Leslie alleatosi con i
Dungeon of Doom perché invidioso del successo di Hogan).
Nell’edizione di Bash at the Beach dell’anno successivo (16/7/95) se
la deve vedere contro Vader in uno steel cage match ma anche in
questa occasione Hulk esce vincitore. I due si erano già affrontati
in un cage match a Slamboree (25/5/95) rispettivamente in coppia con
Flair e Macho Man e gli ex Mega Powers non avevano lasciato speranza
agli avversari. A Clash of the Champions XXXI (4/8/95) Hogan
sconfigge Kamala.
Tutto continua a
essere facile per lui, l’Hulkmania sembra vivere una seconda
giovinezza e solo dopo più di un anno di regno da campione arriva la
prima immeritata sconfitta contro The Giant (Paul Wight alias Big
Show) a Halloween Havoc (29/10/95): i due si scontrano in un assurdo
monster truck match (fortunatamente la pagliacciata su questi enormi
mezzi dura pochi minuti e i conducenti passano presto allo scontro
fisico vero e proprio) durante il quale Jimmy Hart, manager di
Hogan, tradisce il campione e si schiera dalla parte di Giant: la
successiva interferenza di Macho Man (che attacca the Giant) costa
la squalifica e la perdita del titolo a Hogan per via dell’astuta
stipulazione del match voluta da Jimmy Hart.
I dirigenti della WCW
decidono comunque di dichiarare il titolo vacante e di rimetterlo in
palio a World War 3 (26/11/95) in una battle royal dove si
affrontano 60 wrestlers divisi su tre ring: Hogan è eliminato in
modo scorretto proprio da the Giant mentre Macho Man conquista il
titolo. La resa dei conti definitiva avviene a Superbrawl VI
(11/2/96) e Hulk sconfigge finalmente the Giant in uno steel cage
match.
Ad ogni modo il
pubblico inizia lentamente a stancarsi di Hogan e della sua eterna
immagine di eroe senza macchia: gli incontri che disputa non
suscitano l’interesse di una volta e sempre più spesso sono
accompagnati dai fischi (in questo periodo su internet circolano
molte falsità finalizzate a screditare Hulk e la sua carriera): il
caotico (e poco realistico) match in coppia con Savage contro ben 8
lottatori (Flair, Arn Anderson, Meng, Barbarian, Lex Luger, Kevin
Sullivan, Ze Gangsta e The Ultimate Solution) a Uncensored (24/4/96)
è solo un esempio di quanto appena detto. Un’altra grande svolta
nella carriera di Hogan è comunque vicina…
7
luglio 1996: Bash at the Beach. Una data storica per tutti
gli appassionati di wrestling che segna il primo incredibile
passaggio di Hogan tra le schiere dei cattivi: nel main event del
ppv, praticamente un handicap match, con Sting, Luger, Macho Man da
una parte e Nash e Hall dall’altra, Hulk irrompe a sorpresa e
aggredisce Macho Man rivelando così di essere il lottatore
misterioso che non si era presentato all’inizio dell’incontro. Hogan
tradisce quindi i suoi vecchi amici e offre su un piatto d’argento
la vittoria a Nash e a Hall: con un storico discorso rinnega il suo
passato e fonda così il New World Order (NWO), probabilmente la
stable più importante nella storia del wrestling dopo la formazione
originaria dei Four Horsemen.
Il 10 agosto, a Hog
Wild, sconfigge The Giant e riconquista il WCW World Title: l’NWO lo
ha rapidamente rilanciato ai vertici della federazione e Hollywood
Hogan (come inizia a farsi chiamare in seguito ai fatti di Bash at
the Beach) conserva il titolo di campione per un anno. Il 27
ottobre, ad Halloween Havoc ha la meglio su Randy Savage mentre il
29 dicembre a Starcade viene sconfitto per sottomissione (via
Sleeperhold) in un non title match da Roddy Piper di cui si vendica
il 23 febbraio 1997 a Superbrawl.
Il 4 agosto 1997 cede
il titolo a Luger ma lo riconquista 5 giorni dopo a Road Wild grazie
alle interferenze dell’NWO. A Halloween Havoc (26/11/97) perde un
altro non title match contro Roddy Piper.
a Starrcade (28/12/97)
è sconfitto da Sting al termine di un altro incontro piuttosto
controverso che si segnala anche per il debutto nella WCW di Bret
Hart, intervenuto per contestare la decisione arbitrale di assegnare
in un primo momento la vittoria al campione in carica. Il titolo è
dichiarato vacante ma nel rematch a Superbrawl (22/02/98) Sting
conquista definitivamente la cintura.
A Uncensored (15/3/98)
affronta Randy Savage ma il match finisce in no contest: il 20
aprile a Nitro, i due si scontrano di nuovo (questa volta con il
titolo WCW in palio vinto la sera precedente da Savage ai danni di
Sting) e Hogan riesce a tornare campione.
A The Great American
Bash (14/6/98) sconfigge in tag con Bret Hart, Macho Man e Roddy
Piper. il quarto regno da campione di Hollywood è comunque poco
duraturo: dopo due mesi e mezzo è costretto ad arrendersi alla furia
distruttiva di Goldberg che, nell’edizione del Monday Nitro del 6
luglio, vince sia l’U.S. Title contro Hall che il WCW Title contro
Hogan.
Qualche mese dopo,
quando il destino di Hollywood Hogan si incrocia ancora con quello
di Warrior, molti si aspettano un remake dello scontro epico di WM 6
ma il loro match di Halloween Havoc (25/11/98) si rivela invece un
autentico flop: la prestazione di entrambi è a dir poco mediocre e
la vittoria di Hogan grazie all’interferenza del nipote Horace (con
relativo tentativo di dare fuoco al malcapitato Warrior) non
aggiunge assolutamente niente a questo incontro deludente sotto ogni
punto di vista che segna l’inizio del lento declino della gloriosa
WCW.
Durante l’edizione del
Moday Nitro del 4 gennaio 1999, sconfigge Kevin Nash riconquistando
il WCW World Title ( a dire la verità si tratta di un match farsa
perché Nash si fa abbattere con un solo dito regalando così la
cintura): l’importanza di questo incontro non è tanto nel quinto
titolo vinto da Hogan quanto nella fondazione da parte dei due
contendenti dell’NWO Wolfpac, nuova genesi della stable originaria
che in precedenza si era scissa in Wolfpac (con a capo Nash) e
Hollywood (con a capo Hogan).
La prima sfida per la
cintura viene lanciata da Ric Flair e a Superbrawl (21/2/1999) Hogan
riesce a spuntarla grazie anche all’interferenza di David Flair che
stordisce il padre con uno Stun Gun.
Nella seconda sfida ad
Uncensored (14/3/99), the Nature Boy si vendica e diventa campione
grazie alla complicità dell’arbitro corrotto Charles Robinson che
finge di non accorgersi del sangue che sta uscendo dalla fronte di
Flair (si trattava di un first blood steel cage match). A sorpresa,
durante l’incontro, il pubblico torna a sostenere Hogan come non
avveniva più dalla nascita dell’NWO e quasi involontariamente viene
compiuto il primo passo verso un importante ritorno all’originaria
immagine di eroe buono.
A Spring Stampede
(11/4/99) affronta in un match a 4 (valido per il titolo) Sting,
Flair e Diamond Dallas Page che lo infortuna gravemente a un
ginocchio con una tremenda Figure Four Leg Lock eseguita servendosi
di uno dei paletti del ring.
Il 12 luglio, dopo
un’operazione e 3 mesi di stop (che non si rivelano sufficienti a
risolvere del tutto i problemi al ginocchio malandato), Hogan torna
in azione a Nitro (dopo aver rotto nelle settimane precedenti
diverse sedie e stampelle in testa a DDP) e sconfigge in modo
rocambolesco il campione in carica Randy Savage: assistiamo prima
all’interferenza di Sid Vicious (allontanato dal ring da Sting) e
successivamente a quella di Nash, che mette ko Savage con la
Jacknife Powerbomb regalando la vittoria a un Hogan tramortito. Con
questa affermazione, il “ritorno” tra i buoni diventa definitivo e
si concretizza con la sfida lanciata da Nash per l’imminente Road
Wild.
Il 19 luglio sempre a
Nitro, sconfigge per squalifica Sid Vicious a causa dell’intervento
di Nash: anche Sting interviene nella contesa in difesa del campione
in carica ma il suo altruistico gesto viene vanificato dall’arrivo
di Rick Steiner. Lo squilibrio delle forze in gioco (3 cattivi
contro 2 buoni) trova un bilanciamento nella devastante irruzione di
Goldberg che spazza via Sid e soci alleandosi con Sting e Hogan.
A Nitro (26/7/99) in
tag con Sting, viene sconfitto in modo sporco da Nash e Sid: Rick
Steiner colpisce infatti Hogan alla testa con una sedia e questa
volta Goldberg giunge sul ring quando Nash ha già eseguito il pin
vincente.
Il 2 agosto (ancora a
Nitro) interviene per porre fine alle scorrettezze durante il main
event della serata che vede contrapposti Goldberg e Sting a Steiner
e Sid, ma Nash lo blocca schiantandolo sul tavolo dei commentatori
con la solita Jacknife Powerbomb.
