Devil's Rejects / La Casa del Diavolo

 

Regia: Rob Zombie
Interpreti: Sid Haig, Bill Moseley, Sheri Moon Zombie, Ken Foree, Matthew McGrory, Leslie Easterbrook, Geoffrey Lewis, Priscilla Barnes, William Forsythe, E. G. Daily, P.J. Soles, Deborah Van Valkenburgh, Mary Woronov, Diamond Dallas Page
Produzione / Anno : USA 2005
Prequel : La casa dei 1000 corpi
Titolo Alternativo: THE DEVIL'S REJECTS

Trama

    

La famiglia Firefly si trova in trappola nella sua casa isolata circondata dallo sceriffo Wydell e da una squadra di uomini armati. Otis e sua sorella Baby riescono a fuggire alla pioggia di proiettili e si rifugiano in un motel isolato, aspettando il momento buono per incontrarsi con il padre, Captain Spaulding, ed uccidono chiunque si metta sul loro cammino. Lo sceriffo Wydell decide di passare all'attacco in una sanguinaria resa dei conti accompagnato da due cacciatori di taglie (di cui uno interpretato da Diamond Dallas Page). (Retro-DVD)

Commento

    

Ritorna alla regia Rob Zombie, icona dell’Horror Metal con i suoi White Zombie prima e solista successivamente, dopo il Film “La casa dei 1000 corpi” che vide una tribolata produzione proprio per l’efferatezza dei suoi contenuti e che vide numerose Case cinematografiche tirarsi indietro, alla fine fu la Lions Gate ad accettare la sua distribuzione.

Il film ebbe un notevole successo, tanto da convincere la stessa casa cinematografica a produrre anche questo Sequel.

Iniziamo prima di tutto a parlare del titolo che è “The Devil’s Rejects” ovvero i Reietti del Diavolo, nomignolo che viene dato alla famiglia di Killer superstiti in fuga, inspiegabile quindi il titolo italiano “La Casa del Diavolo”, come sempre la fantasia dei produttori italiani ha radici che affondano nell’inesplicabile.

    

Rob Zombie si è evoluto come regista in modo imponente, “La Casa dei 1000 corpi”, un film piacevolissimo, che aveva messo in video tutta la devozione che Rob ha per il genere horror con un numero infinito di citazioni e camei, aveva mostrato anche tutti i limiti del suo debutto alla macchina da presa, il film infatti sembrava a tratti une vero e proprio delirante Videoclip musicale.

Motivo per cui sorprende piacevolmente questo cambiamento repentino di Rob che di fatto cambia completamente stile, niente più trovate clownesche, sparisce l’ironia, scompare la parte visionaria e psichedelica, il tutto a beneficio di una regia più sobria volta a soluzioni più realistiche, estreme e violente.

Il tutto però predisposto in modo diverso, niente squartamenti e bulbi oculari rotolanti per raggiungere il VM18 tanto reclamato dal regista, ma bensì una violenza fatta di odio, disumanizzazione ed efferatezza sulle vittime della famiglia Firefly, Rob impara la lezione dei Rape & Revenge più estremi (Non Violentate Jennifer, L’ultimo treno della notte, L’ultima Casa a Sinistra) e la ripropone in modo pressoché perfetto.

    

La Famiglia Firefly diventa l’assoluta protagonista di questo sequel, spariscono infatti, forse anche un po’ inspiegabilmente il Dr.Satan e i mostri che vivevano nel sottosuolo del loro terreno, in particolare saranno Baby, Otis e Capitan Spaulding i nuovi veri protagonisti.

Dopo essere sopravvissuti infatti all’accerchiamento della polizia i tre inizieranno la loro fuga inseguiti dallo sceriffo Wydell e due cacciatori di taglie, sarà una fuga sanguinolenta, la famiglia infatti lascerà scie di sangue sul suo cammino, come sempre senza rimorso e rivendicando la loro supremazia sulle vittime innocenti.

Ed è proprio questo forse, il vero segno di maturazione di Rob anche in fase di sceneggiatura, se nel primo film infatti la famiglia Firefly era mostrata come un gruppo clownesco profondamente debitore verso il “Non aprite quella porta” di Hooper, i suoi componenti subiscono una profonda evoluzione, la famiglia assume una sua distorta logica, un efferato legame di affetto che li lega e li umanizza.

    

Di fatto il ruolo “buoni” e “cattivi” né risulta distorto, la famiglia Firefly nonostante la loro insensata violenza verso chiunque raggiunge più il cuore degli spettatori rispetto ai rappresentanti della giustizia che li inseguono, distorti anche loro da una ricerca della vendetta che li pone allo stesso livello della famiglia assassina.

Rob inoltre stavolta, riesce a valorizzare meglio un cast che già nel primo film aveva dimostrato le sue potenzialità, ma che di fatto né fa pieno uso in questo sequel. Su di tutti mi sento di sottolineare la prova di Sheri Moon, moglie di Rob Zombie, stavolta davvero spietata e folle come nel primo film non si era completamente visto.

In conclusione Devil’s Rejects, unito ovviamente alla “Casa dei 1000 corpi”, è un film da avere se si è amanti dei generi estremi in tutte le sue forme, Rob infatti ha esplorato molto in queste sue due prime prove da regista e lo ha fatto con maestria ma anche con una evidente devozione verso lo stesso genere.

Se si ama lo Splatter truculento e ironico allora apprezzerete sicuramente il primo episodio, se invece preferite qualcosa di più scomodo e indigesto allora sarà il secondo capitolo a raggiungere maggiormente le vostre preferenze, comunque sia la visione sarà un interessante esplorazione che Rob Zombie ha semplicemente deciso di convivere insieme a noi.

La prova di Diamond Dallas Page

    

Che dire di questa versione di DDP cinematografica ? Molto difficile da giudicare, il Wrestler di fatto è forse il personaggio meno approfondito dell’intero cast. Un cacciatore di taglie, sporco, lurido e senza nessun freno morale perfettamente adeguato allo scopo di fermare una famiglia di efferati assassini.

DDP si occuperà di catturare il più temibile del trio, ovvero Otis, vincerà la battaglia fisica e lo consegnerà allo sceriffo, non prima di aver assassinato una prostituta che deliziava il fratello di Baby.

Assolto il suo compito di cattura e dopo aver lasciato qualche battuta sparsa nei sessanta minuti precedenti, sparirà senza lasciare traccia, anche nei ricordi dello spettatore.

Senza infamia e senza lode.

 

Francesco Orlando