9 agosto 1999: in un
atmosfera quasi surreale, Hogan fa il suo ingresso nell’ arena del
Monday Nitro indossando la sua vecchia tenuta red’n’yellow e
accompagnato nuovamente dalla theme “American Made” (accantonata
dopo la nascita dell’NWO): quella sera, acclamatissimo dal pubblico,
sconfigge Sid, Nash e R. Steiner insieme ai fedeli alleati Sting e
Goldberg segnando così la rinascita dell’Hulkmania.
A Road Wild (14/8/99)
Hulk infligge una dura lezione a Kevin Nash riuscendo a conservare
il titolo WCW.
Il 16 agosto, a Nitro,
affronta con successo Sid grazie all’aiuto di Sting (piombato sul
ring a fermare le consuete azioni irregolari di Vicious e Steiner).
7 giorni dopo fronteggia lo stesso Sting in un match titolato ma lo
scontro è interrotto dall’arrivo di Steiner e Vicious che si
accaniscono su entrambi i contendenti fino all’arrivo di Luger (in
difesa di Sting) e di Goldberg (in difesa di Hogan). Un rematch tra
i due viene fissato per il ppv successivo ma nel frattempo Luger
convince Sting della malafede di Hogan mostrandogli delle foto in
cui appare ancora legato ai colori dell’NWO.
Il 30 agosto (Nitro)
Hogan e Goldberg sconfiggono The Triad (DDP, Bam Bam Bigelow e
Kanyon) e la settimana successiva si impongono su DDP, Sid e Rick
Steiner. Intanto le manovre di Luger per screditare Hulk agli occhi
di Sting continuano.
Fall Brawl (12/9/99):
L’incontro valido per il WCW World Title Tra Hogan e Sting è
rovinato dalle interferenze di DDP, Sid e infine Luger che fornisce
a Sting una mazza per colpire il campione in carica: il successivo
schienamento pone così fine al brevissimo regno di Hogan e sancisce
l’incredibile passaggio tra i cattivi di Sting. Il giorno dopo a
Nitro, Sting e Luger sconfiggono in modo scorretto Bret Hart e
Hogan: la rivincita dell’Hulkster è però vicina perché nell’edizione
del Monday Nitro del 4 ottobre riesce ad imporsi sui suoi due nuovi
nemici in uno storico match in cui fa coppia con Ric Flair.
Halloween Havoc
(24/10/99): il tanto atteso rematch tra Hogan e il nuovo campione
Sting non ha praticamente luogo dato che Hulk sale sul ring in abito
borghesi, si sdraia a terra e si lascia schienare in segno di
protesta (in realtà si tratta di una delle tante stravaganti trovate
del writer Vince Russo, il cui unico vero scopo è quello di
sbarazzarsi di Hogan in quanto lo ritiene un pericoloso ostacolo
alla sua sete di popolarità).
Monday Nitro dell’14
febbraio 2000: Hogan torna alla WCW e nel main event della serata
sconfigge per squalifica Flair (Flair si avvale dell’intervento
scorretto di Luger). La settimana successiva ha la meglio su Luger
in un last man standing cage match: il loro feudo si conclude a
Superbrawl (20/2/2000) dove Hogan si impone su Luger nonostante una
mano ingessata: la prevedibile interferenza di Flair è neutralizzata
a sorpresa da Sting che, dopo il tradimento dell’anno precedente,
torna ad allearsi con Hulk.
I conti con Flair
sono regolati una volta per tutte ad Uncensored (19/2/2000): le due
icone si affrontano in uno strap match da cui The Nature Boy esce
sconfitto.
Il 20 marzo a Nitro,
Hogan e il campione del mondo in carica Sid Vicious affrontano Jeff
Jarrett e Scott Steiner: nel corso del match Sid si rende conto che
tutto il pubblico sta tifando per Hulk e accecato dall’invidia lo
attacca inchiodandolo al tappeto con un micidiale Chokeslam: in
apparenza sembrano esserci i presupposti per una nuova sfida
titolata ma l’assurdo azzeramento di tutte le rivalità in corso
(con conseguente espropriazione di tutti i titoli detenuti dai
rispettivi campioni) voluto da Vince Russo, porta nel giro delle
settimane successive a uno stravolgimento dei già delicati equilibri
all’interno della WCW e ad un progressivo crollo dei ratings.
Il personaggio di
Hogan subisce dei profondi cambiamenti ed è inserito in una bizzarra
trama che prevede uno scontro generazionale tra i wrestlers anziani
(The Millionaires Club) e quelli più giovani (New Blood): Hulk è
costretto ad abbandonare di nuovo il red’n’yellow e, tornato a
vestirsi di nero (oltre a un inedito abbigliamento “alla Stone Cold”
sfoderato più che altro fuori dal ring), si trova coinvolto in un
deprimente feudo contro il peso leggero Billy Kidman che sconfigge
sia a Slamboree (7 maggio) che a Great American Bash (11 giugno).
9
luglio 2000: Bash at the Beach. Un ppv che tutti I fans di
Hulk preferirebbero dimenticare: Hogan deve affrontare Jeff Jarrett
in un match valido per il WCW World Title grazie alla stipulazione
speciale dell’incontro di Great American Bash. Una volta salito sul
ring, Jarrett su ordine di Vince Russo si distende a terra e tra lo
stupore generale si lascia schienare senza opporre resistenza:
finito il conteggio, Hulk raccoglie la cintura di campione gettata
con disprezzo sul quadrato da Russo e torna nel backstage dopo aver
gridato in faccia al writer che è grazie a idee ridicole come quella
se la WCW è in crisi. Nel corso della serata Russo prende la parola
e offende pesantemente Hogan accusandolo di aver imposto la sua
clausola di controllo creativo del personaggio per costringere
Jarrett a perdere: il suo delirante discorso (dove si intuisce
chiaramente la volontà di allontanare Hogan dalla federazione) si
conclude con la riconferma di Jarrett campione e la proclamazione di
Booker T come nuovo sfidante per il titolo. Incredibilmente, la
cintura di cui Hulk è in possesso, perde di colpo ogni valore. Gli
sconcertanti fatti di Bash at the Beach fanno in poche ore il giro
del mondo e per tutta l’estate sono oggetto di infuocate discussioni
tra fans che non riescono a capacitarsi di come sia stato possibile
arrivare a tanto e sopratutto cosa sia realmente accaduto quella
notte.
Ad essere sinceri,
sulla vicenda non è mai stata fatta chiarezza fino in fondo. Si dice
che Hogan si sia rifiutato di perdere e di subire a fine match una
violentissima aggressione da parte Scott Steiner per poi abbandonare
definitivamente la WCW: da qui sarebbe maturata la decisione del
Russo di obbligare Jarrett ad agire in quel modo perchè riteneva
inaccettabile l’idea di una vittoria pulita di Hulk. C’è però chi
sostiene che invece si sia trattato di una grandiosa messa in scena,
costruita appositamente per salvare la federazione dalla terribile
crisi che la stava portando sull’orlo del fallimento: secondo questa
teoria, Hogan doveva tornare in azione qualche mese dopo per
allearsi con Bischoff nell’intento di distruggere Russo e affrontare
Goldberg, che in quel periodo era stato trasformato in un poco
ispirato super cattivo, in un epica sfida dai sapori antichi.
Qualunque sia la
verità, possiamo affermare con certezza che qualcosa è andato storto
rispetto ai piani originali perché Hogan non solo non ha fatto più
ritorno alla WCW (fallita 8 mesi dopo BATB) ma ha anche intrapreso
un’azione legale contro Russo in merito alla quale il tribunale ha
emesso una sentenza nell’agosto 2003 (vedi capitolo VI).
CAPITOLO IV.
L’HULKMANIA VIVE ANCORA? (2001)
Dopo i fatti di Bash
at the Beach, iniziano a circolare le voci più disparate sul futuro
di Hogan: in rete si parla di un suo ritorno in Giappone, di
un’ultima apparizione alla WCW e addirittura di un possibile
ingaggio da parte della WWF. In realtà Hulk continua ad avere grossi
problemi al ginocchio (nonostante due operazioni) e per lui è
impensabile qualsiasi impegno sul ring anche saltuario: In questo
periodo comincia anche a pensare seriamente al ritiro, idea già
presa in considerazione negli ultimi anni alla WCW e poi sempre
rimandata per non lasciare la federazione senza un importante punto
di riferimento.
In occasione di WM 17
viene contattato da Vince Mcmahon che gli propone un match contro
Triple H ma il progetto salta a causa delle sue pessime condizioni
fisiche: Hogan segue Wrestlemania in televisione e si rende conto di
aver perso un occasione importante. La sua passione per il wrestling
si è quasi spenta del tutto…
Alcuni giorni dopo si
sottopone a una terza operazione al ginocchio che finalmente dà i
risultati sperati perchè l’equipe del Dott. Picci riesce a fargli
recuperare la completa funzionalità dell’articolazione e nei mesi
successivi torna a far parlare di sé con un fantomatico progetto che
i siti specializzati non tardano a chiamare “Hulk Hogan Wrestling
Federation”: in realtà si tratta della XWF (sfortunata federazione
fondata dall’amico Jimmy Hart) a cui accetta di prendere parte in un
evento (14 novembre) dove affronta e sconfigge Mr Perfect. Da notare
che Hulk partecipa solo per aiutare la neonata XWF a decollare e
per mettere alla prova le sue condizioni generali senza pretendere
un solo dollaro per l’ingaggio.
Questa esperienza gli
permette di riacquistare fiducia in se stesso e presto le voci di un
suo ritorno alla WWF iniziano a farsi sempre più insistenti: in un
primo momento si parla di una rematch contro Warrior a WM X-8 ma poi
si cominciano a fare anche i nomi di Kevin Nash e Scott Hall e
quindi di un ritorno dell’NWO. Nello stesso periodo Randy Savage lo
sfida in un match di beneficenza che Hulk però rifiuta per stare
vicino al padre malato (deceduto poi alla fine del 2001). Intanto, a
fine dicembre, la firma con la WWF sembra essere quasi cosa fatta…
CAPITOLO V.
WWF/WWE. IL RITORNO DELLA LEGGENDA. (2002)
25 gennaio: Hulk,
tornato fisicamente in gran forma, firma un contratto annuale con
la WWF con la possibilità di rinnovarlo per un altro anno.
17 febbraio: un’altra
data storica nella carriera di Hogan. In apertura del ppv No Way
Out, dopo nove anni di assenza dalla WWF, Hulk fa il suo trionfale
ingresso nell’arena insieme a Nash e Hall vestito con i tradizionali
colori dell’NWO: la reincarnazione della storica stable, voluta da
Vince Mcmahon come ultima arma nella lotta per il controllo della
federazione, non tarda a tornare ai vecchi metodi e il primo a farne
le spese è Stone Cold Steve Austin che, nel main event della serata,
vede sfumare la possibilità di diventare campione (ai danni di
Jericho) proprio per l’intervento di Hogan e soci.
Nell’edizione di Raw
post No Way Out (18 febbraio) The Rock sfida Hogan in un dream match
a Wrestlemania X-8 ma è aggredito da tutto il New World Order
(grandioso il segmento in cui Hulk prende una bomboletta spray e
scrive le parole “NWO 2 sweet” sulla schiena di Rocky):
successivamente, l’ambulanza che sta trasportando il People’s
Champion in ospedale, viene centrata in pieno da un tir guidato
sempre da Hollywood. Le cose non vanno certo meglio a Stone Cold che
una settimana dopo subisce un’altro duro pestaggio rimediando un
blocco di cemento sul ginocchio. Il 2 marzo, durante un house show,
Hogan disputa il primo match dal suo ritorno in federazione
sconfiggendo Rikishi.
11 marzo: (Raw) The
Rock e Stone Cold Steve Austin sono sconfitti dall’NWO al termine di
un handicap match in cui risulta decisivo il Running Leg Drop di
Hogan eseguito proprio su The Rock.
17 marzo: WM 18
(Toronto, Canada). Hollywood Hulk Hogan e The Rock, i due wrestlers
più rappresentativi degli ultimi 20 anni, oltre che i simboli del
wrestling di ieri e di oggi, si affrontano in un grandioso match
senza interferenze e scorrettezze: all’inizio dell’incontro il
pubblico (68237 spettatori) tifa per metà Hogan e per metà The Rock
ma alla fine, cosa che non ha precedenti nella storia della WWF, i
fans abbandonano il loro nuovo idolo per schierarsi tutti o quasi
dalla parte del vecchio campione. Poco importa se è Hogan a uscire
sconfitto dall’epico scontro: l’arena ha già decretato il suo eroe.
Terminato il match, i due si stringono sportivamente la mano ma Hall
e Nash non gradiscono e accorrono dal backstage per punire Hulk del
suo fallimento: The Rock interviene prontamente e respinge il loro
attacco alleandosi così con Hogan tra gli applausi scroscianti
dell’arena.
18 marzo: a Raw, Nash
e Hall sono sconfitti per countout da The Rock e Hollywood Hogan
tornato, a furor di popolo, nuovamente buono.
Il 21 marzo a
Smackdown! Hulk interviene per neutralizzare l’interferenza di Hall
ai danni di The Rock (in procinto di schienare Nash) ma viene
colpito a sorpresa da X-Pac, nuovo membro dell’NWO. Il 25 marzo a
Raw, sempre in coppia con The Rock perde per squalifica contro Nash,
Hall e X-Pac a causa dell’interferenza di Kane: la stessa sera,
durante le selezioni antecedenti il draft della federazione, Vince
Mcmahon lo sceglie e lo inserisce nel roster di Smackdown!. Tre
giorni dopo a Smackdown! il trio composto da The Rock, Kane e Hogan
si vendica sconfiggendo l’NWO.
4 aprile: a Smackdown!
The Rock annuncia tra il tripudio generale che a Backlash lo
sfidante di campione in carica Triple H sarà Hulk Hogan e poco dopo
Vince Mcmahon dà la conferma ufficiale. Per l’occasione Hogan si
presenta nell’arena sulle note di Voodoo Child sfoggiando un nuovo
costume (forse il migliore di tutta la sua carriera) dai mitici
colori giallo e rosso. È ormai evidente che Hulk sta assumendo di
nuovo il ruolo di uomo di punta della federazione e non tardano le
iniziative mirate a una rinascita dell’Hulkmania: oltre ai numerosi
promo e gadgets, la WWF gli dedica addirittura un sito
(red&yellow.com) internet con tanto di biografia e foto.
Il 18 aprile
(Smackdown!) affronta Angle e Jericho in coppia con Triple H:
quest’ultimo poco prima del pin vincente lo colpisce con una sedia
per vendicarsi di un colpo subito per errore durante il match.
Il 21 aprile a
Backlash i sogni di tutti i fans di Hogan diventano realtà: al
termine di un tesissimo match (caratterizzato anche dalle pesanti
interferenze di Undertaker e Jericho) Hulk riesce a strappare
l’Indisputed Title dalle mani di Triple H tornando campione WWF
all’età di 49 anni. Nelle settimane successive sembra di essere
tornati ai tempi d’oro dell’Hulkmania di fine anni 80 tanto è l’eco
di questo impensabile successo: il pubblico continua infatti a
impazzire per Hogan, a venerarlo come un dio e a seguire le sue
gesta con un’incredibile partecipazione.
Il 29 aprile a Raw
affronta William Reagal (divertentissimi i momenti precedenti al
match in cui Hogan accetta una tazza di the per poi sputarglielo
addosso) ma quando sta per chiudere l‘incontro Undertaker (sfidante
per il titolo a Judgment Day) lo assale. Il 2 maggio a Smackdown!
difende il titolo sconfiggendo Jericho.
La settimana
successiva a Raw (6 maggio), Hogan distrugge con un tir la moto di
Undertaker (questa edizione dello show si segnala anche per
l’ufficializzazione della nuovo nome della federazione che passa
dallo storico marchio WWF alla sigla WWE) mentre a Smackdown! (9
maggio) sfida insieme a Edge la coppia Angle/Jericho: il match
termina in no contest per via dell’intervento di Triple H che stende
tutti a suon di martellate.
Il 13 maggio (a Raw)
affronta Ric Flair in un match valido per il titolo da cui esce
vincitore grazie all’aiuto di Stone Cold e Bradshaw (intervenuti per
controbilanciare le interferenze di Big Show e X-Pac). La stessa
sera è aggredito da Undertaker che gli lega una corda intorno ai
piedi e lo trascina via con la sua nuova moto. Nella successiva
edizione di Smackdown! Vince Mcmahon urla a Hogan che l’Hulkmania fa
schifo e che Undertaker la spazzerà via: l’esternazione gli vale un
pugno in faccia e un Leg Drop.
19 maggio: a Judgment
Day, Hulk perde l’Indisputed Title nel match contro Undertaker
grazie all’intromissione di Vince Mcmahon. Nell’edizione di
Smackdown! post ppv (23 maggio) annuncia il suo ritiro ringraziando
i suoi fans e dicendo che ormai è giunto il momento di farsi da
parte: l’arrivo sul ring di Vince e le sue conseguenti minacce lo
spingono però a cambiare rapidamente idea e a non ritirarsi fino a
quando non avrà distrutto il boss della WWE.
Il 6 giugno a
Smackdown! partecipa a una battle royal con in palio la possibilità
di sfidare il campione in carica a King of the Ring: la battaglia ha
un esito incerto in quanto Hogan e Triple H, rimasti gli unici sul
quadrato, cadono contemporaneamente fuori dal ring e nel main event
della serata i due si sfidano in un match risolutore vinto da The
Game. Al termine dell’incontro entrambi sono aggrediti da Angle e
Undertaker.
Una settimana dopo
Hogan e Triple H affrontano gli assalitori: l’incontro diventa un
handicap match perché Hulk subisce un’aggressione negli spogliatoi e
arriva sul ring solo dopo che Triple H è stato squalificato per aver
usato il solito martello contro Undertaker. Nonostante ciò, si
toglie la soddisfazione di umiliare Angle strappandogli il bizzarro
parrucchino che porta da quanto Edge lo ha rasato a zero.
23 giugno: a King of
the Ring Hogan disputa un ottimo match contro Angle ma è costretto a
cedere all’Ankle Lock dell’avversario: l’epilogo dell’incontro è ad
ogni modo piuttosto strano perchè Hulk tocca più volte le corde
prima di arrendersi senza che l’arbitro intervenga a interrompere la
presa del campione olimpico.
Il 27 giugno affronta
Jericho vincendo per squalifica ma l’impressione generale dopo le
ultime sconfitte è che la fiamma dell’Hulkmania si sia molto
affievolita: intanto iniziano a circolare le voci di un super sfida
contro Vince destinato a culminare in un match a Summerslam ma la
WWE ha già pronto anche un altro piano a sorpresa per rilanciare il
personaggio…
4 luglio, Festa
dell’Indipendenza: a Smackdown! in una atmosfera di altri tempi,
Hogan entra nell’arena accompagnato dalla mitica “Real American”
cantata anche da gran parte del pubblico presente sventolando una
bandiera americana e indossando tre boa dai colori rosso, bianco e
blu. Quella sera conquista in coppia con Edge (per la prima volta
nella sua carriera) il WWE Tag Team Title sconfiggendo Chuck e Billy
campioni in carica fin da Wrestlemania. 7 giorni dopo gli ex
campioni tentano un nuovo assalto alle cinture ma la coppia Hogan /
Edge riesce a conservare il titolo.
Il 18 luglio Hogan,
Rikishi e Edge sconfiggono il Team Canada (Storm, Christian e Test)
nel preludio al match programmato per il ppv Vengeance con in palio
il Tag Team Title. Il 21 luglio a Vengeance, Storm e Christian
diventano i nuovi campioni di coppia strappando le cinture a Hogan e
Edge.
Il 25 luglio a
Smackdown! Hogan tenta di riconquistare le cinture affrontando Storm
e Christian in coppia con The Rock ma ottiene solo una vittoria per
squalifica: alla fine del match subisce un violento attacco da parte
dalla nuova superstar Brock Lesnar, che lo manda ko con un micidiale
F-5.
1 agosto, Smackdown.
Hulk affronta di nuovo Angle: in palio c’è la possibilità di
affrontare Lesnar e di sottrargli la chance per il titolo che si è
guadagnato per Summerslam trionfando al torneo di King of the Ring.
Hogan vince per squalifica ma non immagina cosa lo aspetta la
settimana successiva…
8 agosto, Smackdown!:
lo scontro con Lesnar è durissimo però Hulk riesce a tener testa
all’avversario più che dignitosamente fino a quando non viene
distratto dal manager di Brock, Paul Heyman che gli impedisce di
eseguire un secondo Leg Drop e quindi di chiudere il match: Lesnar
approfitta così del momento favorevole per eseguire prima l’F-5 e
poi un tremendo bearhug. L’arbitro alza tre volte il braccio di
Hogan (privo di sensi e sanguinante dalla bocca) che ricade sempre
giù decretandone la sconfitta. Brock, su consiglio di Heyman, umilia
ancora Hulk colpendolo con una sedia non appena quest’ultimo tenta
di rimettersi in piedi: l’orrenda scena si conclude con Lesnar che
cosparge il proprio petto con il sangue dello sfidante quasi a
simboleggiare il suo battesimo come futura icona della WWE.
Dopo questa brutta
batosta, Hogan non appare più in nessun show della federazione: la
motivazione ufficiale è un infortunio alla schiena riportato nel suo
ultimo incontro ma con il passare dei giorni iniziano a circolare
voci di notevoli attriti con la dirigenza circa il compenso da
percepire per un tour in Australia.
Nei mesi successivi al
match dell’8 agosto si diffondono le notizie più disparate, alcune
delle quali alimentate dalle dichiarazioni dello stesso Hulk: in più
di un’occasione il suo ritorno alla WWE appare imminente per poi
diventare impossibile solo qualche giorno dopo sia per il netto
rifiuto da parte dell’interessato (le trame sfornate in questo
periodo sono decisamente mediocri) sia per la momentanea mancanza di
spunti interessanti su come sfruttare il personaggio.
Prima di Survivor
Series le parti si incontrano di nuovo per discutere la fattibilità
di un rientro in federazione: l’idea è quella di riprendere il feudo
contro Lesnar, diventato campione a Summerslam, e di farlo culminare
in una resa dei conti definitiva nell’imminente ppv da cui Hogan
dovrà uscire sconfitto. Hulk accetta la proposta a condizione di
vincere almeno una volta contro Brock strappandogli l’Indisputed
Title in una delle edizioni di Smackdown! precedenti il suddetto
ppv. Di fronte al secco rifiuto della dirigenza WWE, le trattative
si arenano: Hogan comunica a Vince Mcmahon di non aver intenzione di
riprenderle prima del 2003.
Il 19 novembre esce la
sua biografia sotto il marchio WWE (scritta da lui e da Michael Jan
Friedman) e contemporaneamente parte una lunga campagna
pubblicitaria per promuoverla: durante le numerose apparizioni
televisive, Hogan lascia intuire la volontà di tornare a lottare ma
non si sbilancia sulla data del rientro. Nel frattempo piovono le
prime critiche sul contenuto della biografia (mosse in particolare
dalla moglie di Vince Mcmahon) in cui pare siano state omesse alcune
ombre del periodo d’oro 1984-1993:la questione steroidi sarebbe
stata trattata in modo poco esauriente e mancherebbero tutti i
riferimenti alle numerose sostanze stupefacenti che circolavano a
quei tempi negli spogliatoi.
Verso la fine di
dicembre, alcune fonti riferiscono di un’imminente trasferta di Hulk
in Giappone per disputare alcuni tag team match insieme al suo
grande amico Goldberg già sotto contratto con la AJPW di Keiji
Mutoh. La cosa risulta però molto dubbia visto che il contratto in
esclusiva con la WWE scade alla fine di gennaio 2003: allo stesso
tempo si continua a parlare di un ritorno a sorpresa di Hulk per
disputare un ultimo grandioso match contro Vince Mcmahon in
concomitanza di Wrestlemania X-9.
CAPITOLO VI.
WWE. HULKMANIA IS STILL RUNNING WILD (2003).
All’inizio di gennaio
Hogan si reca a in Giappone insieme al figlio e subito tutti i
principali siti specializzati danno per certa la sua partecipazione
a uno show della Wrestle-1 in cui devono lottare anche Goldberg e
Mutoh: quello che sembra il primo grande scoop dell’anno si rivela
in realtà un clamoroso buco nell’acqua perché pochi giorni dopo si
scopre che Hulk è nella terra del Sol Levante solo per visitare un
salone automobilistico e non per lottare (nonostante il colloquio
informale avuto con Mutoh).
23 gennaio: al termine
della consueta edizione di Smackdown! Hogan entra a sorpresa
nell’arena accompagnato ancora dalle note Voodoo Child ed è accolto
da un incredibile ovazione da parte del pubblico della durata di
oltre 10 minuti: una volta presa la parola, visibilmente emozionato
per la calorosa accoglienza, ringrazia i suoi fans e dice di aver
firmato un nuovo contratto che segnerà il suo ultimo periodo alla
WWE prima del ritiro. Il discorso viene interrotto dall’improvviso
arrivo sul ring di Vince Mcmahon che offende senza mezzi termini lui
e l’Hulkmania ottenendo però come unico risultato un pugno in faccia
e una dichiarazione di guerra ufficiale da parte di Hulk: il match
tra la più grande icona del wrestling e il suo creatore sembra ormai
prossimo.
30 gennaio,
Smackdown!: Vince, dopo aver chiesto spiegazioni alla figlia
Stephanie (general manager dello show) in merito al ritorno di Hogan
in federazione, sale sul ring e annuncia che a No Way Out
l’Hulkmania sarà distrutta dal rientrante The Rock, assente da 5
mesi per degli impegni cinematografici. The Rock appare sul Titan
Tron in collegamento via satellite da Hollywood e promette, tra i
fischi del pubblico, di prendere Hogan a calci nel sedere.
6 febbraio,
Smackdown!. Hogan e The Rock (di nuovo in collegamento via
satellite) si minacciano reciprocamente spianando ufficialmente la
strada al loro rematch in cui i ruoli di buono e cattivo sono
curiosamente invertiti. La stessa sera Hulk incrocia Lesnar nel
backstage che si dichiara contento del suo ritorno: Hogan gli
risponde di non aver dimenticato ciò che gli ha fatto.
Nell’ultima edizione
di Smackdown! prima di No Way Out (20 febbraio), Hogan e The Rock si
ritrovano faccia a faccia sul ring: Rocky afferma che L’Hulkmania è
rinata solo grazie a lui e porge la mano ad Hulk ma rapidamente la
tira indietro e gli sputa in faccia.
23 febbraio, No Way
Out: il main event del ppv è ovviamente il superpubblicizzato
rematch tra Hogan e the Rock. I due si affrontano senza darsi tregua
e Hulk si dimostra all’altezza della sfida nonostante la lunga
assenza dal ring. Alla fine dell’incontro, Hogan esce
incredibilmente dal conteggio pur avendo subito ben due People’s
Elbow e mette a sua volta a segno il Leg Drop : con il pubblico in
delirio The Rock viene schienato però, prima che l’arbitro abbia
finito di contare, le luci si spengono di colpo e tutta l’arena
resta al buio! Quando la luce torna l’arbitro è a terra privo di
conoscenza e Hulk è l’unico in piedi sul ring: pochi istanti dopo
Vince Mcmahon entra in scena e si avvicina con aria soddisfatta al
quadrato. Nello stesso momento l’arbitro si riprende e porge una
sedia a The Rock che la usa per colpire Hulk alla testa: segue la
Rock Bottom e lo schienamento vincente. Nell’incredulità generale,
Vince sale sul ring alza il braccio al vincitore e all’arbitro
(chiaramente corrotto) e si gode così i frutti di questa
inimmaginabile truffa ai danni di Hogan.
27 febbraio,
Smackdown!: Hulk non partecipa stranamente allo show: Vince accenna
ai fans di un apparente emergenza in famiglia, nonostante lui sia
convinto che si tratti di un palese atto di viltà. Durante la serata
l’odiatissimo arbitro di No Way Out (Sylvain Grenier del futuro tag
team “La Resistance”) prende la parola dicendo di essere stato
inviato da Vince a commentare una delle pagine più belle nella
storia della WWE: al pubblico vengono mostrati così i 5 minuti
conclusivi del match tra Hogan e The Rock con l’aggiunta alcuni
momenti inediti del post ppv in cui Hulk furioso sta cercando Vince
nel backstage per vendicarsi dell’insensata sconfitta.
Due giorni dopo si
diffonde la notizia che Hogan si è infortunato alla schiena e che il
rinnovo del suo contratto con la WWE, apparentemente valido fino a
WM 19, è in forse date le sue pessime condizioni.
6 marzo, Smackdown!:
Hogan prende parte allo show e dopo aver ringraziato i suoi fans
chiama sul ring Vince per dimostrargli che non è un codardo: Mcmahon
appare sulla rampa dell’arena e accusa Hulk di averlo tradito nel
1994 firmando con la WCW di Turner, ma Hogan gli ribatte che senza
la sua testimonianza nel processo per la questione steroidi
probabilmente sarebbe finito in carcere. Nonostante questa pesante
accusa, Vince si rifiuta di salire sul quadrato e rimanda la loro
sfida a WM 19 in un match a stipulazione speciale: in caso di
sconfitta Hulk dovrà abbandonare per sempre il wrestling.
La settimana
successiva (13 marzo) va in onda un filmato con alcuni dei momenti
più importanti della carriera di Hogan al termine del quale Vince
dichiara che Hulk ha distrutto la loro amicizia permettendosi di
sfidarlo dopo che gli era stato concesso di tornare alla WWE: per
questo motivo sarà costretto a uccidere l’Hulkmania a Wrestlemania.
Nei giorni successivi
viene reso noto che le condizioni della schiena di Hulk sono molto
migliorate grazie a un rimedio della medicina alternativa
consistente nell’inserire per qualche tempo dei plantari all’interno
delle scarpe.
20 marzo, Smackdown!:
Hogan sale sul ring per firmare il contratto del match di
Wrestlemania: Mcmahon lo aggredisce alle spalle con una serie di
sediate e lo costringe a firmare con una penna imbevuta del suo
stesso sangue. 7 giorni dopo Hulk giunge a Smackdown! (accompagnato
da suo figlio e da Jimmy Hart) e informa i fans che per lui non è
stato un problema apprendere dai suoi avvocati che il match di WM
sarà uno street fight perché è consapevole di poter sconfiggere il
boss della WWE: presto ci sarà in azione un Hogan come nessuno non
lo hanno mai visto prima.
30 marzo, Wrestlemania
19: nella splendida cornice del ppv più importante dell’anno, Hogan
e Vince danno vita a un match violentissimo e sanguinario, al
termine del quale assistiamo all’inattesa interferenza di Rowdy
Piper (!) che prende a calci Mcmahon e colpisce Hulk con un tubo di
ferro per poi sparire nel nulla. Nonostante ciò, Hogan scatenato
esce dal conteggio, si sbarazza pure di Sylvain Grenier (chiamato
sul ring da Vince per tentare un’altra scorrettezza) e chiude il
match eseguendo ben tre Leg Drop consecutivi sull’avversario:
l’Hulkmania torna così a correre selvaggia, mettendo a segno una
delle vittorie più importanti e difficili del suo lungo cammino.
Ma i colpi di scena
non sono finiti: durante l’edizione di Smackdown! del 3 aprile,
Vince chiama sul ring Hulk, riconosce la sconfitta e gli stringe la
mano informandolo che quella è la sua ultima apparizione nella WWE
poichè che ha deciso di pagargli tutto l’ingaggio del contratto
facendolo restare a casa. Detto questo si reca nel parcheggio dove
Hogan furioso lo raggiunge, ma l’intervento di numerosi agenti
impedisce un nuovo faccia a faccia.
La settimana
successiva (10 aprile, Smackdown!) Vince Mcmahon è ospitato da Roddy
Piper nella prima edizione del nuovo Piper’s Pit e dopo un lungo
battibecco i due concludono di avere almeno una cosa in comune:
l’odio per Hogan. 7 giorni dopo a Smackdown! va in onda un promo che
annuncia l’imminente arrivo in federazione del misterioso Mr.
America: lo stesso promo è riproposto anche nel seguente Raw e
nell’edizione di Smackdown! del 23 aprile.
1 maggio: Roddy Piper
in apertura del suo talk show annuncia l’ospite della serata ovvero
Mr. America: sulle note di Real American, Hogan con indosso una
maschera che lascia scoperti i baffoni biondi e un costume bianco,
rosso e blu, entra nell’arena esibendosi nelle sue classiche pose.
Appena salito sul quadrato Piper lo riconosce e lo schernisce ma
Hulk/Mr. America gli risponde di non essere Hogan e che è pronto a
prenderlo a calci nel sedere se oserà insultare l’America. Poco dopo
giunge sul quadrato anche Vince che ordina a Hogan di finirla con
una simile buffonata e di non offendere la sua intelligenza: detto
questo, in qualità di presidente della WWE, licenzia Mr. America
ironizzando sulla sua vera identità. Mr. America passa però al
contrattacco facendo notare a Vince che il nuovo contratto firmato
con Stephanie include un clausola speciale in base alla quale
nessuno può licenziarlo o sospenderlo: a questo punto Vince, Piper e
O’Haire (di cui Piper è il nuovo manager) tentano di strappargli la
maschera senza riuscirci. Hulk ha infatti la meglio su tutti e tre e
lascia trionfalmente l’arena salutato da una pioggia di coriandoli
rossi, bianchi e blu.
8 maggio, Smackdown!:
Stephanie rivela a Vince che l’unica possibilità di rescindere il
contratto di Mr America è quella di dimostrare che sotto la maschera
si nasconde Hogan: nei minuti successivi Hulk si collega via
satellite con l’arena da casa sua a Tampa e afferma non sapere
niente di Mr America ma si augura di poterlo affrontare in futuro o
di averlo come compagno di tag team. Vince ha la certezza che Mr
America non apparirà ma a metà serata viene clamorosamente smentito:
il suo nuovo (vecchio?) nemico sale sul quadrato e ringrazia
pubblicamente Hogan per avergli dato l’ispirazione e la forza per
allenarsi duramente e diventare Mr America. Mcmahon a questo punto
entra in scena visibilmente alterato e tenta di strappare nuovamente
la maschera al wrestler misterioso finendo involontariamente addosso
a sua figlia Stephanie.
Nella successiva
puntata dello show, Vince lancia un appello a tutti i wrestlers
promettendo di ricompensare chiunque riuscirà a sconfiggere e a
smascherare Mr America a Judgment Day. Più tardi Roddy Piper chiama
sul ring Mr America e lo sfida ufficialmente nel prossimo ppv
attaccandolo insieme a O’Haire. Durante la rissa giunge in difesa di
Hulk un giovane fan, Zack Gowen (il wrestler portatore di handicap
Teanacious Zeta), armato di bandiera a stelle e strisce: Piper si
ritrova all’improvviso con una gamba artificiale in mano e
visibilmente scosso lascia il quadrato mentre Mr America soccorre il
ragazzo portandolo nel backstage.
18 maggio: Judgment
Day: Mr America affronta e sconfigge Roddy Piper nonostante le
numerose interferenze di O’Haire e di Vince McMahon. Nelle confuse
fasi finali del match, Vince viene assalito da Zack Gowen (invitato
da Mr America ad assistere all’incontro a bordo ring) che gli
impedisce di fermare il conteggio.
22 maggio: Smackdown!.
Vince accusa pubblicamente Piper di aver fallito contro Mr America
ma O’Haire si assume tutta la responsabilità di quanto accaduto a
Judgment Day e si offre volontario per sconfiggere Mr America al
fine di rimediare ai suoi errori (la sconfitta di Piper al ppv è
stata infatti in buona parte determinata da un involontario colpo
inflittogli da O’Haire con un tubo di ferro): in caso di sconfitta,
Piper sarà licenziato e dovrà lasciare la WWE.
Mr. America accetta la
sfida però Vince pone una clausola speciale per il match: se sarà Mr
America a perdere, la settimana successiva dovrà sottoporsi alla
macchina della verità: McMahon rincara la dose dicendo che se le sue
condizioni non saranno rispettate, userà ogni suo mezzo a
disposizione affinché il più grande sogno di Gowen, quello di
diventar un wrestler, non si realizzi né alla WWE né in nessun altra
federazione. Mr America affronta così O’Haire ma nel corso del match
Vince irrompe nell’arena e fa arrestare Gowen per l’aggressione
subita a Judgment Day e per essersi introdotto senza autorizzazione
in una proprietà privata (Zack non ha alcun contratto per stare
nello show). Mr America segue la scena scendendo dal ring e perde
l’incontro per count out: resosi conto dell’accaduto tenta di
aggredire Vince ma Piper lo blocca colpendolo con una sedia.
29 maggio: Vince in
persona sottopone Mr America alla macchina della verità che, alla
fatidica domanda “sei Hulk Hogan?”, risponde di no ricevendo
conferma dall’apparecchiatura. McMahon furibondo, ripete la domanda
più volte ottenendo sempre lo stesso risultato e così decide di
provare lui stesso la macchina: Mr America approfitta così
dell’occasione per ridicolizzarlo e riesce a fargli ammettere, tra
le altre cose, di essere un pervertito. Poco dopo Vince tenta di
colpirlo ma come al solito finisce subito al tappeto.
La settimana
successiva il boss della WWE concede a Gowen di tornare a Smackdown!
e gli promette un contratto nell’eventualità che riesca a
sconfiggerlo in un gara di braccio di ferro. Zack, accompagnato da
Mr America accetta la sfida per la successiva puntata di Smackdown!.
12 giugno: Mr America
sfida McMahon proponendo e ottenendo di sostituirsi a Zack nella
gara di braccio di ferro a patto di abbandonare il ring in caso di
sconfitta : tutto sembra volgere il suo favore ma sul più bello
Sable (presente sul ring in qualità di assistente di Stephanie) lo
distrae mostrandogli il seno e permette a Vince di vincere. Mr
America è così costretto ad abbandonare la scena mentre Zack viene
pesantemente insultato dal boss della WWE.
19 giugno: Mr America
interviene insieme a Angle durante il match tra il campione in
carica Lesnar e Big Show per fermare le scorrettezze messe in atto
da Charlie Haas e Shelton Benjamin ma il trio dei buoni ha la
peggio.
26 giugno, Smackdown
(Madison Square Garden, New York): Lesnar, Mr America e Angle
affrontano Haas, Benjamin e Big Show ma alla fine Vince si presenta
a bordo ring insieme a Zack Gowen e lo colpisce con un calcio allo
stomaco: Big Show approfitta così della distrazione di Mr America
per eseguire lo Showstopper e chiudere l’incontro. A telecamere
spente Mr America si toglie la maschera rivelando di essere
realmente Hogan e i cameramen continuano a filmarlo a sua insaputa:
finite le registrazioni dello show, Hulk si toglie pure il lusso di
eseguire uno spettacolare Scoop Slam sul gigantesco Big Show.
Pochi giorni dopo,
durante un’intervista radiofonica al Bubba the Love Sponge, Hulk
afferma di essere in forte contrasto con la WWE per la gestione
creativa del personaggio e lascia intuire di voler lasciare la
federazione: ai primi di luglio la rottura diventa ufficiale. Nella
successiva puntata di Smackdown! (3 luglio) Vince manda in onda il
filmato segretamente realizzato 7 giorni prima e, avendo ormai la
prova certa che Hogan e Mr America sono la stessa persona, li
licenzia entrambi.
Il divorzio con la WWE
non appare tuttavia definitivo e un ritorno di Hogan in prossimità
di WM 20 è ritenuto da entrambe le parti molto probabile se non
quasi certo: nel frattempo the Immortal inizia a pensare di nuovo a
una trasferta in qualche federazione del Sol Levante.
A metà settembre,
Randy Savage lancia l’ennesima sfida a Hogan, accusandolo di essere
un vigliacco per non aver mai accettato il confronto diretto e
questa volta gli dedica addirittura una canzone del suo primo album
dal titolo molto emblematico “Be a man”: Macho Man indica
Wrestlemania 20 come lo scenario ideale per la resa dei conti
definitiva ma la WWE non tarda a far sapere di non essere affatto
interessata alla cosa.
Il 18 settembre Hogan
firma un contratto con la NJPW per tre match il primo dei quali
contro Masahiro Chono. Non contento del clamore suscitato con questo
inatteso ritorno nella federazione che lo ha reso celebre, ai primi
di ottobre raggiunge un accordo di massima anche con l’NWA TNA e
subito viene data per certo il nome del suo primo avversario: Jeff
Jarrett.
Il 13 ottobre durante
l’evento della NJPW “Ultimate Crush 2” (Tokiodome), Hulk, accolto
con grande clamore e rispetto eroe dai fans giapponesi, sconfigge
Masahiro Chono in un bellissimo match in cui rispolvera la vecchia
finisher che tante vittorie gli aveva regalato nella terra del Sol
Levante agli inizi degli anni 80: l’Axe Bomber. Durante la
successiva conferenza stampa, Hogan afferma di voler concludere la
sua carriera proprio in Giappone e di voler vincere sia l’NWA TNA
Title che l’IWGP Title ma all’improvviso si verifica un incredibile
colpo di scena: Jeff Jarrett irrompe infatti nella sala gremita di
giornalisti e aggredisce brutalmente Hogan rompendogli pure una
chitarra in testa, gettando così la basi per la loro sfida nei
prossimi shows dell’NWA.
Nel corso del ppv NWA
TNA del 15 ottobre, vanno in onda le immagini del violento attacco
ai danni di Hulk.
Il 21 ottobre tutti i
principali newsboard della rete annunciano che Hogan si è di nuovo
infortunato al ginocchio dopo il match contro Chono e che dovrà
presto sottoporsi a un’altra operazione: l’NWA si trova così
costretta a posticipare a data indeterminata l’importantissimo ppv
“Bound for Glory” il cui main event doveva essere proprio il match
tra l’American Hero e Jarrett.
22 ottobre: durante il
consueto ppv NWA, Jimmy Hart entra nell’arena sulle note di American
Made, informa i fans che il responsabile dell’infortunio di Hulk è
Jarrett e provoca quest’ultimo ricordando gli incresciosi fatti di
Bash at the Beach 2000: Jarrett entra in scena poco dopo, lo
aggredisce e si prende gioco di Hogan imitandolo nelle sua classiche
pose.
Il 31 ottobre Hulk si
sottopone all’intervento al ginocchio sinistro nella speranza di
risolvere una volta per tutte i noti problemi all’articolazione. Il
26 novembre (ppv NWA) Jarrett chiama di nuovo in causa Hogan
affermando che ormai la sua carriera è finita e che non avrà mai il
coraggio di presentarsi sul ring: detto questo chiede un minuto di
silenzio al pubblico per far suonare 10 rintocchi di campana di
addio all’Hulkmania ma di colpo ferma la “cerimonia” perché del
tutto immeritata.
Una settimana dopo
l’NWA annuncia che il ginocchio di Hulk non ha reagito bene
all’intervento e che i tempi di recupero saranno piuttosto lunghi:
ad alcuni sembra solo una scusa confezionata ad arte per prendere
tempo (la WWE è infatti ancora interessata ad avere Hogan a WM 20 a
patto però di non vederlo lottare in una federazione concorrente nei
mesi precedenti al suddetto ppv) mentre altri insistono, senza
alcuna prova a sostegno delle proprie tesi, nel divulgare in rete
notizie sempre più allarmanti sulle condizioni di Hogan, arrivando
ad ipotizzare pure un’imminente ritiro.
CAPITOLO VII.
HULKMANIA FOREVER. (2004-2005).
Nei primi giorni del
gennaio 2004, varie voci danno per probabile la partecipazione di
Hogan a WM 20 in un match contro Austin o, date le condizioni
fisiche non ottimali, nella veste di arbitro speciale: purtroppo la
lunga convalescenza post operazione impedisce a Hulk di apparire nel
corso del principale ppv targato WWE (che si tiene a Madison Square
Garden il 14 marzo) e anche il progetto di un tag team match da
disputare il 5 maggio in uno show della NJPW a fianco di G. Tenryu
contro T. Fujinami e il gigantesco ex campione di sumo Akebono sfuma
quasi subito.
Nel frattempo, l’NWA è
riuscita a strappare alla Fox un contratto per uno show settimanale
da trasmettere in chiaro e, stando alle dichiarazioni di Jeff
Jarrett, presto saranno coinvolti nomi del calibro di Kevin Nash,
Randy Savage e ovviamente Hulk Hogan.
Ma con il passare dei
mesi l’NWA e Hogan appaiono sempre più lontani: Hulk, impegnato a
tempo pieno nel ruolo di manager di sua figlia Brooke, giovane
promessa della musica pop e già da alcuni definita la nuova Britney
Spears, non si sbilancia sul suo futuro ma non nasconde nemmeno la
volontà di tornare sul ring, senza comunque fare mai allusioni alla
federazione dei Jarrett.
Tra le varie voci che
si rincorrono, spicca quella di un suo probabile inserimento nella
Hall of Fame in occasione di WM 21 (e di un suo eventuale match nel
ppv) mentre, alla fine di agosto, lo stessa leggenda nel corso di
un’intervista lascia trapelare l’intenzione di dedicarsi alla
creazione di una nuova federazione con l’aiuto di Goldberg, Stone
Cold, Sting e Kevin Nash.
Ai primi di settembre
Hogan partecipa agli MTV Video Music Awards insieme alla figlia e
risponde pubblicamente alle minacce di Macho Man dicendo di essere
pronto ad affrontarlo e a sconfiggerlo.
23 settembre,
Smackdown!: verso la fine della puntata speciale in cui si festeggia
il 5° anniversario dalla prima messa in onda dello show, Hulk appare
in un segmento registrato venendo accolto con un boato dall’arena:
nella mini-intervista racconta che per lui il momento più
entusiasmante di Smackdown! è stato la mitica edizione del 4 luglio
2002, quando i fans impazzirono nel vederlo entrare (dopo tanti
anni) sulle note di Real American in coincidenza della Festa
dell’Indipendenza. Ricordando la vittoria del WWE Tag Team Title
avvenuta quella magica notte, Hogan spende parole lusinghiere in
favore di Edge e fa delle allusioni a un ideale passaggio del
testimone alla nuova generazione.
Il 7 novembre si
incontra con la dirigenza della TNA nel backstage del ppv Victory
Road per discutere di un suo eventuale futuro ruolo non da wrestler
ma tutto si risolve in un niente di fatto.
L’11 gennaio 2005 si
presenta nel backstage di Smackdown! per trovare un accordo sulla
sua partecipazione a Wrestlemania 21.
28 febbraio, Raw: La
WWE annuncia ufficialmente che Hulk Hogan sarà inserito nella Hall
of Fame 2005 la notte prima di Wrestlemania 21.
HULK HOGAN: I SEGRETI
DELLA LEGGENDA.
-
Il match in cui ha
guadagnato di più è stato ovviamente quello contro Andrè the Giant a
WM 3: si parla di una cifra che si aggira intorno ai 2 milioni di
dollari (lo stesso Hogan ha dato in varie occasioni dei numeri
“leggermente” differenti).
- Le misure dei suoi
bicipiti: intorno ai 50 cm!
- Il soprannome “Hulk”
gli è stato dato dopo una sua apparizione in un talk show insieme a
Lou Ferrigno (attore protagonista del telefilm “l’incredibile
Hulk”), durante la quale il presentatore fece notare al pubblico che
Hogan era molto più grosso del celebre body builder.
- Ha iniziato a fare
uso di steroidi tra i 23 e i 24 anni e ha smesso verso i 37 dopo
un’accesa discussione con la moglie incinta.
- È il wrestler più
famoso di tutti i tempi: la sua notorietà è andata ben oltre i
confini del mondo del wrestling facendo di lui una vera e propria
icona dell’immaginario collettivo al pari di mostri sacri come
Superman e Batman. La sua faccia e il suo look sono conosciuti in
tutto il mondo: nemmeno il grande successo di The Rock è per il
momento riuscito ad eguagliare un fenomeno di simili proporzioni.
- I produttori di
A-Team lo avrebbero voluto come personaggio fisso della serie dato
l’ottimo feeling che si era venuto a tra lui e il resto del cast ma
la cosa era del tutto inconciliabile con gli impegni sul ring.
- A WM 3,
Nell’eseguire l’incredibile Scoop Slam su Andrè, si infortunò alla
schiena e a un bicipite: per oltre 6 mesi fu costretto a lottare in
pessime condizioni fisiche.
- Il 26 ottobre 1998 a
“The Tonight Show” ha annunciato il suo ritiro e ha espresso la
volontà di candidarsi per le elezioni presidenziali del 2000. Si
trattava ovviamente di una montatura orchestrata per rilanciare la
sua immagine nella WCW.
-
Il 20 aprile 1999 si è
sottoposto alla prima operazione al ginocchio eseguita dal Dott.
James Andrews.
- È un ottimo bassista
e c’è chi dice che potrebbe ancora sfondare come professionista.
- I suoi match contro
Andrè sono i più visti nella storia del wrestling.
- Vince Mcmahon Senior
gli propose la gimmick di un wrestler irlandese e quindi di tingersi
i capelli di rosso ma lui si rifiutò fermamente per paura di perdere
anche quei pochi che gli restavano.
- Secondo molti suoi
colleghi, Hogan è un egoista e un egocentrico: questo potrà essere
vero per quanto riguarda il periodo alla WWF dal 1984 al 1993 (oltre
a determinati episodi dell’era WCW) ma non certo per ciò che ha
fatto da quando è tornato alla WWE: nel backstage ha dimostrato
sempre grande professionalità e correttezza, perdendo diversi match
senza polemizzare e aiutando i wrestlers più giovani ad emergere.
- Statisticamente
parlando, Undertaker può essere considerato la vera nemesi di Hogan:
è infatti l’unico wrestler che può vantare, insieme a The Rock, il
primato di averlo sconfitto in ben due occasioni (se pur non in modo
pulito) nella WWF / WWE strappandogli in entrambi i casi la cintura
di campione. Ad ogni modo Hulk continua a ritenere Andrè il suo più
grande avversario, nonostante The Rock e Goldberg occupino un
posizione di altissimo rilievo nella sua classifica personale.
- Il match contro Sid
Justice a WM 7 terminò in modo piuttosto strano per via del ritardo
con cui Papa Shango giunse sul ring: non vedendolo arrivare, Sid fu
costretto ad uscire dal conteggio da solo pur avendo subito il
Running Leg Drop mentre l’arbitro fermò l’incontro per squalifica in
seguito all’interferenza di Harvey Wippleman (prevista ma in teoria
successiva a quella di Papa Shango).
- È sposato e ha di
due figli: Brooke e Nicholas.
- Ha la fama di essere
uno che le spara davvero grosse (specialmente quando è ospite della
trasmissione radiofonica “Bubba the Love Sponge”) e per questo le
sue dichiarazioni, talvolta in contrasto con le sue scelte, vengono
sempre prese con le molle.
- Sua moglie Linda
gestisce un ristorante chiamato “The French Hen”.
- A WM 9 mise alle
strette Vince Mcmahon e i vertici della WWF minacciando di
boicottare il Tag Team Title match contro Ted di Biase e IRS se la
stessa sera non gli fosse stato concesso di vincere il titolo
assoluto contro Yokozuna: il finale del main event venne così
riscritto in fretta e furia (Bret Hart doveva comunque perdere) per
permettere la farsa dell’incontro non programmato della durata di 23
secondi. Ad ogni modo Vince si vendicò prestissimo di quanto
accaduto costringendo Hogan all’umiliante sconfitta di nuovo contro
Yokozuna a King of the Ring 93.
- Dopo i fatti di Bash
at the Beach 2000, pare abbia preso in considerazione l’ipotesi di
accompagnare suo figlio la sera successiva a Raw facendogli tenere
in mano la cintura di campione presa a Jarrett: purtroppo l’idea
venne accantonata per il timore di ripercussioni legali.
- Il suo compagno di
tag team preferito è Bill Goldberg.
- Come altri wrestlers
(un nome per tutti: Scott Steiner) ha ripreso molti aspetti del
look e delle movenze di Billy Graham.
- Verne Gagne,
infuriato per il passaggio di Hulk alla WWF, offrì centomila dollari
a Iron Sheik per rompere una gamba ad Hogan durante il famoso match
che ha segnato la nascita dell’Hulkmania: per fortuna il buon
vecchio Sheik rifiutò l’offerta e lottò correttamente dimostrandosi
un serio professionista.
- Con la vittoria a
Backlash 2002 è diventato, all’età di 49 anni, il più vecchio
campione in carica che la WWF / WWE abbia mai avuto (pensate che il
più giovane è Randy Orton, diventato World champion a soli 24 anni:
un record molto difficile da battere).
- Al contrario di
quanto si è detto e letto spesso, Non hai mai ritenuto fattibile un
suo ritorno alla WWF per tutto il periodo in cui ha lottato alla
WCW.
- Gira voce che Randy
Savage gli abbia fatto un occhio nero perché era realmente geloso di
Elizabeth: è comunque quasi certo non ci sia mai stato niente tra
Hulk e la manager di Macho Man.
- Alla fine del 2001,
Vince Mcmahon si è deciso a richiamarlo in federazione e a riesumare
la formazione originale dell’NWO quando ha saputo di non poter
recuperare l’infortunato Benoit in tempo per Wrestlemania e quindi
di essere a corto di cattivi da contrapporre a Stone Cold e a The
Rock.
- Sembra che abbia
mosso molte delle sue conoscenze alla WWF per convincere i vertici
della federazione a mettere sotto contratto Big Show.
- Si è sempre
impegnato ad aiutare i bambini malati o bisognosi: ha dato il suo
appoggio finanziario alla Pediatric Aids Center, alla Special
Olympics e alla Starlight Foundation oltre a far parte della
Make-a-Wish Foundation di cui è tuttora una delle star più
richieste.
- Mentre preparava il
match contro The Rock si è fratturato due costole: la cosa è stata
tenuta nascosta fino dopo Wrestlemania 18 e quando è venuta fuori
molti hanno pensato che fosse un espediente per farlo lottare il
meno possibile. In realtà, se osservate attentamente l’incontro
disputato a Backlash 2002 noterete che Hogan, una volta eseguito il
suplex su Triple H fuori dal ring, si porta la mano sulle costole e
riesce a malapena trattenere una smorfia di dolore. Anche alla fine
del match contro The Rock a WM 18 appare dolorante nello stesso
punto ma c’è chi continua a sostenere che si sia trattato solo di un
plateale trovata pubblicitaria.
- La sede di WM 7
venne spostata per problemi di sicurezza legati alla natura
particolare del main event: Sgt. Slaughter aveva ricevuto numerose
minacce di morte a causa delle sue dichiarazioni pro Iraq e la WWF
era stata sommersa da lettere e telefonate di protesta. Tutto il
backstage tirò un sospiro di sollievo quando alla fine della serata
Hogan vinse il match e strappò il titolo all’odiato Slaughter.
- Negli Stati Uniti,
alla fine degli anni 80, c’erano in commercio più di cento gadgets
ispirati al fenomeno Hulkmania.
- Nel corso di
un’intervista, Sid Vicious ha rivelato che l’unica volta che ha
visto Hogan arrabbiato alla WWF è stato nel 1992, quando scoprì i
piani del booking team aveva per la Royal Rumble.
- Ha giocato un ruolo
determinante nella diffusione del wrestling made in Usa fuori dai
confini nazionali e nel trasformare la WWF / WWE la società leader
del settore a livello mondiale: nonostante questo c’è chi continua a
vedere in lui la ragione principale della bassa considerazione che
generalmente l’opinione pubblica ha del wrestling.
- I suoi rapporti con
Randy Savage non sono mai stati idilliaci: diciamo pure che nel
corso degli anni c’è sempre stato una sorta di amore-odio tra i due
che li ha spesso riavvicinati e poi di nuovo divisi.
- Ha sempre curato
molto i suoi rapporti con i fans e in particolare con quelli più
giovani: lo abbiamo visto molte volte scherzare a bordo ring con i
bambini per non parlare dei suoi famosi consigli da perfetto “boy
scout” come pregare, prendere le vitamine ecc..
- Il suo successo è
stato determinato anche dalla gimmick dell’ eroe americano proposta
in piena Guerra Fredda.
- Il contratto che lo
legava alla WCW comprendeva una clausola di “creative control”: in
pratica il booking team non poteva proporre delle trame che
ponessero il personaggio sotto una luce negativa (necessitavano
perciò dell’approvazione dello stesso Hogan).
- La Marvel Comics
fece causa alla WWF per aver usato il nome “Hulk”, praticamente
identico a quello del suo celebre gigante verde. Le parti trovarono
in seguito un accordo della durata di 20 anni scaduto nell’ottobre
del 2004 che fortunatamente, dopo alcuni mesi di esitazioni, è stato
rinnovato.
- A WM 18 avrebbe
dovuto affrontare Stone Cold e non the Rock: sembra che Steve Austin
si sia rifiutato per il timore che durante il match il pubblico si
schierasse tutto dalla parte di Hogan (cosa che poi effettivamente è
accaduta).
- È stato il primo
wrestler a vincere due Royal Rumble consecutive e cinque titoli del
mondo WWF.
- Durante
un’intervista ha dichiarato: “il wrestling non è stata la cosa più
importante della mia vita. Il wrestling è la mia vita”.
- Kevin Nash e Edge
raccontano di aver deciso di intraprendere la carriera di wrestler
dopo aver assistito dal vivo rispettivamente a Hulk Hogan vs Andrè
the Giant (WM 3) e Hulk Hogan vs Ultimate Warrior (WM 6).
- Sting considera la
vittoria contro Hogan a Starrcade 97 uno dei migliori match della
sua carriera.
- Appare per qualche
istante All fine del video di “Everything to me”, il primo singolo
di sua figlia Brooke.
- Macho Man ha fatto
di tutto per evitarlo nel backstage del ppv TNA Victory Road e
quando Hogan gli ha proposto di uscire nel parcheggio per chiarire
le loro divergenze una volta per tutte, Savage lo ha ignorato
andandosene in tutta fretta. Gira voce che Macho sia rimasto così
sconvolto da quell’incontro da arrivare a presentarsi agli shows TNA
delle settimane successive con un coltello in tasca
L’HULKMANIA SUL
PICCOLO E GRANDE SCHERMO.
Hulk Hogan ha girato
ben 10 film e una serie televisiva, oltre ed essere apparso in
diverse produzioni famose.
Film di cui è
protagonista
No Holds Barred,
1989 (prodotto da Vince Mcmahon: la pellicola ha avuto così poco
successo che non è stata nemmeno esportata)
Suburban Commando,
1991 (girato insieme a
Christopher Lloyd)
Mr Nanny, 1993
The Secret Agent Club, 1996
Santa with muscles, 1996
3 Ninjas: High Noon at Mega Mountain,
1997
Shadow Warriors: assault on Devil’s Island,
1997 (nel cast compare anche Carl Weathers. É senza dubbio il
suo film migliore e infatti ne è stato girato un seguito altrettanto
valido)
Shadow Warriors 2: The Death Merchant,
1998
The Ultimate Weapon, 1998
McCinsey’s Island, 1999.
Complessivamente non
si tratta di grandi produzioni (pensate che “Il Re Scorpione” con
protagonista The Rock ha incassato da solo più di tutti questi film
messi insieme) che però si lasciano apprezzare per la loro
semplicità e le situazioni comiche in cui Hogan spesso si ritrova
(ad eccezione di Shadows Warriors 1 e 2 a cui è stato dato il taglio
dei classici film d’azione).
Nella serie televisiva
Thunder in Paradise girata tra il 1992 e il 1994, Hogan è
affiancato da una comprimaria d’eccezione: Carol Alt. Tra le varie
guest stars ricordiamo Sting, Brutus the Barber, Giant Gonzales e
Jimmy Hart.
Apparizioni varie
Rocky 3, 1982
(la sua apparizione più celebre)
Konnan the Barbarian, 1984
Gremlins 2, 1990
Muppets from Space, 199
The Punisher,
2004 (Nella versione finale della pellicola la sua apparizione è
stata tagliata
Hogan è stato la guest
star degli episodi N. 70 e N. 83 di A-Team (1985), di un
episodio di Baywatch del 1995 (insieme a Randy Savage, Ric
Flair e Vader) e di uno di Walker Texas Ranger (2001).
HULK HOGAN: HANNO
DETTO DI LUI
“Senza Hogan
nessuno di noi adesso farebbe ciò che stiamo facendo”. (Bill
Goldberg).
“Grazie per i
ricordi, per l’ispirazione e soprattutto grazie per l’Hulkmania”.
(Vince Mcmahon, WM VIII).
“Ci sono delle
tappe fondamentali nella carriera di ogni wrestler: salire sul ring
insieme ad Hulk Hogan è una di quelle”. (Kurt Angle)
“Hulk è una persona
fantastica ed ha uno stile inconfondibile. Probabilmente è il
miglior wrestler contro il quale abbia mai lottato”.
(Sid Vicious)
“Lui è il wrestling. Il Mohammed Alì e il Michael Jordan del
wrestling”. (Sting)
“Hulk Hogan è la
tigre bianca del wrestling”. (Warrior).
LE
CANZONI DELL’HULKMANIA.
Real American
I AM A REAL AMERICAN
FIGHT FOR THE RIGHTS OF EVERY MAN
I AM A REAL AMERICAN
FIGHT FOR WHAT'S RIGHT
FIGHT FOR YOUR LIFE !
WHEN IT COMES CRASHING DOWN
AND IT HURTS INSIDE
YOU'VE GOT TO TAKE A STAND
IT DON'T HELP TO HIDE
IF YOU HURT MY FRIENDS
THEN YOU HURT MY PRIDE
I GOT TO BE A MAN
I CAN'T LET IT SLIDE
I AM A REAL AMERICAN
FIGHT FOR THE RIGHTS OF EVERY MAN
I AM A REAL AMERICAN
FIGHT FOR WHAT'S RIGHT
FIGHT FOR YOUR LIFE !
I FEEL STRONG ABOUT RIGHT AND WRONG
AND I DON'T TAKE TROUBLE FOR VERY LONG
I GOT SOMETHING DEEP INSIDE OF ME
COURAGE IS THE THING THAT KEEPS US FREE
I AM A REAL AMERICAN
FIGHT FOR THE RIGHTS OF EVERY MAN
I AM A REAL AMERICAN
FIGHT FOR WHAT'S RIGHT
FIGHT FOR YOUR LIFE !
American Made
He's American Made...
He's got the red, white, and blue running
through his veins
He was born and rasied in the US of A.
He's goverment inspected he's U.S. grade,
If you mess with the flag it's like a slap
in his face
He's American Made (American)
He's American Made (American)
He's American Made (American)
He's American, American made
He's got the Stars and Stripes running
through his veins
He was born and raised in the US of A.
He wears the Heart of his country on his
sleeve,
You fight for your freedom if you really
believe...
He's American made
He's American Made (American)
He's American Made (American)
He's American Made (American)
He's American, American made
He was born and raised in the US of A.
You fight for your freedom if you really
believe... He's American made
He's American Made (American)
He's American Made (American)
He's American Made (American)
He's American, American, American made
American made
He's American made
American made
Yeah, Yeah, Yeah, Yeah, American Made
American Made
Whoa, He's American
Made, yow...
Voodoo Child
Well, i stand up next to a mountain
And i chop it down with the edge of my hand
Yeah
Well, i stand up next to a mountain
And i chop it down with the edge of my hand
Well, i pick up all the pieces and make an island
Might even raise a little sand
Yeah
'Cause i'm a voodoo child
Lord knows i'm a voodoo child baby
I want to say one more last thing
I didn't mean to take up all your sweet time
I'll give it right back to ya one of these days
Hahaha
I said i didn't mean to take up all your sweet time
I'll give it right back one of these days
Oh yeah
If i don't meet you no more in this world then uh
I'll meet ya on the next one
And don't be late
Don't be late
'Cause i'm a voodoo child voodoo child
Lord knows i'm a voodoo child
Hey hey hey
I'm a voodoo child baby
I don't take no for an answer
Question no
Yeah